Concetti Chiave
- Kengah chiede al gatto Zorba di prendersi cura del suo uovo e di insegnare al suo cucciolo a volare prima di morire tragicamente in una pozza di petrolio.
- Zorba si assume la responsabilità di covare l'uovo e, una volta nato, chiama il cucciolo Fortunata, considerandola fortunata per essere sopravvissuta alla madre.
- I gatti si rendono conto che hanno bisogno dell'aiuto di un essere umano per insegnare a Fortunata a volare, infrangendo la regola di non parlare con gli umani.
- Un poeta suggerisce ai gatti che Fortunata può iniziare a volare saltando dal campanile di San Michele, un piano audace che intraprendono con determinazione.
- Fortunata si lancia dal campanile e riesce a volare, realizzando il sogno di Kengah e il desiderio di Zorba di vederla libera e felice.
Le ultime volontà di Kengah
Kengah è esausta e chiede tre gentilezze al gatto Zorba: di non mangiare l'uovo che deporrà, di crescere con amore il suo piccolo cucciolo e di insegnargli a volare. Zorba, a questo punto va dai suoi amici gatti Colonnello e Segretario per raccontare loro tutto l'accaduto. Successivamente, in compagnia dei suoi amici, si reca presso il porto per parlare con Diderot che è il gatto più intelligente; il suo obiettivo è quello di chiedergli come possa fare a liberare la povera Kengah dalla pozza di petrolio. Diderot possiede un'enciclopedia e rivela al gatto che l'unico modo per salvarla è quello di utilizzare della benzina. Zorba, Colonnello e Segretario a questo punto riescono a procurarsi della benzina, ma quando tornano, Kengah è già morta. Accanto al suo corpo esanime si trova un uovo che poco prima aveva deposto.
La nascita di Fortunata
A questo punto Zorba inizia a prendersi cura dell'uovo, lo cova, fino a quando nasce la piccola gabbianella che chiamerà Fortunata, in virtù del fatto che è riuscita a salvarsi dalla tragedia che aveva purtroppo colpito sua madre. Fortunata scambierà il gatto per sua madre, dunque gli amici di quest'ultimo lo iniziano a prendere in giro proprio per questo motivo. L'obiettivo del gatto Zorba è quello di insegnare a volare alla piccola gabbianella, ovviamente perché questo avvenga la piccola Fortunata deve avere fiducia sin dall'inizio nelle sue capacità. Saranno i gatti che le instilleranno nel suo animo il desiderio di volare.
Il volo di Fortunata
Insegnare alla gabbianella a volare però non è così semplice come sembra, in quanto i gatti si rendono conto che è necessario l'aiuto di un essere umano per portare avanti questa missione. Pertanto infrangendo la regola che impedisce ai gatti di parlare la lingua umana, si recano da un poeta, che è anche il proprietario della bellissima gatta Bubulina, di cui tutti i gatti sono innamorati.
Il poeta, instaurando un dialogo con i gatti, suggerisce loro che l'unico modo per far sì che Fortunata voli sia quello di saltare dal campanile di San Michele. Grazie al suggerimento dell'uomo, Fortunata si lancia dal campanile e inizia a volare come fanno i gabbiani.
per approfondimenti:
Il vecchio che leggeva romanzi d'amore - Luis Sepùlveda
Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico - Luis Sepùlveda
Domande da interrogazione
- Quali sono le ultime volontà di Kengah riguardo al suo cucciolo?
- Come reagisce Zorba alla morte di Kengah?
- Qual è la difficoltà principale nell'insegnare a Fortunata a volare?
- Qual è il consiglio del poeta per far volare Fortunata?
Kengah chiede al gatto Zorba di non mangiare l'uovo che deporrà, di crescere con amore il suo piccolo cucciolo e di insegnargli a volare.
Dopo la morte di Kengah, Zorba si prende cura dell'uovo e, quando nasce la gabbianella, la chiama Fortunata, in onore della sua sopravvivenza alla tragedia.
I gatti si rendono conto che hanno bisogno dell'aiuto di un essere umano per insegnare a Fortunata a volare, poiché non è un compito semplice.
Il poeta suggerisce ai gatti che l'unico modo per far sì che Fortunata voli è quello di saltare dal campanile di San Michele, un'azione che le permetterà di spiccare il volo.