Concetti Chiave

  • Le origini della civiltà greca risalgono al II millennio a.C., con massicce migrazioni verso le fertili sponde del Mar Egeo.
  • I Dori, una popolazione indoeuropea, sottomisero il Peloponneso, dando inizio a un processo di integrazione culturale con le stirpi greche e micenee.
  • Durante il periodo geometrico, si sviluppano le prime poleis, con un'organizzazione sociale e urbanistica complessa e un'arte vascolare caratterizzata da decorazioni geometriche.
  • La colonizzazione greca porta alla fondazione di nuove città autonome e stimola il commercio, incrementando la ricchezza e la diffusione della cultura greca.
  • Il tempio dorico, caratterizzato da colonne scanalate e un massiccio basamento, rappresenta un'importante innovazione architettonica nella religione greca.

Indice

  1. Quali sono le origini della civiltà greca?
  2. Invasioni e migrazioni
  3. Formazione delle poleis
  4. Struttura della polis
  5. Arte vascolare e commercio
  6. Colonizzazione e nuove città
  7. Architettura e religione greca
  8. Caratteristiche del tempio dorico

Quali sono le origini della civiltà greca?

Le origini della civiltà greca sono remote e incerte: verso la fine del II millennio a. C. Sia l’Europa suborientale che il Vicino Oriente sono sconvolte da massicce migrazioni a livello continentale. Popolazioni provenienti dalle regioni montuose del Nord e dalle desolate steppe orientali convergono verso le fertili sponde del Mar Egeo alla ricerca di territori più favorevoli. Sul finire del XII sec. A. C., la penisola balcanica è interessata dalla calata dei Dori, una popolazione seminomade di stirpe indoeuropea originaria della Macedonia e dell’Illiria (regione comprendente le attuali Croazia, Bosnia-Erzegovina, Iugoslavia e Albania).

Invasioni e migrazioni

In breve tempo i Dori sottomettono l’intero Peloponneso, spingendosi fino alle coste dell’Asia Minore. Questa invasione comporta un radicale cambiamento di tutti gli equilibri esistenti, spingendo le popolazioni greche (Eoli e Ioni) a migrare, a loro volta, verso le coste occidentali dell’Asia Minore. Durante il Medioevo Ellenico, le popolazioni doriche si mescolano con le stirpi greche e micenee (Ioni, Eoli, Achei) e da questo lento processo di integrazione ha origine il popolo degli Elleni e quindi la civiltà greca.

Formazione delle poleis

Periodo di Formazione o Periodo Geometrico (XII-VIII sec. a.C.)

Si abbandona progressivamente il concetto miceneo di città-fortezza e nascono le prime POLEIS. La POLIS è un modello urbanistico e un modello di organizzazione sociale. Si compone di più parti legate da relazioni di carattere sociale, politico ed economico:

    Struttura della polis

  • L’Acropoli: posta sulla sommità di un colle, è la parte più alta della città e ne è il luogo sacro. È circondata da mura e al suo interno sorgono templi e santuari. È il cuore religioso della città.
  • L’Asty: o città bassa, si estende ai piedi dell’acropoli e rappresenta la città vera e propria, con le abitazioni, le botteghe e gli edifici pubblici. Al centro, all’incrocio di due o più strade importanti, si apre l’agorà, la piazza principale della polis dove inizialmente si svolgeva il mercato e poi, dall’età classica, anche le riunioni politiche dei cittadini.
  • La Chora: la campagna, è il territorio circostante suddiviso in villaggi agricoli.

Arte vascolare e commercio

Nel periodo di formazione sono stati rinvenuti molti oggetti di arte vascolare (vasi in terracotta, anfore, tazze e crateri), tutti dipinti con decorazioni geometriche di grande precisione. Con l’VIII sec. si assiste al pieno sviluppo del gusto geometrico e la decorazione si espande su tutta la superficie dei vasi.

In questo periodo, i defunti vengono cremati e le loro ceneri raccolte in urne fittili interrate a circa un metro di profondità. Il vaso del Dípylon o anfora del lamento funebre è un'anfora greca, prototipo dello stile tardo geometrico, ritrovata nella necropoli ateniese del Dipylon e datata al 750 a.C. circa. È considerato il capolavoro del Maestro del Dipylon ed è conservato nel Museo archeologico nazionale di Atene.

Colonizzazione e nuove città

In questo periodo riprendono i commerci con l’Asia Minore e il Vicino Oriente e le poleis si sviluppano come organismi autonomi determinando un notevole incremento demografico e ricchezza. Le poleis, giunte a un determinato livello di crescita, promuovono la fondazione di nuove città: LE COLONIE, con le stesse caratteristiche di autonomia, organizzazione e cultura della città-madre.

Dall’VIII sec. e più diffusamente nel VII, la spinta colonizzatrice greca si dirige verso le vicine e ospitali coste mediterranee: Sicilia, Spagna, Francia e soprattutto alcune regioni meridionali della penisola italiana (denominate poi dai Romani: Magna Grecia). A Oriente la colonizzazione riguarda le coste del Mar Nero e quelle occidentali dell’Asia Minore (odierna Turchia).

Architettura e religione greca

In questo periodo sorgono le prime costruzioni architettoniche (templi e santuari), la scultura si evolve e la pittura vascolare abbandona le rigide geometrie. Il tempio è la dimora terrena degli dèi. La religione dei Greci è politeista e le divinità hanno caratteristiche fisiche e psicologiche simili a quelle umane.

I primi templi sono costituiti da un ambiente unico a pianta rettangolare preceduto da un portico sorretto da due colonne. La disposizione degli spazi interni varia in relazione al periodo e alle dimensioni ma tre elementi sono sempre presenti:

  1. Naos (cella): nel naos viene esclusivamente custodito il simulacro del dio a cui il tempio è dedicato.
  2. Pronao: è lo spazio porticato antistante la cella.
  3. Opistodomo: è lo spazio posto dietro la cella.

Caratteristiche del tempio dorico

Il Tempio Dorico non poggia sul terreno ma sul crepidoma in pietra, un massiccio basamento a più gradini che sopraeleva l’edificio. La colonna si compone di fusto e capitello che sono uniti insieme da un collarino. Il fusto dorico non è liscio ma scanalato con 20 scanalature verticali dalla forma semicilindrica a spigolo vivo.

La colonna si compone di: base, fusto e capitello. La base è un elemento nuovo. Il fusto non poggia più direttamente sullo stilobate ma sulla base che conferisce maggiore slancio. Il capitello, spesso dipinto in rosso, oro e blu, è composto da un piccolo echino convesso decorato ad ovuli e dardi (elementi tondi e lanceolati), da 2 morbide volute e da un sovrastante abaco.

La base della colonna riprende quella ionica ma a volte può essere ulteriormente rialzata da un plinto (mattone). Il fusto, percorso da 24 scanalature a spigoli smussati, è uguale a quello ionico. Ciò che caratterizza questo ordine è il capitello: composto da un nucleo a forma di tronco di cono attorno al quale si dispongono delle foglie stilizzate di acanto organizzate su 2 livelli.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le origini della civiltà greca?
  2. Le origini della civiltà greca risalgono alla fine del II millennio a.C., quando popolazioni migranti, tra cui i Dori, si stabilirono nella penisola balcanica, dando inizio a un processo di integrazione che portò alla formazione del popolo degli Elleni.

  3. Cosa caratterizza la struttura delle poleis greche?
  4. Le poleis, che si svilupparono nel periodo geometrico, sono composte da tre parti principali: l'Acropoli, l'Asty e la Chora, ognuna con funzioni sociali, politiche ed economiche specifiche.

  5. Qual è il significato dell'arte vascolare nel periodo di formazione della civiltà greca?
  6. L'arte vascolare, con decorazioni geometriche di grande precisione, rappresenta un importante aspetto culturale del periodo di formazione, evidenziando l'evoluzione artistica e il rituale funerario, come dimostrato dall'anfora del Dípylon.

  7. Come si sviluppò la colonizzazione greca durante questo periodo?
  8. A partire dall'VIII secolo a.C., la colonizzazione greca si espanse verso le coste mediterranee e il Mar Nero, portando alla fondazione di nuove città autonome, note come colonie, che replicavano le caratteristiche delle città madri.

  9. Quali sono le caratteristiche architettoniche dei templi greci?
  10. I templi greci, dedicati a divinità politeiste, presentano una pianta rettangolare con un naos, un pronao e un opistodomo, e si distinguono per l'uso di colonne doriche, caratterizzate da un fusto scanalato e un capitello decorato.

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