Elo1218 di Elo1218
Ominide 1488 punti

Vulcani e Terremoti - Caratteristiche


Un vulcano è una spaccatura nella crosta terrestre attraverso cui il magma emerge in superficie con il fenomeno chiamato “eruzione”.
Quando la lava scorre sul terreno si raffredda fino a diventare solida, e accumulandosi forma il cono vulcanico.
Sotto il vulcano, il magma si accumula in una caverna chiamata camera magmatica, e da qui sale in un camino fino alla superficie attraverso un foro chiamato cratere. Oltre al cratere principale ce ne possono essere di secondari sulle pendici del cono vulcanico.
Quando la lava è fluida, forma un fiume incandescente che scende lungo i fianchi del vulcano: in questo caso l’eruzione è chiamata “effusiva”.
Se invece la lava è molto viscosa, non scorre via, ma forma una specie di “tappo” che blocca il cratere; il magma sottostante allora si accumula imprigionando gas la cui pressione aumenta fino a far saltare il tappo: si ha allora un’eruzione “esplosiva”.
Un vulcano si chiama “quiescente” (cioè in riposo) perché anche quando non erutta dà segni di attività, infatti può produrre getti di vapore o di acqua calda e piccoli terremoti; invece quando non dà più segni di attività si dice “spento”.

Si ha un terremoto quando il terreno improvvisamente inizia a vibrare sotto i nostri piedi. Ogni scossa di terremoto può durare fino a qualche decina di secondi.
Quando un terremoto si verifica sul fondo del mare può dare origine, in superficie, a un maremoto o ad uno tsunami.
Di solito i terremoti hanno origine sottoterra; il punto in cui avvengono i movimenti delle rocce che lo generano si chiama ipocentro. Invece si chiama epicentro il punto della superficie terrestre che si trova sulla verticale dell’ipocentro.
Lo strumento che registra il verificarsi di terremoti e permette di misurare le loro caratteristiche si chiama sismografo.
All’inizio si vede l’arrivo delle onde sismiche più veloci, le onde primarie, che si sono propagate dall’ipocentro nella crosta terrestre. Sono seguite dalle onde secondarie, che provengono anch’esse dall’ipocentro ma attraversano più lentamente la crosta terrestre. Infine arrivano le onde lunghe, che si sono propagate in superficie, a partire dall’epicentro; queste sono le più pericolose perché possono scuotere violentemente le costruzioni e causare l’apertura di spaccature nel terreno.
L’espressione “rischio sismico” indica la probabilità che un terremoto colpisca una determinata regione. Per valutare il rischio sismico gli studiosi fanno ricorso alla “zonazione sismica”: essi suddividono il territorio in zone in cui è più probabile che avvengano terremoti di una certa intensità e in zone in cui tale rischio è invece più basso.
I terremoti sono misurati dagli osservatori geofisici. Per misurare l’intensità di un terremoto e per confrontarli tra loro sono state proposte diverse scale. Le scale più note sono: la scala Mercalli, che assegna un grado all’intensità di un terremoto, in base ai danni che esso causa nell’ambiente; e la scala Richter, che invece assegna una magnitudo, da 1 a 9, in base all’energia totale che esso libera.
I vulcani e i terremoti sono concentrati lungo le dorsali oceaniche e nelle zone di subduzione.
Inoltre, nel mantello o al di sotto della crosta oceanica, esiste un punto caldo dove sale un magma molto caldo e fluido che attraversa la crosta oceanica e forma un vulcano sottomarino.
Hai bisogno di aiuto in Geologia?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
×
Registrati via email