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Concetti Chiave

  • La logica aristotelica è vista come un "organon", uno strumento fondamentale che introduce e chiarisce le scienze, con un focus sulla struttura della scienza e dell'essere.
  • Aristotele distingue tra logica del concetto, logica della proposizione e logica del ragionamento, evidenziando l'importanza degli enunciati apofantici e del sillogismo per la validità dei ragionamenti.
  • Il sillogismo è un ragionamento composto da tre proposizioni, dove una conclusione segue logicamente da due premesse, collegate da un termine medio.
  • Aristotele identifica 19 modi validi di sillogismo, risultanti da combinazioni di premesse affermative o negative, universali o particolari, con il principio che le premesse devono essere vere per garantire la verità della conclusione.
  • La dialettica, distinta dalla scienza, si basa su principi probabili e non necessari, utilizzati per discutere e argomentare, mentre la scienza si fonda su risposte certe e necessarie.

Questo appunto di Filosofia tratta della logica aristotelica. Nel primo paragrafo si introduce brevemente la filosofia aristotelica; nel secondo paragrafo si chiarisce la logica aristotelica; nel terzo si approfondisce l’idea di sillogismo aristotelico; nel quarto si chiarirà la dialettica aristotelica.

Tra dialettica e sillogismi: la logica di Aristotele articolo

Logica aristotelica e il suo significato

La Alessandro di Afrodisia utilizzò invece il termine “organon” per indicare gli scritti aristotelici di logica. Secondo alcuni questo termine – il cui significato è “strumento” - serve a sottolineare la funzione introduttiva alle scienze che la logica svolge. Ci si chiede spesso se Aristotele si dedicò prima agli scritti di logica oppure a quelli di metafisica. Probabilmente le due opere sono parallele, nel senso che ogni punto non molto chiaro della sua metafisica veniva con ogni probabilità spiegato nuovamente nella logica.

Occorre inoltre ricordare che la logica non aveva per Aristotele il significato che assume ai nostri giorni: una scienza senza oggetto e senza contenuto. La logica ha invece per Aristotele un oggetto di studio, che è la struttura della scienza in generale, ed essendo l’essere l’oggetto della scienza, ecco che esso diviene indirettamente anche quello della logica.

  • LOGICA DEL CONCETTO = Aristotele sostiene che gli oggetti del nostro discorso (i concetti) possono essere disposti entro una scala di universalità, e classificati tramite la loro specie e il loro genere. Ad esempio, considerando il concetto di “quadrilatero”, esso è genere rispetto a “quadrato”, ma è anche specie rispetto all’idea di “poligono”. La specie contiene, rispetto al genere, un maggior numero di caratteristiche, ma un minor numero di elementi. Di conseguenza possiamo dire che quando aumenta l’estensione, diminuisce la comprensione, e viceversa. Specie e genere stanno perciò in un rapporto inversamente proporzionale. Man mano che si entra nello specifico, l’estensione cala, fino ad arrivare alla “specie infima”, cioè quella che non ha sottospecie. Tale è l’individuo o “sostanza prima”. Percorrendo invece la catena al contrario, si arriva ai “generi sommi”, che hanno massima estensione e minima comprensione: si tratta delle dieci categorie dell’essere, di cui Aristotele parla nella sua metafisica.
  • LOGICA DELLA PROPOSIZIONE = Aristotele prende in considerazione gli “enunciati apofantici”, detti anche o dichiarativi, cioè le affermazioni, perché possono essere sia veri che falsi, diversamente dai comandi o delle preghiere. Questi enunciati esprimono verbalmente i giudizi. In essi due concetti vengono uniti tramite una struttura soggetto-predicato. Aristotele prosegue suddividendo gli enunciati in base alla qualità (enunciati affermativi o negativi) e alla quantità (proposizioni universali, particolari e singole). Per esplicitare questi rapporti, i logici medievali elaborarono la struttura detta “quadrato degli opposti”.
  • LOGICA DEL RAGIONAMENTO = secondo Aristotele, le proposizioni non costituiscono un ragionamento, poiché si ragiona solo passando da un enunciato all’altro con un nesso logico, in modo tale da rendere chiare sia le cause che le conclusioni. Pronunciare una sola frase o un insieme di frasi non costituisce, secondo il filosofo, un ragionamento. A questo proposito, egli introduce il concetto di sillogismo.

Struttura e validità del sillogismo

Il significato di sillogismo è appunto questo: un discorso o un ragionamento nel quale, a partire da determinate premesse, segue una conclusione ben precisa, da esse derivata. Proviamo a vedere uno dei sillogismi più famosi. “Ogni animale è mortale. Ogni uomo è animale. Ogni uomo è mortale.” Il sillogismo consta di tre proposizioni, ovvero due proposizioni di premessa ed una conclusiva. La prima è la premessa maggiore, mentre la seconda è quella minore. “Animale” è il termine medio, perché ha estensione media rispetto agli altri due. “Mortale” e “uomo” sono poi i termini maggiore e minore. Il termine medio collega il minore e il maggiore, che dunque troviamo uniti nella terza proposizione: cioè è appunto possibile poiché il termine minore è contenuto nel medio e il termine medio nel maggiore. Perciò, le caratteristiche fondamentali del sillogismo sono il suo CARATTERE MEDIATO e la sua NECESSITA’. Il termine medio costituisce la sostanza del sillogismo: l’uomo è mortale solo in quanto animale. Il principio di tutto è dunque la sostanza, da cui derivano anche i sillogismi. Perciò, i sillogismi sono UNIVERSALI.

In base alla posizione del termine medio, esistono diversi tipi (o “figure”) di sillogismo:

  • Nella premessa maggiore costituisce il soggetto, nella premessa minore predicato
  • Nella premessa maggiore costituisce il predicato, come pure nella premessa minore
  • Nella premessa maggiore costituisce il soggetto, come pure premessa minore
  • Nella premessa maggiore costituisce il predicato, nella premessa minore il soggetto

Indicando con “SUB” il soggetto (da “subjectus”) e con “PRAE” il predicato (da “praedicatus”), si hanno le seguenti disposizioni schematiche:

  • SUB-PRAE;
  • PRAE-PRAE;
  • SUB-SUB;
  • PRAE-SUB.

Poiché le premesse del sillogismo possono essere affermative o negative, universali o particolari, si avranno molte combinazioni, definite “modi del sillogismo”. Nel calcolarle si tiene conto delle proposizioni (che nel sillogismo sono 3) e delle loro forme (che sono, come detto, 4). Quindi 4³ = 64. Le figure sono invece quattro. In conclusione, i modi del sillogismo sono: 64 x 3 = 256. Ma di questi, secondo Aristotele, non tutte costituiscono un sillogismo valido. Sono solo 19 i modi concludenti. A questi sillogismi i medievali hanno dato un nome. Ogni nome è formato da tre sillabe: premessa maggiore, minore, conclusione. Le vocali di ogni sillaba hanno un significato:

  • A= universale affermativa;
  • E= universale negativa;
  • I= particolare affermativa;
  • O= particolare negativa.

Principi e definizioni nella logica

La figura perfetta è la prima per Aristotele (A,A,A), tant’è vero che tutte le figure possono essere ricondotte a questa. Il problema, per creare ragionamenti validi, non è solo quello della coerenza del sillogismo. Aristotele stesso diceva che spesso un sillogismo logicamente corretto può poi risultare falso, e questo quando sono false le sue premesse. Il filosofo si sofferma dunque su come creare sempre sillogismi perfetti e veri. Il problema fondamentale è dunque quello di ottenere le giuste premesse. Le premesse, secondo Aristotele, devono essere vere di verità intuitiva, e risultare dunque comuni a più o tutte le scienze, come il principio di non-contraddizione, il principio di identità (ogni cosa è uguale a se stessa) e il principio del terzo escluso (tra due opposti contraddittori non c’è via di mezzo).

I principi sono necessari, ma non sufficienti. Ci vogliono PRINCIPI PROPRI, cioè definizioni che enunciano l’essenza di ciò di cui si parla. Ad esempio: l’uomo (concetto) è un animale (genere prossimo) ragionevole (qualità specifica). Si individua dunque la peculiarità del soggetto. Ma come si trovano le definizioni? Grazie all’INDUZIONE, un processo mentale grazie al quale dal particolare si arriva all’universale. L’esperienza e l’induzione sono una sorta di preparazione, rappresentano la scintilla che mette in moto l’intuizione. La scienza diventa quindi per Aristotele un atto di intuizione che opera per mezzo dell’esperienza.

Tra dialettica e sillogismi: la logica di Aristotele articolo

Dialettica e luoghi logici

Nei “Topici”, Aristotele definisce il concetto di dialettica, che si distingue dalla scienza per i suoi principi, che sono probabili e non necessari. Questi principi sono utilizzati nell’oratoria, oppure per esercitarsi a ragionare. Gli schemi argomentativi che si usano nella discussione sono definiti LUOGHI LOGICI. Ogni volta che in una discussione dialettica c’è una domanda che ammette due risposte contraddittorie, sorgono dei problemi: questi non sorgono, invece, nella scienza, che ammette soltanto risposte necessarie. Secondo Platone, la dialettica è la scienza propria del filosofo, la quale mette in discussione i principi delle altre scienze. Secondo Aristotele, invece, è un ragionamento debole che, partendo da premesse probabili, non conduce a niente.

Per approfondimenti sulla dialettica anche nella storia moderna, vedi anche qui

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del termine "organon" nella logica aristotelica?
  2. Il termine "organon", utilizzato da Alessandro di Afrodisia, significa "strumento" e sottolinea la funzione introduttiva della logica alle scienze, secondo Aristotele.

  3. Come Aristotele definisce la logica rispetto alla scienza?
  4. Aristotele considera la logica come uno studio della struttura della scienza, con l'essere come oggetto indiretto della logica, contrariamente alla concezione moderna di una logica priva di contenuto.

  5. Qual è la struttura fondamentale del sillogismo aristotelico?
  6. Il sillogismo aristotelico è un ragionamento composto da due premesse e una conclusione, dove il termine medio collega il soggetto e il predicato, come illustrato nel famoso esempio "Ogni animale è mortale".

  7. Quali sono i principi necessari per creare sillogismi validi secondo Aristotele?
  8. Aristotele afferma che le premesse devono essere vere e comuni a più scienze, basandosi su principi come il principio di non-contraddizione e il principio di identità, per garantire la validità del sillogismo.

  9. In che modo Aristotele distingue la dialettica dalla scienza?
  10. Aristotele definisce la dialettica come un ragionamento basato su principi probabili, utilizzati per l'oratoria e la discussione, mentre la scienza si basa su principi necessari e risposte definitive.

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