Concetti Chiave
- Le filosofie di Hobbes, Locke e Rousseau, pur essendo diverse, condividono il concetto di contrattualismo, in cui la forma di governo si basa su un contratto sociale.
- Il giusnaturalismo, rappresentato da Locke e Rousseau, si oppone alla visione aristotelica, che considera lo stato politico come un'evoluzione naturale della società.
- Grozio è riconosciuto come il fondatore del diritto internazionale, proponendo che il diritto derivi dalla razionalità umana piuttosto che da una fonte divina.
- Il passaggio dallo stato di natura a quello politico avviene attraverso due contratti: il "pactum societatis" e il "pactum subiectonis", che riflettono diversi modelli di governo.
- La visione dei filosofi analizzati è laica e anti metafisica, evidenziando la razionalità umana e le passioni come elementi chiave nella costituzione dell'autorità politica.
1) assolutismo di Hobbes
2) giusnaturalismo o liberalismo di Locke
3) democrazia o repubblica di Rousseau
-sono molto diverse come filosofie ma hanno in comune il contrattualismo cioè la forma di governo si basa sul contratto, questo è legato al giusnaturalismo.
Qual è il rapporto tra stato di natura e stato civile?
È la dottrina filo-giuridica, affermata nel 600-700 e ha origine con Grozio e vede in Hobbes, Spinoza, Locke, e Rousseau i suoi maggiori esponenti. Secondo il g. antecedente del diritto politico cioè le leggi vi sono le norme unite/ universali e razionali che formano il diritto naturale; e sarebbe il modello su cui basare le leggi positive, quelle decise dallo stato, come riferimento/parametro con cui valutare le leggi politiche. Il modello del g. presuppone uno stato di natura che si contrappone ad uno stato civile : una contrapposizione tra lo stato di natura sempre visto come qualcosa di imperfetto e richiede di essere perfezionato , superandolo attraverso quello civile che ha il compito di correggere tutti gli stati negativi, i limiti dello stato di natura. il punto di partenza è sempre lo stato di natura e il punto di arrivo è lo stato civile /politico e quindi questa è una società che viene vista come un prodotto artificiale non naturale e un mezzo attraverso cui avviene il passaggio tra lo stato della natura imperfetto alla società civile che è perfetta, che migliora. Il passaggio dallo stato di natura – alla società civile/ stato politico- avviene attraverso contratto.
Confronto tra giusnaturalismo e Aristotele
Partendo dal presupposto che le leggi naturali costituiscono la base delle leggi politiche anche il diritto naturale sarà la base di quello politico -contrapposizione tra giusnaturalismo e la concezione di Aristotele , questa contrapposizione viene ideata dal giurista Norberto Bobbio contemporaneo che ha fatto il confronto :
-origine dello stato per Aristotele e Giusnaturalisti, per i Giusnaturalisti lo stato prepolitico è imperfetto ed è da superare con il modello politico invece per Aristotele lo stato di natura è naturale ma anche sociale sono naturali entrambi e quindi non c’è una contrapposizione un conflitto tra la società civile e lo stato naturale , c’è una continuità , si passa naturalmente da uno stato all’altro. Punto di partenza per Aristotele era la famiglia, tutto naturale.
-natura dello stato : mentre per i g c’è una contrapposizione tra stato naturale e politico sorge in antitesi allo stato di natura chiamato a correggere i limiti quello civile, invece per Aristotele non c’è una contrapposizione ma una continuità. Quindi lo stato politico è uno sbocco naturale dello stato politico mentre per i Giusnaturalisti c’è un passaggio che ha una contrapposizione ed è artificiale, per Aristotele c’è un legame di continuità non di discontinuità
-fondamento dello stato per i g è il contratto , questo passaggio artificiale attraverso cui le persone si mettono d’accordo per determinare un determinato modello di stato, quell’artificiale per Aristotele il passaggio dallo stato prepolitico avviene in modo naturale , per mezzo di cause naturali non per la decisione artificiale delle persone
Legge naturale e diritto politico
Gli stoici antichi , i maggiori rappresentanti di quello antico sono Ippia , Antifonte, Callicle, i sofisti vengono ripresi dagli stoici e sostenevano che la natura è governata da una legge universale , eterna e razionale , su principi razionali. Nel medioevo la legge naturale viene vista e non viene posta dall’uomo ma da Dio è sempre il fondamento di quella politica però l’uomo non è più all’origine ma il mezzo di attuazione di quella legge divina , legge naturale che va a convergere in quella politica.
Grozio e il diritto internazionale
Era olandese. E viene fatto risalire all’origine personaggio importante nella metà del 500 meta del 600 . in Europa abbiamo molte guerre soprattutto religiose ininterrotte quindi manca un terreno comune di condivisione su cui basare la convivenza civile all’interno dello stato quindi l’obiettivo di Grozio è di individuare un terreno comune su cui porre le basi della condivisione tra gli uomini e gli stati, per convivenza civile tra di essi,fu il primo che pone le basi del diritto internazionale tra gli stati che lui chiama diritto delle genti – obiettivo. Per Grozio il fondamento del diritto è costituito dalla natura umana e in maniera più specifica dalla componente razionale fatta dagli uomini e non da dio, non prende tutto l’uomo ma la sua componente della razionalità , la facoltà di ragione. Grozio sostiene che nell’uomo c’è una spinta alla società a cui aveva già accennato Aristotele a stare insieme agli altri, ad associarsi però non è così naturale che questa associazione sia fondata sulla ragione, c’è questa spinta ma non sempre prevale la razionalità perché l’uomo è fatto anche di spinte aggressive che a volte prevalgono sulla razionalità : (natura umana) bisogna far prevalere questa natura razionale dell’uomo su cui si basa il diritto naturale – la base completa della razionalità dell’uomo, per Grozio l’umanità nel corso del tempo ha dato vita a società sempre più complesse e la porta al diritto naturale. Sono stati ripresi dagli uomini attraverso diritto politico attraverso costituzione formata dalle leggi positive cioè quelle artificiali che non possono mai contraddire quelle naturali ,devono rispettarle , da cui traggono spunto e giustificazione, sono fondate su quelle naturali.
Pactum societatis e pactum subiectonis
Lo stato naturale è il luogo in cui l’uomo è dotato di razionalità e di istinti e dove le leggi positive che riprendono la completa razionalità dell’uomo non la parte aggressiva, deve superare la conflittualità e l’aspetto egoistico, questo superamento avviene attraverso contratto o pactum ,al passaggio dalle leggi naturali a quelli politiche. Questo contratto è formato da due parti :
- pactum societatis e pactum subiectonis dato dal patto di unione e soggezione. Nel primo un gruppo di persone decide di unirsi in società mettendo da parte i vincoli degli interessi egoistici conflittuali poi decidono di darsi un governo, uno stato politico e di sottomettersi ad una autorità politica. Abbiamo diversi tipi di sottomissione alle autorità : assoluta , liberalismo e democrazia ( ancora più libera) . il patto subiectionis che cambia la soggezione da uno stato o da un governo (il patto libero originario) . la religione naturale data dalla ragione, si basa sul teismo che parte dalla concezione degli illuministi razionale anch’essa (religione razionale dell’illuminismo)
1)tutti sostengono l’esistenza di una legge di natura razionale , universale, uguale per tutti e basata sulla ragione
2)la fonte del potere del sovrano è data dal patto o dal contratto tra gli individui e il diritto viene diviso nelle due correnti che si differenziano negli autori
3)l’autorità del sovrano non discende da Dio , è un autorità conferita dai cittadini o sudditi a seconda del tipo di governo
4)la scelta politica è autonoma non dipende dalla sfera religiosa viene distinta da quella politica ma riprende dalla ragione umana . la visione di questi autori è laica e anti metafisica cioè contro ogni concezione metafisica
5)visione dell’uomo visto come dotato di razionalità ma anche da passioni, da interessi egoistici e aggressivi in alcuni casi
6)il passaggio dallo stato di natura allo stato politico: analisi dello stato naturale e come si passa a quello sociale
Domande da interrogazione
- Qual è il concetto di stato di natura secondo i filosofi contrattualisti?
- Come si differenziano le visioni di Aristotele e dei giusnaturalisti riguardo all'origine dello stato?
- Qual è il ruolo della legge naturale nel diritto politico secondo gli stoici e nel medioevo?
- Qual è l'importanza di Grozio nel contesto del diritto internazionale?
- Cosa implicano i concetti di pactum societatis e pactum subiectonis nel passaggio allo stato politico?
Lo stato di natura è visto come una condizione imperfetta che richiede di essere superata attraverso un contratto sociale, portando alla formazione di uno stato civile che corregge i limiti della natura (testo).
Mentre i giusnaturalisti vedono lo stato prepolitico come imperfetto e da superare, Aristotele considera lo stato naturale come una continuazione sociale e naturale, senza conflitto tra i due (testo).
Gli stoici sostenevano che la legge naturale è universale e razionale, mentre nel medioevo si riteneva che fosse stabilita da Dio, con l'uomo come mezzo per attuarla nel contesto politico (testo).
Grozio è considerato il fondatore del diritto internazionale, cercando un terreno comune per la convivenza civile tra stati, basato sulla razionalità umana piuttosto che su una legge divina (testo).
Il pactum societatis implica l'unione di individui in una società per superare interessi egoistici, mentre il pactum subiectonis riguarda la sottomissione a un'autorità politica, essenziale per la formazione dello stato (testo).