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Le teorie orogenetiche[/h2]

Dei movimenti orogenetici ed epirogenetici non sappiamo di sicuro e a questo riguardo sono state fatte molte ipotesi ed elaborate diverse teoria senza che nessuna via veramente soddisfacente.
La prima ipotesi fatta, ma ormai abbandonata è la TEORIA DELLA CONTRAZIONE: i corrugamenti della Terra sarebbero dovute al raggrinzamento della crosta terrestre in torno al nucleo a causa del progressivo raffreddamento, un po’ come succede con una mela cotta in forno. Questa teoria è stata abbandonata per diversi motivi:
1) essa non spiega perché il corrugamento non avviene in modo uniforme su tutto il globo terrestre
2) è provato che la Terra non si raffredda perché oltre al calore rimasto dai tempi cosmici, essa ha una fonte di calore propria derivata dalla disintegrazione degli elementi radioattivi contenuti nelle rocce.

Teoria isostatica: sostiene che le rocce si trovano in equilibrio su di un substrato viscoso e fluido più denso delle rocce stesse. Le aree continentali corrispondono alle parti della crosta terrestre più spesse, mentre le aree oceaniche corrispondono a quelle meno dense. L’equilibrio è turbato dalla continua erosione della crosta terrestre che viene alleggerita mentre i fonali marini vengono appesantiti. Per ristabilire l’equilibrio, le terre emerse sono interessate da movimenti di innalzamento lentissimi, mentre i fondi marini tendono ad abbassarsi. Tali movimenti danno luogo a forti pressioni tangenziali dai fondi marini verso le terre emerse che provocano piegamento, sollevamento delle sedimentazioni e quindi alla formazione di catene montuose. L’equilibrio può essere turbato anche dalla presenza di immensi ghiacciai che nel periodo Pleistocenico causarono un movimento di sommersione. Scomparse le calotte di ghiaccio, le stesse regioni cominciarono a riemergere, con movimenti simili ai bradisismi. Tale movimento di emersione continua tutt’oggi ed è evidente soprattutto in Scandinavia. In genere la teoria isostatica è accettata da tutti, anche se molti fanno obiezioni a proposito del fatto che tale teoria potrebbe spiegare la formazione delle montagne.

Teoria della deriva dei continenti, ideata da A. Wegner. Essa cerca di spiegare non solo l’origine delle catene montuose ma anche la distribuzione attuale delle terre e dei mari. Secondo Wagner, nell’era paleozoica esisteva un unico insieme di terre emerse, circondato dai mari, la Pangea. Un lungo mare, la Tetide, divideva le terre emerse settentrionali da quelli meridionali. La Pangea sarebbe andata piano piano allsa deriva, verso ovest e verso sud per effetto della rotazione terrestre. Per questo motivo, nell’era mesozoica nella Pangea si sarebbero formate delle fratture e le varie parti si sarebbero allontanate. Gli attriti e le resistenze incontrate in questo spostamento avrebbero causato dei corrugamenti montuosi. Effettivamente, esiste una possibilità di incastro dei vari continenti fra di loro, tuttavia la teoria è considerata debole quanto tenta di spiegare l’orogenesi e in parte anche lo spostamenti dei continenti

Teoria delle correnti magmatiche di convezione, elaborata da A. Rittmann. Le montagne si sarebbe formate come conseguenza di spostamenti di masse magmatiche e delle correnti derivate, determinati dalla differenza di temperatura fra magma suboceanico, più caldo e quindi più leggero, e il magma continentale più freddo e quindi più pesante.

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