Concetti Chiave
- La fenomenologia è suddivisa in due parti principali: coscienza, autocoscienza e ragione, e scienze filosofiche in compendio.
- La coscienza è composta da certezza sensibile, percezione e intelletto, evidenziando il rapporto tra soggetto e oggetto esterno.
- La certezza sensibile è considerata una forma di conoscenza inizialmente certa, ma in realtà è indeterminata a causa delle mediazioni necessarie per la comprensione.
- Nella percezione, l'uomo percepisce le sostanze come unificate, ma Hegel sottolinea che è l'intelletto a realizzare questa unificazione.
- L'intelletto trasforma la percezione della realtà in fenomeno, spostando l'oggetto di studio dalla realtà esterna alla coscienza stessa.
La ripartizione della fenomenologia è divisa in due parti:
- Coscienza, autocoscienza e ragione
- Scienze filosofiche in compendio
Coscienza e percezione
La coscienza è divisa a sua volta in 3 parti: certezza sensibile, percezione e intelletto. È il rapporto tra il soggetto (chi conosce) e l’oggetto che è concepito come esterno, altro rispetto a me. Nel primo momento (certezza sensibile) sembra la forma di conoscenza più certa perché conosco un oggetto particolare. In realtà è tutt’altro perché per conoscere una cosa sono costretto a utilizzare delle mediazioni, un termine per nominarlo, che è altro rispetto all’oggetto. Quest’ultimo rimane quindi qualcosa di indeterminato. Per Hegel è quindi impossibile conoscere le cose in sé in maniera statica. È lo stesso motivo per cui non posso dare un nome proprio agli oggetti per un problema di memoria e inconoscibilità da parte degli individui. Il problema della tesi è l’incapacità dell’intelletto di conoscere la staticità delle cose.
Percezione e intelletto
Nel secondo passaggio (percezione) viene esplicitato il rapporto tra soggetto e oggetto esterno. Quest’ultimo lo percepiamo come sostanza, come un ente universale su cui si innestano altre caratteristiche; è una percezione aristotelica. Quello che nella certezza sensibile è l’esito che sconfina nella percezione, in questo passaggio la cosa è tale perché fa riferimento ad un ente universale.
Nella percezione l’uomo è portato a ritenere che le cose che esistono fuori hanno delle caratteristiche date da una sostanza che le unifica. Hegel dice che l’uomo piano piano prende consapevolezza che queste caratteristiche non sono tenute insieme dalla sostanza (Locke e Hume avevano già affermato che la sostanza non esiste) ma è il mio intelletto a fare questo lavoro di unificazione. A questo punto si passa all’intelletto, il cui risultato è la percezione della realtà come fenomeno (Kant), cioè il prodotto dell’unificazione delle certezze da parte del mio intelletto. A questo punto lo studio si è spostato dall’oggetto fino all’intelletto e l’oggetto di studio diventa la coscienza stessa (autocoscienza).
Domande da interrogazione
- Qual è la struttura della coscienza secondo Hegel?
- Come si evolve il rapporto tra soggetto e oggetto nella percezione?
- Qual è il passaggio fondamentale dall'intelletto alla coscienza?
La coscienza è divisa in tre parti: certezza sensibile, percezione e intelletto. Hegel sottolinea che la conoscenza di un oggetto richiede mediazioni, rendendo impossibile conoscere le cose in sé in modo statico.
Nella percezione, il soggetto percepisce l'oggetto come sostanza unificata, ma Hegel afferma che queste caratteristiche non sono innate nell'oggetto, bensì costruite dall'intelletto, che unifica le certezze.
Il passaggio fondamentale è che, mentre l'intelletto percepisce la realtà come fenomeno, lo studio si sposta dall'oggetto all'autocoscienza, evidenziando l'importanza della coscienza stessa nel processo di conoscenza.