Concetti Chiave
- L'io penso è centrale per l'organizzazione della natura, permettendo una conoscenza fenomenale e ordinata piuttosto che essenziale.
- Kant critica la metafisica come un prodotto della ragione ristretta, che pretende di conoscere senza esperienza e porta a ragionamenti fallaci.
- Le tre idee trascendentali identificate da Kant sono l'unificazione dei dati sensoriali interni ed esterni e la spiegazione di dati con Dio, tutte esigenze umane mal interpretate dalla metafisica.
- Kant evidenzia quattro antinomie che mostrano i limiti della ragione, in cui affermazioni opposte possono entrambe sembrare vere senza esperienza corrispondente.
- Kant critica le prove dell'esistenza di Dio, sostenendo che l'esistenza non è un predicato e che l'uso del principio di causa è improprio senza l'esperienza fenomenica.
a.
L'io penso e la natura
Tutti i pensieri presuppongono l'io penso, organizziamo la natura a livello fenomenale non a livello di essenza, dati leggi e teorie scientifiche sono valide, in quanto la natura si presenta in modo ordinato e noi possiamo conoscere solo in modo ordinato.
b. L'io penso pensa tramite le categorie.
c. Tutti gli oggetti pensati presuppongono le categorie.
La natura, come ordine necessario di tutte le cose, deriva dall'io penso e dalle sue forme a priori. (IO Legislatore della natura).
viene ripreso da Aristotele, per indicare una conoscenza verosimile, non legata alla realtà, in quanto è simile al vero ma non lo è del tutto, Kant lascia trasparire da questo termine la sua risposta negativa, intende andare ad analizzare e smascherare i ragionamenti fallaci della metafisica.
Qual è la critica alla metafisica?
La metafisica è un parto della ragione, non come facoltà conoscitiva ma, la facoltà in senso ristretto che porta a ragionamenti non veri (Kant critica l'arroganza di questa ragione ristretta), la ragione ristretta ha la pretesa di conoscere senza esperienza (metafora: come una colomba che vuole volare senza aria), per Kant è impossibile.
La metafisica nasce da un desiderio dell'uomo dell'incondizionato e della totalità, volendo dare una spiegazione globale e onnicomprensiva di tutto ciò che esiste.
Idee trascendentali e metafisica
Kant individua l'ossatura della metafisica tradizionale in tre idee trascendentali:
1. Dati del senso interno unificati con l'anima (totalità assoluta fenotipica. Interni, studiata dalla psicologia razionale);
2. Dati del senso esterno unificati con il mondo (totalità assoluta fenotipica. Esterni, studiata dalla cosmologia razionale);
3. Dati esterni e interni spiegati con Dio (totalità di tutte le totalità fondamento di tutto, studiata dalla teologia razionale).
Queste tre idee sono esigenze dell'uomo, l'errore della metafisica è trasformare queste esigenze mentali, in realtà (metafora: metafisici come i navigatori degli oceani burrascosi che si spingono nell'irrazionale).
Il termine “idea” ripreso da Platone, con valenza critica, intesi come concetti della ragione che trascendono il piano dell'esperienza.
Kant critica la psicologia razionale e la cosmologia razionale; ritiene che la psicologia razionale sia basata sul paralogismo, ovvero su ragionamenti sbagliati, che portano a confondere “l'io penso” con un oggetto empirico, invece che un'unità formale.
La cosmologia razionale secondo Kant è destinata a fallire, perché pretende di usare l'idea di mondo, come la totalità assoluta dei fenomeni cosmici, i metafisici discorrendo sul mondo si trovano davanti ad antinomie, ovvero coppie di affermazioni opposte che possono anche essere giuste ma noi non possiamo sapere quale sia, in assenza di un'esperienza corrispondente, non è possibile decidere.
Antinomie e limiti della ragione
Kant individua quattro antinomie: (tesi: pensiero razionalista, antitesi: pensiero empirista).
La prima e la seconda antinomie vengono riconosciute false nella loro assolutezza, pretendono di fare una sintesi conoscitiva chiusa.
La terza antinomia (principio di causa ed effetto) segna il passaggio dalla critica della ragion pura, alla critica della ragion pratica. La tesi nell'ambito del noumenico potrebbe essere vera. L'antitesi ha una visione deterministica, nell'ambito del fenomenico è accettabile.
La quarta antinomia è legata alle tre prove dell'esistenza di Dio, in quanto vogliono dimostrare dio da delle semplici idee.
Critica alle prove dell'esistenza di Dio
Kant critica tre prove dell'esistenza di Dio: la prova ontologica, la prova cosmologia e la prova fisico-teologica.
1. Prova ontologica, era di sant'Anselmo, dio come essere perfettissimo non può non esistere. Per Kant l'esistenza non è un predicato, non è una proprietà logica, ma un fatto conoscibile solo mediante l'esperienza.
2. Prova cosmologica, secondo Kant consiste in un uso improprio del principio di causa (ricerca del primo anello in causato) che va al di là del fenomenico.
3. Prova fisico-teologica, (da télos, fine, scopo), fa leva sulla bellezza, sulla finalità e sull'ordine della natura creata da una mente ordinatrice.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo dell'io penso nella conoscenza della natura?
- Qual è la critica di Kant alla metafisica?
- Quali sono le tre idee trascendentali identificate da Kant?
- Cosa sono le antinomie secondo Kant?
- Quali sono le critiche di Kant alle prove dell'esistenza di Dio?
L'io penso è fondamentale poiché tutti i pensieri presuppongono questa entità, permettendo di organizzare la natura a livello fenomenale, non essenziale, e di conoscere in modo ordinato (come indicato nel testo).
Kant critica la metafisica come un prodotto della ragione ristretta, che pretende di conoscere senza esperienza, paragonandola a una colomba che vuole volare senza aria (come descritto nel testo).
Le tre idee trascendentali sono: l'unificazione dei dati del senso interno con l'anima, l'unificazione dei dati del senso esterno con il mondo, e l'unificazione di dati esterni e interni spiegati con Dio (come spiegato nel testo).
Le antinomie sono coppie di affermazioni opposte che possono essere entrambe vere, ma non possono essere risolte senza esperienza corrispondente, come indicato nel testo.
Kant critica la prova ontologica, la prova cosmologica e la prova fisico-teologica, sostenendo che l'esistenza non è un predicato e che le prove vanno oltre il fenomenico (come descritto nel testo).