Concetti Chiave

  • La filosofia rinascimentale si sviluppa come reazione a quella medievale, abbandonando il principio di autorità e cercando risposte attraverso il ragionamento.
  • Nel Rinascimento, la centralità di Dio viene sostituita da una nuova visione della scienza e della realtà, con l'uomo che diventa artefice del proprio destino.
  • Epicuro, inizialmente visto come un cattivo maestro nel Medioevo, viene rivalutato per il suo pensiero sul piacere e la felicità, considerato compatibile con il Cristianesimo.
  • Il concetto di storia cambia, non più vista come espressione della provvidenza divina, ma come risultato delle azioni umane e delle scelte individuali.
  • Lorenzo Valla, attraverso il suo lavoro filologico, riporta i testi epicurei al loro significato originale, contribuendo alla rivalutazione della filosofia epicurea nel Rinascimento.

La nascita della filosofia rinascimentale

La filosofia rinascimentale nasce come reazione a quella medievale. Questa non è una disciplina indipendente, infatti cercava le risposte nella Bibbia. Invece nell’antichità questa disciplina è una ricerca di risposte cercate col ragionamento come anche nell’epoca rinascimentale. Nel medioevo esisteva il principio di autorità, se bisognava cercare una risposta ci si riferiva a una autorità, come i testi sacri, ma nel rinascimento questo principio viene smontato.

Il cambiamento di prospettiva nel rinascimento

Nella filosofia medievale Dio è al centro di tutto, ma nel rinascimento rinasce la scienza e si studia la realtà in modo più moderno. I filosofi medievali avevano un’unica riflessione: per loro l’obiettivo dell’uomo era la salvezza dell’anima. La vita era solo un momento di passaggio, l’importante era raggiungere il paradiso. Il mondo era visto come un ostacolo dove stare il meno possibile, perché c’era il rischio di compiere peccati e finire all’Inferno.

Nel Rinascimento inizia ad essere disprezzato, ed il modello da imitare era l’antichita: epoca d’oro. Durante il medioevo si pensava che tutto ciò che succedeva era a causa della provvidenza divina, quindi che il destino fosse già scritto, ma nel rinascimento un detto dice che l’uomo è artefice del proprio destino, così nasce una delle domande più importanti per la filosofia: il destino è già scritto o dobbiamo costruirlo noi? Nasce dunque una nuova concezione della storia, non si pensa più sia frutto della provvidenza ma delle azioni umane.

Storia: età classica> epoca aurea, Medioevo> periodo buio, rinascimento> terza epoca, si cerca di tornare allo splendore del passato.

La rivalutazione di Epicuro

Lo ricordiamo perché rivaluta il pensiero di Epicuro, il più celebre filosofo dell’età ellenistica. Le sue scuole più famose erano quella stoica e quella epicurea. Durante il medioevo la filosofia epicurea era stata *accusata* di essere demoniaca, e non doveva essere letta perché si pensava che portasse all’inferno, ed Epicuro è visto come un cattivo maestro.Per lui l’unico obiettivo della vita era il raggiungimento del piacere, e viene condannato anche per questo. Epicuro era convinto di avere una medicina, il quadrifarmaco, che curasse tutti i mali dello spirito, come:

  • la paura degli dei (non sanno neanche della nostra esistenza)
  • la paura della morte (non ci incontreremo mai con questa, se c’è la morte non ci siamo noi)
  • la paura del dolore ( se è leggero si sopporta, se è devastante si muore e non si soffre)
  • la paura di non essere felici (Epicuro dimostra che il piacere è facilmente raggiungibile)

Piacere stabile: pura assenza di dolore | Piacere di movimento: divertirsi

Esistono anche 3 tipi di bisogni:

  1. naturali necessari (quelli del corpo che senza soddisfarli si muore, mangiare bere dormire...)
  2. naturali non necessari: moderarsi sulle raffinatezze
  3. non necessari/ vari: tutto il resto

Valla riconosce che il messaggio di Epicuro è compatibile con il Cristianesimo, erano stati i medievali a non capirlo. Inventore della filologia: riportare i testi al loro significato originario, la rivalutazione di Epicuro è stato un lavoro filologico che ha fatto riavere importanza a questa filosofia.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la principale differenza tra la filosofia medievale e quella rinascimentale?
  2. La filosofia medievale si basava sul principio di autorità, cercando risposte nella Bibbia, mentre la filosofia rinascimentale si distacca da questo approccio, enfatizzando la ricerca di risposte attraverso il ragionamento e la scienza, ponendo l'uomo al centro della propria esistenza.

  3. Come cambia la concezione del destino nel Rinascimento rispetto al Medioevo?
  4. Nel Medioevo si credeva che il destino fosse già scritto dalla provvidenza divina, mentre nel Rinascimento emerge l'idea che l'uomo sia artefice del proprio destino, dando vita a una nuova concezione della storia basata sulle azioni umane.

  5. Qual è il ruolo di Epicuro nella filosofia rinascimentale?
  6. Epicuro viene rivalutato nel Rinascimento, poiché il suo pensiero, precedentemente considerato demoniaco, viene riconosciuto come compatibile con il Cristianesimo, enfatizzando il raggiungimento del piacere e la cura delle paure umane attraverso il quadrifarmaco.

  7. Quali sono i tre tipi di bisogni secondo Epicuro?
  8. Epicuro distingue tra bisogni naturali necessari (essenziali per la vita), naturali non necessari (moderazione nelle raffinatezze) e non necessari/vari (tutto il resto), evidenziando l'importanza di soddisfare i primi per una vita serena.

Domande e risposte

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