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Il vulcanesimo: manifestazioni secondarie

L’attività vulcanica oltre a manifestarsi con le eruzioni, si manifesta anche con fenomeni più modesti, di scarsa entità. Sono chiamate manifestazioni secondarie del vulcanesimo e sono: le fumarole, le solfatare, le putizze, i geyser e i soffioni boriferi.
Le fumarole so emissioni di sostanze aeriforme con una temperatura variabile, ma sempre elevata. Sono derivate dai gas che si sprigionano dalla lava che mano amano si raffredda.. Di solito si trovano all’interno del cratere del vulcano o sulla superficie delle colate laviche.
Le solfatare sono ampi crateri a fondo pisano che emettono vapori solforosi. La solfatara più conosciuta è quella di Pozzuoli. A volte, il vapore si mescola con strati cenere e questo dà luogo a dei laghetti di fango nerastro e bollente.
Le putizze sono emanazioni fredde di idrogeno solforato e di anidride solforosa. In Italia esse sono molto numerose in Toscana, nella zona delle Colline Metallifere. La putizza più conosciuta è quella della Grotta del Cane a Campi Flegrei. Poiché i gas che si formano sono più pesanti dell’aria, essi formano in basso uno strato di uno spessore di circa mezzo metro. E’ risaputo che, per questo motivo, un cane condotto nella grotta dopo pochi minuti presenta sintomi di asfissia. Comunque le putizza sono pericolose anche per l’uomo.

I geyser sono sorgenti di acqua calda, zampillante a intervalli che vanno da pochi minuti a parecchi giorni. L’altezza del getto può raggiungere anche alcune decine di metri e proviene dalla falda freatica ed è riscaldata dal calore del vulcano. Il lancio e intermittenza del getto si spiega con un meccanismo legato alla pressione e al vapore. L’acqua di superficie filtra nel terreno e quando comincia ad avvicinarsi alla camera magmatica essa comincia a riscaldarsi. Tuttavia il punto di ebollizione supera i 100° e quindi non si trasforma in gas a causa del peso dell’ acqua sovrastante che produce una pressione molto elevata (= pressione di confinamento). E’ sufficiente che la pressione diminuisca o che l’acqua profonda diventi più calda affinché l’acqua esploda in vapore e fuoriesca dalla bocca del geyser. In Islanda il calore dei geyser è utilizzato per produrre energia alternativa per riscaldare le case e le serre dopo sono coltivatigli ortaggi, piante da fiore e perfino banani e viti. I soffioni boriferi sono costituiti da vapore acqueo misto ad anidre carbonica, idrogeno solforato e acido borico. Fra i più conosciuti abbiamo i soffioni di Larderello.

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