Concetti Chiave
- Kant considera Dio come l'ideale della ragion pura, un modello supremo di perfezione da cui dipendono tutti gli esseri, ma la sua esistenza rimane ignota all'uomo.
- Critica la prova ontologica sostenendo che l'esistenza non può essere dedotta dal puro pensiero, ma è un attributo che si acquisisce tramite l'esperienza.
- La prova cosmologica è vista come illegittima poiché cerca di chiudere la catena delle cause al di fuori dell'esperienza, risultando logicamente forzata.
- La prova fisico-teologica, sebbene di successo, è criticata per il tentativo di elevare l'ordine naturale a una causa trascendente, ignorando che l'ordine potrebbe derivare dalla natura stessa.
- Kant si definisce agnostico, riconoscendo che la ragione umana non può dimostrare né l'esistenza né la non-esistenza di Dio, e sottolinea i limiti della conoscenza umana.
L'ideale della ragion pura
Dio, secondo kant, rappresenta l’ideale della ragion pura, cioè quel supremo “modello” personificato di ogni realtà o perfezione che i filosofi hanno designato sotto il nome di ens realissimum, concependolo come un essere da cui da cui derivano e dipendono tutti gli esseri. tuttavia poiché tale idea scaturisce dalla ragione, lascia l’uomo ignorante circa la sua realtà effettiva. partendo da questo presupposto kant esamina le prove dell’esistenza di dio elaborate dalla tradizione filosofica, raggruppandole in tre classi: prova ontologica, cosmologica e fisico teologica. La prova ontologica a priori: risalente a sant’anselmo, ma che kant riprende nella forma di cartesiana e di leibniz, che pretende di ricavare l’esistenza di dio dal semplice concetto di esso come essere perfettissimo, affermando che, in quanto tale, egli non può mancare dell’attributo esistenza.
Critica alla prova ontologica
critica: l’esistenza non è una nota concettuale, cioè una caratteristica che si conferisce col puro pensiero, l’esistenza si aggiunge sinteticamente ad un soggetto e cioè non si dà analiticamente col puro pensiero. l’esistenza si attribuisce all’intuizione (esperienza) e non al mero pensiero.
conclusione : la prova ontologica è impossibile o contraddittoria (da un’idea è impossibile una realtà)es.: posso descrivere un conoscente ma negli interlocutori persiste sempre l’incertezza circa la sua esistenza es.: la differenza tra 100 talleri reali e 100 pensati risiede non nelle loro proprietà concettuali ma nella loro esistenza la prova cosmologica : dalla contingenza del mondo (esperienza) inferisce l’esistenza di un essere necessario: la causa delle cause, appunto dio.
critica : secondo kant si fa un uso illegittimo del concetto di causa. in questo modo lo si usa per chiudere la catena delle cause quindi si esce dall’esperienza, infatti il concetto di causa ha senso solo nel mondo fenomenico e non trans-fenomenico. dagli enti etero causati→contingenti pretende di elevarsi al di là dell’esperienza , a un primo anello incausato→necessario.conclusione: la prova cosmologica è impossibile perché si fonda su forzature logiche finendo per implicare a logica di quella ontologica già smentita (dopo il raggiungimento dell’idea di necessario lo si fa coincidere con l’idea di perfettisimo per dimostrarne l’esistenza).
La prova fisico-teologica e il suo successo
la prova fisico-teologica: (studiala concezione finalistica) fa leva sull’ordine e la finalità del mondo per giungere ad una mente ordinatrice, cioè dio creatore, perfetto ed infinito. e’ la prova di maggior successo perché ha perfino trovato fortuna presso gli illuministi (se c’è un orologio c’è l’orologiaio che l’ha creato) critica: parte dell’esperienza dell’ordine del mondo, ma pretende di elevarsi all’idea di una causa trascendente, dimenticando che l’ordine della natura potrebbe essere la natura stessa e le sue leggi imminenti. oppure occorre concepire dio non solo come causa dell’ordine del mondo ma anche causa dell’essere stesso del mondo, ossia come creatore.
conclusione : è internamente minata da forzature logiche e dall’utilizzazione velata dell’argomento ontologico. kant non e’ ateo, ma agnostico, in quanto ritiene che la ragione umana non possa dimostrare ne l’esistenza di dio ne la sua non-esistenza. e’ consapevole della limitezza dell’uomo (noumeno, promemoria critico) e della faciloneria dei moderni. il suo problema e’ creare limiti entro cui l’uomo puo’ gestire la sua conoscenza (criticismo) poiche’ al di fuori di questa e’ impossibile gestirla con esattezza.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo di Dio secondo Kant?
- Come Kant critica la prova ontologica?
- Qual è la critica di Kant alla prova cosmologica?
- Perché la prova fisico-teologica è considerata di maggior successo?
- Qual è la posizione di Kant riguardo all'esistenza di Dio?
Dio rappresenta l'ideale della ragion pura, un modello di perfezione da cui dipendono tutti gli esseri, ma la sua esistenza rimane ignota all'uomo, poiché scaturisce dalla ragione (testo).
Kant sostiene che l'esistenza non è una caratteristica conferita dal pensiero puro, ma si attribuisce all'intuizione e all'esperienza, rendendo la prova ontologica impossibile o contraddittoria (testo).
Kant critica l'uso illegittimo del concetto di causa, affermando che si esce dall'esperienza cercando di elevare la contingenza a un essere necessario, rendendo la prova cosmologica impossibile (testo).
La prova fisico-teologica si basa sull'ordine e la finalità del mondo, trovando fortuna anche tra gli illuministi, ma Kant la critica per le sue forzature logiche e l'uso implicito dell'argomento ontologico (testo).
Kant non è ateo, ma agnostico; ritiene che la ragione umana non possa dimostrare né l'esistenza né la non-esistenza di Dio, riconoscendo i limiti della conoscenza umana (testo).