Concetti Chiave
- Bergson critica il Positivismo sostenendo l'importanza dei dati immediati della coscienza e introducendo il concetto di tempo della coscienza, qualitativo e irreversibile.
- La coscienza non è semplicemente una funzione del cervello; essa richiede una memoria spirituale che connette il passato al presente attraverso la percezione attuale.
- Secondo Bergson, la metafisica offre un accesso alla vera realtà, mentre la scienza non riesce a cogliere il principio dell'evoluzione creatrice e il suo slancio vitale.
- Bergson distingue tra società chiusa, caratterizzata da comportamenti meccanici e passivi, e società aperta, che promuove dinamismo, amore per l'umanità e iniziativa individuale.
- Nella filosofia di Biondel, la libertà è fondamentale per l'azione morale e si manifesta in un equilibrio instabile tra volontà volente e volontà voluta, risolvibile solo in Dio.
Opposizione al Positivismo
La filosofia di Bergson si oppone al Positivismo. Considera validi i dati immediati della coscienza.
Tempo della coscienza
Oltre e prima del tempo della scienza, che è spazializzato (è il tempo degli orologi) c’è il tempo della coscienza, che è durata è il fluire, è il tempo vissuto, qualitativo, irreversibile.
Memoria e percezione
La coscienza non è “funzione” del cervello. Il cervello è solo un tramite della coscienza, strumento di mediazione fra la coscienza e la realtà esterna e non, come riteneva il Naturalismo la sua matrice originaria. Così, vi è una memoria meccanica, regolata dalle abitudini, cioè dalla ripetizione di movimenti, ma vi è anche una memoria spirituale, nella quale il passato vive continuamente nel presente, fa tutt’uno con esso. Questa ha bisogno della percezione attuale per rendere attuale il ricordo, come la coscienza ha bisogno del cervello. Perché ci sia la coscienza del ricordo, sono necessari sia il livello profondo che quello della percezione attuale.
Metafisica e scienza
L’approccio alla vera realtà delle cose è fornito dalla metafisica, non dalla scienza. Alla scienza sfugge il principio stesso dell’evoluzione, che nella sua natura e costituzione originaria è evoluzione creatrice, cioè slancio, progresso, creatività infinita, imprevedibile e continua produzione di una varietà di forme. La dinamica evolutiva è prodotta da quello slancio vitale, che ha bisogno della materia. La vita è attività contro la passività della materia, lotta contro le resistenze che questa frappone.
Istinto e intelligenza
L’istinto è capacità innata di usare strumenti forniti dalla natura. L’intelligenza è, invece, capacità umana di fabbricare strumenti artificiali. Essa astrae dal fluire dell’esperienza momenti e concetti stabili, schemi d’azione, spazializza le proprie nozioni per adattarsi all’ambiente e ricavarne ciò che è utile all’esistenza. Così, però, ad essa sfugge ciò che è essenziale nella realtà vivente, cioè il profondo significato del movimento evolutivo. Fatto per operare su cose inerti, il nostro ragionamento è a disagio sul terreno della vita. Così ricostruisce non la realtà, ma un’immagine del reale. Invece l’intuizione, che è sintesi di istinto e intelligenza, coglie lo slancio originario della vita. E l’autentico organo della filosofia, la chiave di volta del pensiero metafisico. Coglie le cose nella loro individualità, nella loro effettiva realtà, al di fuori del loro uso strumentale da parte dell’uomo.
Società chiusa e aperta
Bergson distingue, inoltre, una società chiusa, che si basa su automatismi sociali simili a quelli riscontrabili nella vita della natura, cioè su condotte abitudinarie, passive, meccaniche degli individui, da una società aperta, caratterizzata dal dinamismo, dall’amore dell’umanità e da una morale assoluta, in cui predominano lo slancio e l’iniziativa degli individui.
Religione statica e dinamica
E distingue una religione statica da una religione dinamica: la prima pone l’uomo al riparo dal rischio, ed è indispensabile contro la presenza minacciosa di tanti fattori di disgregazione della società; la seconda è azione efficace nel mondo, intuizione piena dello slancio vitale, dell’evoluzione creatrice, misticismo, esperienza di pochi, che potrebbe diffondersi anche nel mondo industriale dominato dalle macchine.
Filosofia dell'azione di Biondel
Quella di Biondel è una filosofia dell’azione. La dialettica della volontà costituisce il fattore originario dei processi spirituali. E caratterizzata da una permanente sfasatura fra la volontà e ciò che essa riesce a realizzare. Anche nella scienza è impossibile eliminare del tutto l’elemento soggettivo, le domande di senso.
Qual è il rapporto tra libertà e volontà?
A fondamento dell’azione morale c’è la libertà, ma anche uno squilibrio fra volontà volente e volontà voluta. Solo in Dio questa condizione esistenziale di scissione viene a risolversi. Biondel propone un metodo dell’immanenza, in base al quale l’esistenza di Dio viene riconosciuta a partire dall’analisi della condizione umana.
Metodo dell'immanenza
Al metodo dell’immanenza di Blondel si ispirerà il Modernismo, che, in più, riconoscerà un’evoluzione continua delle forme della fede e parlerà di storicità del dogma religioso.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale opposizione di Bergson al Positivismo?
- Come Bergson definisce il tempo della coscienza?
- Qual è la differenza tra memoria meccanica e memoria spirituale secondo Bergson?
- In che modo Bergson distingue tra società chiusa e aperta?
- Qual è il concetto di libertà e volontà nella filosofia di Biondel?
Bergson si oppone al Positivismo sostenendo che i dati immediati della coscienza sono validi e non possono essere ridotti a mere funzioni cerebrali.
Il tempo della coscienza è descritto come durata e fluire, un tempo vissuto, qualitativo e irreversibile, in contrapposizione al tempo spazializzato della scienza.
La memoria meccanica è regolata dalle abitudini e dalla ripetizione, mentre la memoria spirituale vive continuamente nel presente e richiede la percezione attuale per rendere attuali i ricordi.
La società chiusa si basa su automatismi sociali e comportamenti meccanici, mentre la società aperta è caratterizzata da dinamismo, amore per l'umanità e iniziativa individuale.
Biondel sostiene che la libertà è alla base dell'azione morale, ma esiste uno squilibrio tra volontà volente e volontà voluta, che trova risoluzione solo in Dio.