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Concetti Chiave

  • Le università sorsero tra il XII e il XIII secolo come evoluzione delle scuole epistolari, formando istituzioni con corporazioni di studenti e docenti.
  • Negli Studium si insegnano quattro facoltà principali: diritto, arti liberali, medicina e teologia, che aprono a carriere specialistiche.
  • I metodi didattici comprendevano la lectio e la disputatio, promuovendo un approccio dialettico e di dibattito attivo tra studenti e maestri.
  • Le scuole di arti e mestieri accoglievano giovani di classi sociali povere per un apprendistato, garantendo l'acquisizione di competenze pratiche e tecniche.
  • Le scuole comunali fornivano istruzione di base a tutte le classi sociali, con insegnanti impegnati nell'educazione sociale, morale e religiosa degli studenti.

Origini delle università

Le università nacquero tra il XII e il XIII secolo a causa di una trasformazione di una scuola epistolare che si allontana dal controllo del vescovo e dalle autorità politiche locali.
Le università sono istituzioni costituito da corporazioni di studenti, corporazione di docenti oppure da corporazioni di docenti e studenti insieme che si riuniscono negli Studium.

Negli Studium si possono studiare 4 facoltà: diritto, arti liberali, medicina e teologia

Carriere e mobilità accademica

Le università sono interesse anche dei laici poi che col passare del tempo si iniziano a creare dei curricoli più specialistici e che permettevano di far accedere ai livelli superiori della cultura per poi praticare carriere più specialistiche e importanti come per esempio carriere mediche, giuridiche o amministrative.

Nell'università si può accedere a una carriera interna e si passa dal grado intermedio Che ruolo del Magister artium che consistono in insegnamento delle arti liberali, il vertice più alto di questa carriere interna si raggiungeva con il ruolo del Magister theologiae che consisteva nell'insegnamento della teologia.

I Magistri potevano spostarsi liberamente da un'università all'altra in tutta Europa e venivano spesso seguiti dai Clerici vagantes (studenti che si spostano per frequentare le loro lezioni).

Metodi didattici e dialettica

L'attività didattica era suddivisa in :

-lectio (lezione) in cui il maestrale leggeva e commentava un testo

-disputatio (disputa) li studenti partecipano attivamente; la dispute potevano essere problemi prefisso della maestro (quaestiones) ai quali, dopo un'accesa discussione, il maestro dava la soluzione (quaestiones disputatae) oppure possono riguardare argomenti proposti liberalmente dai discepoli (quaestiones quodlibetales).

Il metodo didattico utilizzato era appunto quello della dialettica basato quindi sull'arte del dialogare e del discutere.

Questo metodo venne definito da Pietro Abelardo(1079-1142) tramite il quale c'è un nuovo modo di porsi di fronte alla cultura (riscoperta di dibattiti e della critica razionale) la quale viene poi considerata una vera e propria possibilità di carriera. Anche la filosofia torna ad essere attività dialogica e collettiva.

Apprendistato e scuole di mestiere

A 7 anni i bambini maschi appartenente alla classe sociale povera venivano mandati presso un artigiano per acquisire un mestiere e quindi per un apprendistato che durava fino all'età adulta.

Per questo motivo nascono le scuole di arte di mestieri che prevedono la permanenza di bambini presso gli artigiano e la sua famiglia per per acquisire la padronanza delle tecniche dell' artigiano. Queste scuole servono anche per dare un'organizzazione e delle regole più sistematiche per l'acquisizione del lavoro.

Istruzione di base e scuole comunali

Con l'espandersi dei commerci e il continuo rapporto con società diverse , l'istruzione di base diventa un esigenza sempre più diffusa. Nascono le scuole comunali istituite da autorità comuni che forniscono una alberizzi azione di base e nozioni aritmetiche fondamentali. Le scuole comunali erano aperte a tutte le classi sociali.

Si conosce dell'organizzazione all'interno di queste scuole comunali grazie ai contratti che maestri stipulavano con questa autorità comunali.

Nel contratto non solo veniva determinato lo stipendio ma veniva definito anche la serie di compiti che il maestro doveva eseguire; compito dell'insegnante non era solo distruzione ma anche l'educazione sociale e morale Inoltre spettava anche l'educazione alla Fede

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine delle università e come si sono strutturate?
  2. Le università nacquero tra il XII e il XIII secolo come trasformazione di scuole epistolari, distaccandosi dal controllo ecclesiastico e politico. Si costituirono come corporazioni di studenti e docenti che si riunivano negli Studium, dove si studiavano quattro facoltà: diritto, arti liberali, medicina e teologia.

  3. Quali opportunità di carriera offrivano le università?
  4. Le università iniziarono a interessare anche i laici, creando curricoli specialistici che permettevano l'accesso a carriere importanti, come quelle mediche, giuridiche o amministrative. Le carriere interne prevedevano gradi come il Magister artium e il Magister theologiae.

  5. Quali erano i metodi didattici utilizzati nelle università medievali?
  6. L'attività didattica era suddivisa in lectio, dove il maestro leggeva e commentava un testo, e disputatio, in cui gli studenti partecipavano attivamente a discussioni su problemi prefissati o argomenti proposti. Il metodo dialettico, promosso da Pietro Abelardo, enfatizzava il dialogo e la critica razionale.

  7. Come si svolgeva l'apprendistato per i bambini delle classi sociali povere?
  8. A sette anni, i bambini maschi delle classi povere venivano mandati presso artigiani per un apprendistato che durava fino all'età adulta. Questo portò alla nascita di scuole di mestieri, dove i bambini acquisivano competenze pratiche e tecniche.

  9. Qual era il ruolo delle scuole comunali nell'istruzione di base?
  10. Con l'espansione dei commerci, le scuole comunali furono istituite per fornire istruzione di base e nozioni aritmetiche a tutte le classi sociali. I contratti stipulati tra maestri e autorità comunali definivano non solo lo stipendio, ma anche i compiti educativi e morali dell'insegnante.

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