Concetti Chiave
- La "Critica della ragion pura" di Kant esplora il problema della conoscenza, cercando di giudicare la ragione quando è pura e a priori, senza influenze empiriche.
- Kant si propone di rispondere a domande fondamentali sulla matematica, fisica e metafisica, cercando una conoscenza che superi dogmatismo e scetticismo.
- Introduce la "rivoluzione copernicana" nella conoscenza, ponendo il soggetto conoscente al centro del processo conoscitivo, in opposizione all'oggetto conosciuto.
- L'opera è suddivisa in due parti: la dottrina degli elementi, che analizza gli elementi formali della conoscenza, e la dottrina del metodo, che ne studia l'applicazione.
- Kant identifica tre facoltà conoscitive della ragione: sensibilità, intelletto e ragione, ciascuna essenziale per il processo di conoscenza.
La “Critica della ragion pura”, pubblicata nel 1787, è un’opera molto importante di Kant, nella quale egli affronta il problema della conoscenza, in seguito ad una lunga riflessione, con lo scopo di giudicare la ragione quando essa è pura, a priori, senza esser mescolata con l’esperienza(posteriori).In quest’opera egli cerca di rispondere a diverse domande:
- com’è possibile la matematica pura?
- com’è possibile la fisica pura?
- com’è possibile la metafisica in quanto disposizione naturale?
- com’è possibile la metafisica come scienza?
Rispondendo a queste domande, egli cerca di scoprire la vera conoscenza,che coincide con la scienza,in modo da eliminare così il dogmatismo, quando si usano principi che vanno oltre ogni esperienza;lo scetticismo, quando si nega ogni possibile conoscenza scientifica;l’indifferentismo, quando non si è interessati alla conoscenza scientifica.Per fare ciò egli ricorre alla teoria dei giudizi,in quanto la conoscenza si esprime tramite giudizi,delle convinzione di chi li esprime,dove si scontrano il razionalismo e l’empirismo, che sono entrambi sbagliati perché il razionalismo parte da un presupposto
dogmatico, perché secondo loro ci sono idee innate, a priori dell’esperienza; mentre l’empirismo sostiene che la conoscenza sia il risultato solo dell’esperienza, può solo essere dunque a posteriori,che porta poi a sua volta allo scetticismo. Per questo motivo egli cerca di elaborare una nuova teoria, che definisce come una “rivoluzione copernicana”, perché come Copernico aveva messo al centro dell’universo il sole e non più la terra, lui vuole che alla base della conoscenza ci sia il soggetto che conosce e non l’oggetto
conosciuto. Con questo non significa che al di fuori della mente non esistano cose reali, ma che la mente le trasforma in qualcos’altro, e così se si mette al centro il soggetto conoscente e attorno l’oggetto conosciuto, si arriva a capire la conoscenza, esprimendo giudizi sintetici a priori ( da cui derivano la matematica e la fisica),universali e necessari, unendo così quelli dei razionalisti e quelli degli empiristi. I giudizi sintetici a priori infatti sono quelli su cui si fonda la scienza, e formano la conoscenza trascendentale, che studia le forme pure a priori presenti nel soggetto, rendendo possibile la conoscenza, che ha origine si dall’esperienza, ma non deriva tutta da essa, perché essa è preceduta dalle caratteristiche della mente umana, e quindi per capire bene la conoscenza bisogna partire dall’uomo e non dall’oggetto.
Facoltà conoscitive della ragione
Poi per Kant ci sono diverse facoltà conoscitive della ragione:
- la sensibilità, la facoltà di intuire gli oggetti e di
rappresentarli tramite lo spazio e il tempo;
- l’intelletto, la facoltà con cui si pensano gli oggetti;
- la ragione, la facoltà di spiegare la realtà tramite le idee di anima, mondo e Dio.
Divisione dell'opera e dottrina degli elementi
L’opera poi si divide in 2 parti:
- la dottrina degli elementi, che ha lo scopo di capire gli elementi formali della conoscenza, detti puri o a priori;
- la dottrina del metodo, che ha lo scopo di individuare l’uso di questi elementi nella conoscenza.
La dottrina degli elementi si divide poi a sua volta in:
- l’estetica trascendentale, che studia la sensibilità del momento in cui si intuiscono gli oggetti tramite l’esperienza;
- la logica trascendentale, che studia la ragione nel momento in cui si riflette sui dati dell’esperienza e si divide in: analiticatrascendentale, che studia gli elementi della conoscenza pura dell’intelletto; e dialettica trascendentale, che studia l’uso diquesti elementi.
Domande da interrogazione
- Qual è l'obiettivo principale della "Critica della ragion pura" di Kant?
- Come Kant distingue tra razionalismo ed empirismo?
- Cosa significa la "rivoluzione copernicana" nella filosofia di Kant?
- Quali sono le facoltà conoscitive della ragione secondo Kant?
- In che modo è strutturata l'opera di Kant?
L'obiettivo principale dell'opera è giudicare la ragione quando è pura e a priori, cercando di scoprire la vera conoscenza che coincide con la scienza, per eliminare dogmatismo, scetticismo e indifferentismo.
Kant critica il razionalismo per il suo presupposto dogmatico di idee innate a priori, mentre l'empirismo è visto come limitato, poiché sostiene che la conoscenza derivi solo dall'esperienza, portando allo scetticismo.
La "rivoluzione copernicana" implica mettere al centro della conoscenza il soggetto che conosce, piuttosto che l'oggetto conosciuto, suggerendo che la mente trasforma la realtà esterna in conoscenza.
Kant identifica tre facoltà conoscitive: la sensibilità, che intuisce gli oggetti; l'intelletto, che pensa gli oggetti; e la ragione, che spiega la realtà attraverso idee come anima, mondo e Dio.
L'opera si divide in due parti: la dottrina degli elementi, che analizza gli elementi formali della conoscenza, e la dottrina del metodo, che esplora l'uso di questi elementi nella conoscenza.