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I terremoti

Un terremoto (scossa tellurica o scisma) è una serie di rapidi movimenti del terreno prodotta dall’improvvisa frattura di faglie; la scossa principale libera l’energia maggiore, le repliche liberano minore energia. Le vibrazioni di un terremoto possono causare oscillazioni orizzontali (scosse ondulatorie) o verticali (scosse sussultorie); di solito si verificano contemporaneamente. I terremoti possono essere distinti in:
- Superficiali (a meno di 70 km di profondità);
- Medi (tra 70 e 300 km di profondità);
- Profondi (tra 300 e 700 km di profondità).
L’ipocentro o fuoco è il luogo del sottosuolo dove ha origine il terremoto, mentre l’epicentro è la proiezione dell’ipocentro sulla superficie.
Un terremoto emana tre tipi di onde:
- Onde longitudinali: si propagano per compressioni e dilatazioni successive, provocano variazioni di volume, si muovono parallelamente alla direzione di propagazione e sono più veloci, quindi arrivano per prime agli strumenti di rilevazione; sono chiamate anche onde p.

- Onde trasversali: vibrano perpendicolarmente alla direzione di propagazione, sono più lente e arrivano per seconde; sono dette anche onde s.
- Onde lunghe: sono molto lente e si propagano solo sulla superficie terrestre.

Lo sismografo è lo strumento che rileva le onde sismiche, ed è composto da un corpo sospeso che, per inerzia, tende a mantenere il suo stato di quiete. Al corpo è collegato un pennino che scrive su un rotolo di carta soldale al terreno; al passaggio delle onde sismiche, il terreno vibra, il pennino rimane immobile e registra i movimenti, dando come risultato un sismogramma. Il tempo che intercorre tra l’arrivo delle onde p e quello delle onde s fornisce la distanza dall’epicentro. La scala Richter è la scala usata dai sismologi: fu creata nel 1935 dal statunitense Charles Richter e fa riferimento alla magnitudo, cioè la quantità di energia liberata in Joule secondo il logaritmo M=log10A/A0.
Nel 1902 Giuseppe Mercalli aveva proposto una scala di 10 gradi, che poi venne modificata diventando la scala Mcs (Mercalli, Cancani, Sieberg), divisa in 12 gradi, basata su osservazioni empiriche, che misurano l’intensità di un terremoto, cioè la misura dei danni del sisma. È una scala meno affidabile rispetto alla scala Richter, perché gli effetti del sisma sono diversi a seconda della distanza dall’epicentro. Inoltre, la resistenza di un edificio a un terremoto dipende da vari fattori: intensità del sisma, caratteristiche del sottosuolo su cui è costruito l’edificio, la vulnerabilità della costruzione. Le isosisme sono linee che delineano un’area in sui il sisma si è verificato con uguale intensità. I terremoti si verificano ai margini delle placche (non a caso, sulle cartine, le sono sismiche sono fasce strette e allungate); le zone ad alta sismicità sono: dorsali oceaniche, fosse oceaniche, catene montuose recenti, regioni a elevata attività vulcanica, zone continentali soggette a incipiente separazione. In Italia le sono più sismiche sono: Sicilia, Calabria, Campania, Appennino umbro-marchigiano ed emiliano, Friuli Venezia-Giulia. È particolarmente attiva la subduzione della placca africana sotto l’arco calabro.

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