Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Le droghe provengono da diverse regioni, con l'eroina dall'Afghanistan, la cocaina dall'America Latina e la cannabis da paesi africani e asiatici.
  • La narcocoltura ha storicamente influenzato le economie dei paesi produttori, diventando una risposta a crisi di altri settori agricoli.
  • Il traffico di droga è spesso controllato da Stati e gruppi paramilitari, che lo utilizzano per finanziare le proprie attività, a volte con il consenso di nazioni consumatrici.
  • I contadini delle aree di produzione sono costretti a coltivare piante da droga per sopravvivere, subendo pressioni e violenze da parte di organizzazioni criminali.
  • Le strategie di eradicazione delle coltivazioni non sono efficaci e possono danneggiare l'ambiente; organizzazioni internazionali cercano di promuovere alternative sostenibili.

In questo appunto si parla della droga, della sua provenienza, della sua produzione, che cosa si intende per narcocoltura, chi controlla i traffici di droga nel mondo e se esistono rimedi.

Il complesso intreccio del narcotraffico globale e le sue sfide articolo

Provenienza delle droghe

In un mercato globale anche il narcotraffico, ossia il traffico di droga, ha una dimensione globale:

  • l’eroina, ricavata dalla lavorazione dell’oppio, proviene dall'Afghanistan e dal “triangolo d’oro” formato da Myanmar, Thailandia, Laos;
  • la cocaina, estratta dalle foglie di coca, proviene dall'America Latina (in particolare da Colombia, Bolivia, Perù);
  • la cannabis proviene da Marocco, Tunisia,Senegal, Pakistan, India, Nepal;
  • i principali Paesi consumatori sono gli Stati Uniti, l’Europa, l’Australia e il Giappone. I prezzi delle droghe per l’aumento della produzione e la crescente concorrenza delle droghe sintetiche;

Produzione e impatto economico

Per quanto riguarda l’eroina, la coltura del papavero da oppio ha raggiunto in Afghanistan la cifra di 610 tonnellate. Il traffico di oppio costituisce il 40 % della ricchezza nazionale.

Il Myanmar, guidato da una feroce dittatura militare e chiuso all’esterno, è divenuto il secondo produttore mondiale.

per ulteriori approfondimenti sulla droga vedi anche qua
La “narcocoltura” è un fatto tradizionale in molte civiltà, ma è solo dagli anni Cinquanta del secolo scorso che il fenomeno è entrato nel circolo della produzione mondiale, condizionando le economie dei paesi produttori e le condizioni di vita delle popolazioni. E’ stato il vertiginoso aumento del consumo di stupefacenti nei paesi occidentali a far aumentare la richiesta e quindi la produzione. In questo modo, mentre altri settori dell’economia delle aree di produzione entravano in crisi, il mercato della droga restava sempre fiorente e redditizio. E’ il caso della Bolivia, dove la crisi mondiale dei primi anni Settanta fece crollare i pezzi di cotone e stagni, causando una gravissima disoccupazione. Molti trovarono rimedio dandosi alla coltivazione di coca. In altre regioni, è stata la diminuzione dei prezzi delle colture destinate ai Paesi ricchi a spingere verso la narcocoltura. Del resto, dove una famiglia che coltivi cacao o caffè ricava annualmente 300 dollari all’anno, una famiglia che coltiva coca può accumulare circa 1400 dollari all’anno.

Quali sono i conflitti e il narcotraffico?

L'utilizzo del commercio della droga da parte di Stati che finanziano le loro attività o il profitto che gruppi o organizzazioni paramilitari traggono per l’acquisto di armi, dalla gestione o dal controllo della produzione.

Tutto questo avviene spesso con il benestare dei grandi Stati consumatori: negli anni Ottanta gli Stati Uniti hanno lasciato mano libera ai traffici del dittatore Noriega in Nicaragua in cambio del suo impegno contro i movimenti comunisti della regione.

Anche il Pakistan ha in passato utilizzato, accumulando il ricavato in “fondi neri”, l’eroina estratta dall’oppio afghano per acquistare armi destinate ai ribelli anti-indiani nel Kashmir e nel Punjab.

Molti conflitti locali in Africa si sono prolungati grazie al commercio della cannabis o del quat, una pianta le cui foglie vengono masticate o messe in infusione nel tè e diffusa soprattutto nei paesi arabi.

E’ chiaro che, quando la produzione delle piante da droga è controllata da gruppi politicizzati oppure organizzazioni criminali, i contadini sono costretti anche ad abbandonare le colture che forniscono il loro sostentamento per coltivare a vantaggio dei loro sfruttatori. Gli abitanti di quelle zone devono poi restare sottomessi a continue violenze ed intimidazioni.

Il complesso intreccio del narcotraffico globale e le sue sfide articolo

Rimedi inefficaci al narcotraffico

I rimedi al narcotraffico non si sono finora rivelati efficaci. Il consumo di droga aumenta nel mondo, nuovi mercati si aprono e le mentalità dominante non sembra offrire valide alternative.

Vengono cosi incentivate forme di eradicazione, ovvero di eliminazione delle colture della droga. Si procede spargendo sulle zone coltivare erbicidi e defolianti, la cui azione è però dannosa per le acque e per il terreno che resta inutilizzabile. I contadini si spostano cosi in altre zone e l’attività ricomincia.

Talvolta i contadini vengono invogliati a distruggere le loro coltivazioni in cambio di un indennizzo, ma questa cifra non serve a sistemare una famiglia e quindi dopo la coltivazione riprende.

Le organizzazioni internazionali, tra cui l'ONU, cercano di favorire nuovi sistemi produttivi sostituendo alle narcocolture piante come il caffè.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la provenienza delle principali droghe nel mondo?
  2. L'eroina proviene dall'Afghanistan e dal "triangolo d'oro" (Myanmar, Thailandia, Laos), la cocaina dall'America Latina (Colombia, Bolivia, Perù) e la cannabis da Marocco, Tunisia, Senegal, Pakistan, India e Nepal.

  3. Che cos'è la narcocoltura e come ha influenzato le economie locali?
  4. La narcocoltura è la coltivazione di piante da droga, che ha condizionato le economie dei paesi produttori, come dimostrato in Bolivia, dove la crisi di altri settori ha spinto molti a coltivare coca per un reddito maggiore.

  5. In che modo il narcotraffico è legato ai conflitti locali?
  6. Il narcotraffico è spesso utilizzato da Stati e gruppi paramilitari per finanziare attività e acquistare armi, perpetuando conflitti locali e costringendo i contadini a coltivare piante da droga sotto minaccia.

  7. Quali sono i rimedi attualmente adottati contro il narcotraffico e la loro efficacia?
  8. I rimedi, come l'eradicazione delle colture tramite erbicidi, si sono rivelati inefficaci, poiché il consumo di droga continua a crescere e i contadini riprendono le coltivazioni dopo brevi interruzioni.

  9. Quali alternative vengono proposte per sostituire le narcocolture?
  10. Le organizzazioni internazionali, come l'ONU, cercano di promuovere nuovi sistemi produttivi, sostituendo le narcocolture con coltivazioni di piante come il caffè, ma l'efficacia di queste iniziative è ancora da dimostrare.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community