Concetti Chiave
- Il Neopositivismo si sviluppa come risposta a un bisogno di rigore nella riflessione sulla scienza, enfatizzando la chiarificazione del linguaggio e l'analisi logica.
- Il Circolo di Vienna si propone di unificare la scienza su basi logiche, considerando privi di senso i concetti metafisici non verificabili e valorizzando i giudizi analitici e sintetici.
- Negli Anni Trenta, il Neopositivismo viene criticato per la sua pretesa di un'unità di metodo e per la sua esclusione di tesi non riconducibili a verificabilità sperimentale.
- L'Operazionismo di Bridgman definisce il significato dei concetti scientifici in base alle operazioni empiriche necessarie per la loro definizione.
- La filosofia di Moore si basa sul realismo, analizzando il linguaggio per difendere il senso comune, pur riconoscendo la presenza di convinzioni errate al suo interno.
Quali sono le origini del neopositivismo?
Il Neopositivismo nasce come consapevolezza della necessità di una svolta radicale nella riflessione critica sulla scienza. Del Positivismo condivide l’idea che la scienza fornisca il “modello” di conoscenza valida e l’orientamento anti-meta fisico, ma se ne distingue soprattutto per la sua preminente attenzione all’opera di chiarificazione concettuale del linguaggio e degli statuti delle scienze e per la forte esigenza di rigore e coerenza logica. L’esperienza perde ogni aspetto soggettivo, in quanto è trattata in termini di protocolli e attraverso un linguaggio logico-formale.
Il circolo di Vienna
Nello scritto La concezione scientifica del mondo del 1929 gli esponenti del Circolo di Vienna si pongono l’obiettivo di una scienza unificata, costituita su forti basi logiche e su un rigoroso metodo di analisi concettuale. I concetti della metafisica sono considerati come privi di senso, perché non sostenuti dai dati dell’esperienza, viziati da un uso improprio del linguaggio e non suscettibili di verifica. Validi sono riconosciuti i giudizi analitici (riconducibili a tautologie) e i giudizi sintetici (proposizioni riguardanti fatti verificabili). La conoscenza dipende da fattori linguistici e fattori empirici ed ha, alla base, il principio di verificazione: “il significato di una proposizione è il metodo della sua verifica” (Schlick).
Critiche e revisioni
Nei corso degli Anni Trenta il Neopositivismo sarà oggetto di profonde revisioni critiche, ad esempio da parte di Wittgenstein e Popper. Verrà, inoltre, criticata la pretesa a un’unità di metodo, la tendenza a privilegiare le scienze matematico-naturalistiche o a respingere come “metafisica” ogni tesi non riconducibile a un modello di verificabilità sperimentale e di coerenza logico-matematica.
Operazionismo e realismo
Bridgman propone l’Operazionismo, per il quale il significato da attribuire a ogni concetto scientifico deve esser circoscritto alle operazioni empiriche — o al gruppo di operazioni — che vengono effettuate per elaborarlo e determinarlo. Sono dotate di senso solo le questioni rispetto alle quali è possibile organizzare delle operazioni volte a dare loro risposta.
Alla base della filosofia di Moore c’è il realismo; egli opera un’analisi degli atti linguistici nei quali si esprimono i rapporti fra soggetto conoscente e realtà conosciuta. Si assume il compito di difendere il senso comune, anche se in esso vi sono convinzioni errate. La filosofia deve, appunto, analizzare il significato delle proposizioni in cui si esprime il senso comune.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale differenza tra Neopositivismo e Positivismo?
- Qual è l'obiettivo del Circolo di Vienna secondo il loro scritto del 1929?
- Come viene definito il significato di un concetto scientifico secondo l'Operazionismo di Bridgman?
Il Neopositivismo si distingue dal Positivismo per la sua attenzione alla chiarificazione concettuale del linguaggio e alla coerenza logica, mentre condivide l'idea che la scienza rappresenti il modello di conoscenza valida e un orientamento anti-meta fisico.
Gli esponenti del Circolo di Vienna mirano a una scienza unificata basata su forti fondamenti logici e un rigoroso metodo di analisi concettuale, ritenendo privi di senso i concetti metafisici non verificabili.
Secondo l'Operazionismo, il significato di un concetto scientifico è circoscritto alle operazioni empiriche che possono essere effettuate per elaborarlo e determinarlo, rendendo sensate solo le questioni per cui è possibile organizzare operazioni di risposta.