Concetti Chiave
- La globalizzazione ha ridotto il predominio economico dei Paesi avanzati, aumentando la quota dei Paesi emergenti nel commercio mondiale dal 25% al 47% tra il 1980 e il 2010.
- I Paesi emergenti, come le "tigri d'Asia" e i BRICS, hanno visto un notevole sviluppo economico, con Cina, India e Brasile che si affermano come potenze globali.
- La Cina ha diventato la principale fonte di investimenti stranieri in Africa, evidenziando l'importanza crescente delle multinazionali dei Paesi emergenti.
- Le prospettive economiche variano tra i Paesi emergenti, con quelli che esportano solo materie prime che risultano più vulnerabili alle fluttuazioni dei prezzi.
- I Paesi con una solida capacità produttiva, come la Cina e quelli con forti settori dei servizi come l'India, mostrano una crescita economica più stabile.
Cambiamenti nella geografia economica
La globalizzazione ha provocato grandi cambiamenti nella geografia economica mondiale. Il predominio economico dei Paesi avanzati (Europa centro-occidentale, Stati Uniti e Giappone) si è ridotto sensibilmente a vantaggio dei Paesi emergenti: tra il 1980 e il 2010, la quota di questi ultimi nel commercio mondiale è passata dal 25% al 47% e quella nella produzione dal 33% al 45%.
Qual è l'ascesa dei paesi emergenti?
Questo sviluppo ha riguardato dapprima Corea del Sud, Singapore, Thailandia e Taiwan, chiamati Paesi di nuova industrializzazione (conosciute come le “tigri d’asia”), poi i BRICS (acronimo di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) e alcuni altri Stati fra cui soprattutto Messico e Vietnam. Fra i Paesi emergenti, Cina, India e Brasile sono entrati nel gruppo delle principali potenze economiche del mondo e le loro multinazionali investono nelle altre aree in via di sviluppo: la Cina, per esempio, è diventata la principale fonte di investimenti stranieri in Africa.
Prospettive economiche differenziate
Non tutti i paesi emergenti hanno però le stesse prospettive: le economie di quegli Stati che si limitano a esportare materie prime sono più vulnerabili perché risentono delle oscillazioni dei prezzi sui mercati mondiali. Ben più solida è la crescita dei Paesi che hanno sviluppato un’autonoma capacità produttiva, industriale come la Cina o nel campo dei servizi come l’India.
Domande da interrogazione
- Quali sono i principali cambiamenti nella geografia economica mondiale?
- Quali Paesi sono considerati emergenti e quali sono le loro caratteristiche?
- Perché alcune economie emergenti sono più vulnerabili di altre?
La globalizzazione ha ridotto il predominio economico dei Paesi avanzati a favore dei Paesi emergenti, con la loro quota nel commercio mondiale che è aumentata dal 25% al 47% tra il 1980 e il 2010 (testo).
I Paesi emergenti includono le "tigri d'Asia" come Corea del Sud e Singapore, e i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica). Questi Paesi, in particolare Cina, India e Brasile, sono diventati potenze economiche e investono in altre aree in via di sviluppo (testo).
Le economie che si limitano a esportare materie prime sono più vulnerabili alle oscillazioni dei prezzi sui mercati mondiali, mentre quelle con una solida capacità produttiva, come la Cina, o nel settore dei servizi, come l'India, mostrano una crescita più stabile (testo).