Concetti Chiave
- Francisco de Jerez, nato a Siviglia nel 1498, si unì come segretario a Francisco Pizarro nella conquista degli Incas, affrontando un viaggio difficile e pericoloso.
- Partecipò attivamente alla conquista, catturando Atahualpa e ricevendo una significativa ricompensa in argento e oro, che gli permise di tornare a Siviglia.
- Pubblicò un resoconto dettagliato della conquista, intitolato "Vero Rapporto della Conquista del Perù", importante per la storia dell'epoca e tradotto in diverse lingue.
- Dopo il ritorno a Siviglia, Jerez si dedicò a opere di beneficenza e intraprese attività commerciali, ma alla fine rimase nella sua città natale senza tracce della sua vita successiva.
- La sua partecipazione alla conquista è stata oggetto di dibattito, con critiche sulla sua presenza durante eventi chiave, ma la sua competenza è stata difesa da storici.
Le origini di Francisco
Francisco de Jerez (Siviglia, 1498 - ...) fu uno
È conosciuto anche come Francisco de Jerez, ma oltre al nome di suo padre, Pedro de Jerez, si sa poco della sua prima vita.
Lasciò l'11 aprile 1514, al tempo delle Indie, al seguito di
La sua aspirazione era però quella di partecipare a una delle tante spedizioni nei territori sconosciuti e riuscì a farsi assumere nel 1524, come segretario, Francisco Pizarro che stava partendo per l'esplorazione delle coste del
È stato un viaggio sfortunato che ha messo in pericolo anche la vita dei giovani di Jerez, stremati dalle difficoltà e costretti a tornare a Panama a causa di una grave malattia. Approfittò del soggiorno per scrivere un breve resoconto dell'esperienza e quando Pizarro, al suo ritorno dalla Spagna, intraprese l'ultima spedizione che lo avrebbe portato alla conquista degli Incas, fu nuovamente occupato come segretario, oltre ad assumere l' incarico di cronista ufficiale della compagnia.
La conquista degli Incas
Francisco de Jerez ha partecipato attivamente, con il titolo di gentiluomo, a tutte le fasi della conquista, sbarcando a Túmbez e catturando Atahualpa a Cajamarca, durante la quale ha ricevuto una ferita alla gamba che lo avrebbe reso zoppo per il resto della sua vita.
I suoi meriti sono stati ricompensati con dignità e il suo nome è uno dei destinatari della parte del riscatto pagata dal prigioniero inca. La sua quota era di "409 marchi d'argento e 10.007 pesos d'oro", una fortuna per l'epoca.
Il ritorno a Siviglia
Jerez, pago la ricchezza acquisita, se ne andò subito e il 3 giugno 1534 il Perù era già a Siviglia, dove pubblicò il rapporto che aveva pazientemente osservato durante tutti gli eventi della conquista. Il titolo era: "Vero Rapporto della Conquista del Perù e della Provincia di Cusco, chiamata la Nuova Castiglia".
Jerez vi ha raccontato, passo dopo passo, tutte le vicende di cui è stato testimone oculare, il che ha reso e rende tuttora la storia particolarmente interessante per la ricostruzione della storia della conquista degli Incas del Perù. Alla fine del suo lavoro il reporter inserisce anche la storia, così viva, di Miguel de Estete, il suo compagno d'avventura, in cui racconta il viaggio che hanno fatto a Pachacamac, Hernando Pizarro nella compagnia per il riscatto dell'oro.
La vita a Siviglia
La ricchezza non è stata data molto all'arricchito capo "conquistatore". Permetteva l'abitudine di aggiungere al suo nome un "López" dal suono alto, che divenne, quindi, Francisco López de Jerez e, più tardi, solo Francisco de López, ma questa fu l'unica concessione alla condizione mutevole che gli permise di guadagnare ricchezza. Per il resto si dedica ora alle opere buone e approfitta della sua nuova condizione per aiutare i poveri e i bisognosi che cercano la sua generosità.
Si sposò una prima volta, rimase quasi subito vedovo e contrasse un nuovo matrimonio con un nobile sivigliano, chiamato Francisca de Pineta. Occupa posizioni pubbliche di secondaria importanza e inizia a commerciare con Panama e il Perù, ma i risultati non sono soddisfacenti, tanto che pensa di tornare nelle Americhe.
Tuttavia, sembra che abbia dato seguito a queste intenzioni e che sia rimasta definitivamente a Siviglia, la sua città natale, per il resto dei suoi anni, senza lasciare alcuna traccia dell'ultima parte della sua vita, tanto che ancora oggi non si conosce il luogo della sua morte.
Dubbi sulla partecipazione
Recentemente la sua partecipazione alla prima fase della conquista è stata messa in discussione sulla base di una lettera firmata che Jerez aveva redatto, il 25 agosto 1531, a Panama, su richiesta di Diego de Almagro. Il fatto è singolare, ma un'altra, molto più prova, a uno di trovarlo, a destra, uno dei partecipanti alla fatidica spedizione. Principalmente la sua pretesa, ripetuta più volte, di avere la competenza, senza la quale nessuno degli altri componenti ha mai negato. Infine, per quanto riguarda la loro partecipazione al salvataggio di Atahualpa, la stessa di tutti gli altri signori, che non avrebbero avuto motivo di essere assegnati ad essa se non fossero stati presenti alla cattura degli Inca.
Le opere di Jerez
La sua opera ebbe diverse edizioni e fu tradotta in tedesco, francese e italiano, sempre universalmente riconosciuta, fino ad oggi, come versione base della conquista.
C'è anche un'altra breve relazione attribuita a Francisco de Jerez, e conosciuta come Sámano-Jerez, relativa alla firma di Sámano, un segretario che l'ha ritirata e a ciò che ha scritto le due righe commentate aggiungono alla fine del documento. Si compone di sole cinque pagine e rappresenterà la costa ecuadoriana oggi e le tribù selvagge che vi abitano e, di estrema importanza, descrive la cattura di una zattera indigena, effettivamente intercettata dal pilota Ruiz, con l'esposizione dettagliata di tutti i manufatti che vi sono stati trovati.
Per correggere l'informazione, tuttavia, va notato che alcuni critici attribuiscono questo lavoro al loro pilota
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo di Francisco de Jerez nella conquista degli Incas?
- Quali sono le opere principali di Francisco de Jerez?
- Come ha influito la ricchezza acquisita da Jerez sulla sua vita a Siviglia?
- Ci sono dubbi sulla partecipazione di Jerez alla conquista?
- Qual è l'importanza del resoconto di Jerez per la storia della conquista?
Francisco de Jerez ha partecipato attivamente alla conquista degli Incas come segretario e cronista ufficiale, sbarcando a Túmbez e catturando Atahualpa a Cajamarca, dove subì una ferita che lo rese zoppo per tutta la vita.
La sua opera principale è il "Vero Rapporto della Conquista del Perù e della Provincia di Cusco", che offre una dettagliata cronaca degli eventi della conquista. È stata tradotta in diverse lingue e riconosciuta come una fonte fondamentale sulla conquista.
Nonostante la ricchezza, Jerez si dedicò ad opere di beneficenza e mantenne una vita modesta, occupando posizioni pubbliche di secondaria importanza e tentando di commerciare con Panama e il Perù, senza però ottenere risultati soddisfacenti.
Sì, la sua partecipazione è stata messa in discussione a causa di una lettera firmata da lui nel 1531, ma la sua pretesa di competenza e il riconoscimento da parte di altri partecipanti supportano la sua presenza durante la cattura di Atahualpa.
Il resoconto di Jerez è considerato una fonte primaria e fondamentale per la ricostruzione della storia della conquista degli Incas, poiché offre una testimonianza diretta degli eventi e delle esperienze vissute durante quel periodo cruciale.