Concetti Chiave
- La filosofia religiosa emerge nel periodo della filosofia cristiana, cercando di integrare la teologia naturale con il messaggio cristiano, in particolare il monoteismo.
- Tommaso d'Aquino distingue tra teologia filosofica, basata sulla ragione, e teologia rivelata, che si concentra sulle verità comunicate da Dio attraverso la fede.
- La modernità segna una crisi per la teologia naturale, influenzata dalla Riforma protestante e dalla nascita della scienza moderna, che riduce l'importanza della metafisica.
- La filosofia della religione si sviluppa dopo la Riforma per riflettere sulla pluralità religiosa, cercando elementi comuni tra le diverse religioni, ma con risultati limitati.
- All'inizio del Novecento, la filosofia della religione rinasce attraverso il metodo fenomenologico, cercando di comprendere il fenomeno religioso nella sua autenticità, al di fuori delle restrizioni razionaliste.
Evoluzione della filosofia religiosa
Il termine filosofia religiosa è distintivo del periodo successivo, osdsia quello della filosofia cristiana, con l’irruzione del cristianesimo in Occidente. Si sviluppa una filosofia religiosa nella quale alcuni elementi tipici della teologia naturale classica vengono ripresi e accordati con il messaggio cristiano, sulla basi di chiari aspetti di affinità. Per esempio il monoteismo: la teologia naturale si indirizzava già verso una realtà singola, una forma di monolatria, unicità del principio. La filosofia cristiana è stato un tentativo di sintesi di teologia naturale e religione cristiana.
Teologia filosofica e rivelata
Tommaso poi distingue molto nettamente:
a. Teologia filosofica: insieme di argomenti da elaborare riguardo l’esistenza e natura di Dio accessibili sulla base della ragione comune, senza far riferimento alla dottrina
b. Teologia rivelata: riflette sulle verità percepite nella fede, comunicate direttamente da Dio
Queste due forme costituiscono un po’ due piano dello stesso edificio, che è nel suo insieme armonico. In tutto ciò influisce molto l’ellenizzazione del cristianesimo.
In ogni caso, la filosofia è un caso, fino in epoca moderna, di filosofia religiosa.
Crisi della teologia naturale
Con la modernità lo scenario cambia, con la crisi della teologia naturale:
a. Per motivi interni alla religione cristiana: la Riforma protestante, che porta da una parte alla teologia della gloria e dall’altra alla teologia della croce, due rappresentazioni inconciliabili della divinità. La teologia naturale è considerata frutto di un pensiero su Dio da parte di una ragione umana decaduta a causa del peccato
b. Per motivi esterni alla religione cristiana: la nascita della scienza moderna, che non sa cosa farsene della metafisica, estromettendo quindi le cause finali, anzi anche le cause prime, “accontentandosi” della cause seconde, quelle percepibili a livello sensoriale, frutto di esperimenti e verifiche
Anche filosoficamente, nella modernità si cerca di assimilare il metodo conoscitivo della scienza. Kant afferma che possiamo conoscere i fenomeni, ma non ciò che ci sta dietro.
Nascita della filosofia della religione
Questa trasformazione conduce alla nascita della filosofia della religione. Dopo la Riforma, l’Europa sperimenta per la prima volta il fenomeno della pluralità religiosa. Politicamente, da questi conflitti si esce con la neutralizzazione della religione, con la sua separazione dallo Stato. Filosoficamente, ciò dà vita al tentativo di riflettere sulle religioni, cercando di trovare nella pluralità degli elementi comuni, estrapolando poi dalle varie religioni quegli elementi sostenibili razionalmente, che andavano cioè incontro ai canoni della razionalità moderna. La filosofia della religione nasce quindi come filosofia razionale (critica) sulle religione positive (storiche). Molti elementi religiosi appaiono alla ragione moderna come assurdi, contraddittori, quindi essa deve esserne depurata, per poi far confluire i suoi aspetti razionali in una nuova costruzione intellettuale (religione dell’umanità). È un tentativo che fallisce, si tratta di un costrutto intellettuale che funziona fino ad un certo punto: se una religione non fa parte della vita delle persone, non regge.
Critica radicale della religione
A metà dell’Ottocento, sembra in realtà più plausibile operare una critica radicale non tanto delle religioni positive, quanto della religione in sé, che perde qualsiasi spessore ontologico: è piuttosto un fenomeno illusorio. Ci si trova in una fase intellettuale che accompagna il processo di secolarizzazione moderno. Ma è una filosofia che si infila in un vicolo cieco.
Rinascita della filosofia della religione
All’inizio del Novecento la filosofia della religione rinasce, grazie al metodo fenomenologico, cercando di cogliere nuovamente il fenomeno religioso nella sua sostanza, considerandolo fenomeno reale che si regge sulle proprie gambe, liberandosi dai tentativi di costringerlo in una gabbia razionalista, un principio di evidenza che è quello della scienza moderna. Vederla quindi come un “Urphänomen”, che va assunto per quello che è da capire nella sua natura. Con il presupposto di non avere presupposti.
Oggi i filosofia della religione sono il frutto di tutto quello che ci ha consegnato questa storia: ce ne sono critici, atei, religiosi, teisti, “moderni-illuministi” (che ritengono sia possibile elaborare critica alla religione senza “dissolverla”).
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del termine "filosofia religiosa" nel contesto della filosofia cristiana?
- Qual è la distinzione tra teologia filosofica e teologia rivelata secondo Tommaso?
- Quali fattori hanno contribuito alla crisi della teologia naturale nella modernità?
- Come si è evoluta la filosofia della religione dopo la Riforma?
- In che modo la filosofia della religione è rinata all'inizio del Novecento?
Il termine "filosofia religiosa" si riferisce al periodo successivo all'emergere del cristianesimo in Occidente, dove si sviluppa una sintesi tra teologia naturale e messaggio cristiano, evidenziando elementi come il monoteismo.
Tommaso distingue tra teologia filosofica, che si basa sulla ragione comune per argomentare l'esistenza di Dio, e teologia rivelata, che si concentra sulle verità comunicate direttamente da Dio.
La crisi della teologia naturale è dovuta a fattori interni, come la Riforma protestante, e fattori esterni, come l'emergere della scienza moderna, che ha messo in discussione la metafisica e le cause finali.
La filosofia della religione è emersa come riflessione critica sulle religioni positive, cercando di identificare elementi comuni razionali tra le diverse tradizioni religiose, ma ha incontrato difficoltà nel mantenere la sua validità.
All'inizio del Novecento, la filosofia della religione ha rinnovato il suo approccio grazie al metodo fenomenologico, cercando di comprendere il fenomeno religioso nella sua essenza, senza forzarlo in schemi razionalisti.