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Concetti Chiave

  • L'Autocoscienza segna un passaggio cruciale nella "Fenomenologia dello Spirito", introducendo relazioni pratiche tra autocoscienze e utilizzando esempi storici significativi.
  • La lotta per il riconoscimento è fondamentale per l'autocoscienza, poiché si realizza attraverso il confronto con altre autocoscienze e culmina in relazioni di signoria e servitù.
  • Il signore è inizialmente visto come libero, ma il progresso dell'autocoscienza avviene attraverso il servo, che grazie al lavoro raggiunge una forma di libertà superiore.
  • Lo stoicismo rappresenta una libertà interiore astratta, mentre lo scetticismo nega il mondo, evidenziando una contraddizione intrinseca nel tentativo di distaccarsi da esso.
  • La coscienza infelice, identificata con la coscienza religiosa, riflette la scissione tra finito e infinito, mostrando la subordinazione dell'uomo a un Dio trascendente e le conseguenze di questa condizione.

Qual è l'importanza dell'autocoscienza?

L'Autocoscienza, che rappresenta la seconda parte della "Fenomenologia dello Spirito", costituisce un momento di particolare importanza della trattazione hegeliana per tre motivi:

1) innanzitutto, non ci si muove più sul piano esclusivamente conoscitivo, ma anche sul piano pratico, infatti vengono introdotte le relazioni con altre autocoscienze;

2) Hegel, d'ora in avanti, inserisce nella sua esposizione dei rimandi e delle esemplificazioni attraverso figure storiche;

3) infine, l'Autocoscienza è la parte della "Fenomenologia dello spirito" che ha ottenuto la maggiore attenzione nel corso del XIX secolo da parte di Marx e nel XX secolo da parte degli esistenzialisti moderni.

La lotta per il riconoscimento

La ricerca della certezza di se, che caratterizza l'Autocoscienza, parte dalla vita, che è appetito, e ha come esito il desiderio, da parte dell'Autocoscienza, di essere riconosciuta, ovvero di essere confrontata con altre autocoscienze. Dunque la coscienza di se stessi la si ottiene solo se si è riconosciuti da un altro essere libero e autocosciente. Questo riconoscimento reciproco tra le autocoscienze, però, non può avvenire soltanto sul piano conoscitivo, teoretico; da qui l'introduzione di una dimensione pratica che costituisce ciò che Hegel chiama la lotta per il riconoscimento. Questa lotta si conclude o con la morte di una delle due autocoscienze o con il rapporto di signoria e servitù: è proprio questa la prima figura della seconda tappa della Fenomenologia.

Il ruolo del servo e del signore

Inizialmente soltanto il signore è riconosciuto come indipendente e libero: infatti, egli è tale perchè ha dominato la morte ed è stato disposto addirittura a rinunciare alla vita pur di predominare, ma non è stato disposto a rinunciare alla libertà; il servo, dal canto suo, è stato invece disposto a rinunciare alla libertà pur di conservare la vita. Tuttavia, il progredire dell'autocoscienza passa attraverso la figura del servo, e non del signore, perché diventa centrale la figura del lavoro. Il signore, infatti, ha un'indipendenza fine a se stessa, in quanto finisce per dipendere dal lavoro del servo, il quale è capace di manipolare e imprimere la propria impronta nella materia. Questo processo, chiamato "oggettivazione", fa sì che il servo abbia una forma di libertà più avanzata di quella del signore, poiché la coscienza riconosce di essere altro rispetto alle cose del mondo, e quindi indipendente.

Stoicismo e scetticismo

Questa forma ulteriore di libertà raggiunta dal servo viene raffigurata da Hegel prima nello stoicismo e poi nello scetticismo, che rappresentano la seconda figura dell'Autocoscienza. Secondo lo stoicismo il saggio, proprio come il servo, è indipendente dal mondo ("ataraxia, aponia"), il quale, però, continua a restare condizionante poiché non viene negato. Con lo stoicismo, dunque, l'autocoscienza raggiunge solo un'astratta libertà interiore. Con lo scettiscismo, invece, il distacco dal mondo si trasforma in negazione del mondo, il quale, non esistendo, non può essere condizionante. Ma lo scetticismo conduce l'autocoscienza all'autocontraddizione, poiché, sebbene neghi il mondo, costringe a vivere come se il mondo esistesse davvero.

La coscienza infelice

Questa contraddizione già implicita nella figura dello scetticismo viene resa esplicita in quella che è la terza figura del momento dell'autocoscienza, ovvero la coscienza infelice, che per Hegel non è altro che la coscienza religiosa. In questa figura, in cui troviamo la problematica del rapporto tra finito e infinito del Romanticismo, avviene la scissione tra trasmutabile e intrasmutabile. Il trasmutabile è tutto ciò che vi è di mutevole nella coscienza umana ed è fatto coincidere con l'uomo; l'intrasmutabile, invece, è ciò che vi è di assoluto, di immutabile nella coscienza umana ed è fatto coincidere con un Dio trascendente. Proprio da questa subordinazione dell'uomo a Dio deriva la condizione infelice della coscienza religiosa. A questo punto si giunge alla terza tappa del percorso che compie lo spirito: la Ragione.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza dell'autocoscienza nella "Fenomenologia dello Spirito" di Hegel?
  2. L'autocoscienza rappresenta un momento cruciale della trattazione hegeliana, poiché introduce relazioni pratiche tra autocoscienze, utilizza figure storiche come esempi e ha ricevuto particolare attenzione da pensatori come Marx e gli esistenzialisti moderni.

  3. Come si sviluppa la lotta per il riconoscimento secondo Hegel?
  4. La lotta per il riconoscimento è fondamentale per l'autocoscienza, poiché essa desidera essere riconosciuta da un'altra autocoscienza. Questo riconoscimento non avviene solo a livello teorico, ma richiede una dimensione pratica, culminando in un rapporto di signoria e servitù.

  5. Qual è il ruolo del servo e del signore nella dinamica dell'autocoscienza?
  6. Il signore è inizialmente riconosciuto come libero, avendo dominato la morte, mentre il servo rinuncia alla libertà per conservare la vita. Tuttavia, il progresso dell'autocoscienza avviene attraverso il lavoro del servo, che sviluppa una forma di libertà più avanzata rispetto a quella del signore.

  7. Come si manifestano lo stoicismo e lo scetticismo nell'autocoscienza?
  8. Lo stoicismo rappresenta una libertà interiore astratta, mentre lo scetticismo nega il mondo, portando a una contraddizione poiché costringe a vivere come se il mondo esistesse. Entrambi sono fasi del progresso dell'autocoscienza.

  9. Cosa rappresenta la coscienza infelice nella filosofia di Hegel?
  10. La coscienza infelice, o coscienza religiosa, evidenzia la scissione tra finito e infinito, subordinando l'uomo a un Dio trascendente. Questa condizione infelice deriva dalla tensione tra il trasmutabile e l'intrasmutabile nella coscienza umana.

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