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Concetti Chiave

  • Kierkegaard, nato a Copenhagen, affronta una vita segnata dalla perdita familiare e da una carriera teologica non completata.
  • La sua fama cresce con la traduzione dei suoi testi in tedesco, ma vive conflitti religiosi e pubblica sotto pseudonimi.
  • Contrariamente alla filosofia hegeliana, Kierkegaard enfatizza l'importanza dell'esistenza individuale e della libertà di scelta nel presente.
  • Distinguendo tra tre stadi dell'esistenza, sottolinea la serietà delle scelte etiche rispetto alla superficialità delle scelte estetiche e il paradosso della fede religiosa.
  • L'angoscia è descritta come una consapevolezza della serietà della scelta, contrastando con la disperazione di chi non decide attivamente il proprio destino.

Quali sono l'infanzia e gli studi a Copenhagen?

Nato e morto a Copenhagen (Danimarca). É l ultimo di sette figli, ma nel giro di una quindicina d anni morirono 5 fratelli e la madre e il padre. Nel 30 inizia a studiare teologia, sembra essere la sua vocazione, ma alla fine non conclude i suoi studi.

Amore e viaggi

Si innamora perdutamente di una ragazza, ma anche questo amore finisce presto.

Vive sempre a Copenhagen tranne un viaggio che fa anche lui a Berlino.

Fama e scontri religiosi

All improvviso diventa famoso e i suoi testi vengono tradotti in tedesco.

Gli ultimi anni della sua vita sono caratterizzati da uno scontro con il vescovo riguardo ad alcuni suoi scritti.

È più un teologo protestante che un filosofo, fa rarissime incursioni filosofiche e lo fa prevalentemente nel suo diario (pagine private).

Nel primo 900 influenzerà il movimento esistenzialistico, (es. Martin Heidegger).

Fu una persona abbastanza anonima, infatti molti dei suoi scritti furono pubblicati sotto vari pseudonimi.

0)Filosofia contro la filosofia- È un uomo che ha sofferto molto e lo capiamo dai suoi diari, ma non capiamo da cosa derivi di preciso questo dolore. Continuo riferimento a questo "pungolo nella carne". (Espressione paolina)

"Ciò che mi rende in popolare non é tanto la difficoltà dei miei scritti, quanto il mio modo di esistere[...] ma in fondo questa é la mia grandezza." Diario

Critica alla filosofia hegeliana

Non é un vero filosofo, ma é più un teologo. È un filosofo che critica la filosofia del tempo.

Si riferisce direttamente a Hegel e agli hegeliani, critica il fatto che tutto sia una mediazione, una sintesi di contrari. Il secondo tu é rivolto ai fatalisti o agli hegeliani che credono che la storia é compiuta dallo spirito e che l uomo non possa parteciparvi o al positivismo che ritiene che é la scienza che fa la storia. La filosofia si rivolge al passato e non al futuro. Ma Kierkegaard capisce che la vita dell uomo é nel presente ed é rivolta al futuro. La sua domanda é: cosa deve fare un uomo della vita se la filosofia non c'entra niente? Ma sa già che la sinistra hegeliana riderà di questa domanda fatta da un non filosofo che critica la filosofia.

1) L esistenza

L'importanza dell'esistenza

Bisogna combattere i sistemi panteistici, es. Hegel. Ma é inutile rispondere con un altra filosofia contraria. Bisogna sottolineare il tema dell esistenza. Non si può fare una filosofia/sistema dell esistenza. Cos é l esistenza? É l impossibilità stessa di farne un sistema perché ognuno ha la sua vita. L esistente ha due vie: o fare tutto per dimenticare che esiste (negare l esistenza) o concentrarsi sul fatto che esiste. Quindi cos é l esistenza? La vita reale, concreta, con tutti i suoi problemi. Solo Dio può farne un sistema. Kierkegaard combatte il sistema con l esistenza.

La filosofia di Hegel ha tolto il principio di contraddizione, aut-aut e l,ha sostituito con l et-et. Se si parla di logica, di puro pensiero l aut aut non esiste, tutto é comprensibile. Nell esistenza però é impossibile, altrimenti sopprimerei l esistenza stessa. Aut aut significa decidere.

Esistenza é qualcosa di decisivo. È fuori da ogni concetto possibile, non è pensabile(ex-stare=stare fuori).

La filosofia moderna crede nell immortalità del concetti, non in quella del singolo, quella individuale.

2) Il singolo e la scelta.

Il singolo e la libertà di scelta

Tutto deve passare dal singolo perché i miei problemi non li risolvo su un libro.

Sei il tuo plasmatore, tu puoi decidere chi essere, ma non in senso idealistico.

Chi sono io é la conseguenza di ciò che ho deciso. Se uno è un uomo deve sprofondare completamente in ciò che ha deciso. Bisogna essere radicali nella propria scelta, non si può mettere il piede in due scarpe. Essere uomini é decidere. Se non decidi qualcuno sceglie per te e quindi perdi la tua libertà e cadi nella disperazione.

Angoscia- la vertigine della possibilità. È un angoscia positiva, é di uno che sa che la decisone è una cosa seria. La paragona con la disperazione che é di un uomo che non ha deciso, perché qualcun altro ha deciso per lui. Non è un problema di religione é un problema di essere uomini.

3) Scelta estetica e scelta etica- Gli stadi

Scelta estetica, etica e religiosa

Ci sono tre stadi, tre modi di stare di fronte all esistenza: estetico, etico, religioso.

-Scelta estetica- é completamente spontanea e quindi non é una scelta, é solo apparente altrimenti si perde nella molteplicità. Non prende la scelta con serietà.

-Scelta etica é più difficile, implica una mortificazione un sacrificio. La scelta non é più così ampia. Non è importante scegliere giusto, perché l uomo può sbagliare, ma ciò che fa la differenza é che l uomo è serio difronte alle sue scelte, non si fa guidare dai sensi.

L uomo può anche scegliere bene, ma la vita é continuamente un aut aut.

-Stadio religioso. Un esempio di uomo religioso é Abramo.

La vita sarebbe assurda senza un senso trascendente, sarebbe disperazione.

Ci furono tanti uomini potenti, Abramo fu il più grande di tutti, per la forza, per la saggezza, la speranza che sono dei paradossi. Lasciò la sua terra per fede, altrimenti la sua partenza sarebbe stata folle. Il paradosso é la sostanza della sua vita religiosa perché é contro l opinione pubblica (parà doxa).

Un altra espressione della sua morale é l amore del padre per il figlio. Essere morale è una tentazione di disobbedire a Dio. Lui abbandona la morale per seguire dio. Allora cos é il dovere?? Obbedire alla volontà di dio.

La fede é uno scandalo, paragonata a una pietra davanti a un sentiero: non puoi fare finta di niente, devi pendere una posizione. Non si può andare avanti senza inciampare nello scandalo. La fede implica lo scandalo. Abramo é diverso dall eroe tragico che rinuncia al certo per il più certo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza dell'esistenza secondo Kierkegaard?
  2. Kierkegaard sottolinea che l'esistenza è fondamentale e non può essere ridotta a un sistema filosofico. L'esistenza è la vita reale e concreta, con i suoi problemi, e solo Dio può farne un sistema. La filosofia di Hegel, che ignora il principio di contraddizione, non riesce a cogliere la vera essenza dell'esistenza (come indicato nel testo).

  3. Come si differenziano le scelte estetiche, etiche e religiose?
  4. Le scelte estetiche sono superficiali e non serie, mentre quelle etiche richiedono sacrificio e serietà. La scelta religiosa, rappresentata da figure come Abramo, implica una fede che trascende la morale e richiede una decisione radicale, affrontando lo scandalo della fede (come descritto nel testo).

  5. Qual è il ruolo del singolo nella filosofia di Kierkegaard?
  6. Il singolo è al centro della filosofia di Kierkegaard; ogni individuo deve affrontare le proprie scelte e responsabilità. La libertà di scelta è essenziale, e non decidere significa perdere la propria libertà, cadendo nella disperazione (come evidenziato nel testo).

  7. In che modo Kierkegaard critica la filosofia hegeliana?
  8. Kierkegaard critica la filosofia hegeliana per la sua visione della storia come una mediazione e per la sua incapacità di affrontare il presente. Egli sostiene che la vita dell'uomo è rivolta al futuro e che la filosofia deve rispondere alle domande esistenziali piuttosto che rifugiarsi nel passato (come riportato nel testo).

  9. Qual è la relazione tra fede e scandalo nella vita religiosa secondo Kierkegaard?
  10. Kierkegaard afferma che la fede è intrinsecamente legata allo scandalo; non si può ignorare la necessità di prendere una posizione di fronte a essa. La fede, come nel caso di Abramo, richiede di abbandonare le convenzioni morali per seguire la volontà di Dio, affrontando così il paradosso della vita religiosa (come descritto nel testo).

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