Il rischio elettrico


Avendo a che fare quindi con impianti elettrici, che siano essi realizzati in logica programmata o non, dobbiamo prendere e osservare le dovute precauzioni per non incorrere in seri rischi per la nostra salute. Come tutti ben sappiamo l’ elettricità è una cosa essenziale nella nostra vita ma allo stesso tempo anche un pericolo costante che può provocare seri danni e, nel peggiore dei casi, la morte. Parliamo quindi del rischio elettrico, ossia la probabilità che si verifichi un evento dannoso a causa di un contatto fisico con elementi sotto tensione. Solo per citare alcune cifre, in Italia il numero di vittime per elettrocuzione è di mediamente 400 all’ anno; la maggior parte degli infortuni domestici avviene in bagno. I cantieri edili sono un luogo in cui c’è un’ elevata percentuale di infortuni elettrici che si verificano nel maggior dei casi nell’uso di apparecchi portatili, per contatto con linee elettriche aeree, sulle betoniere, ecc….
Andiamo adesso ad analizzare in modo più specifico che effetti la corrente può avere sugli esseri umani; tali effetti dipendo da:
-Natura della corrente
-Intensità della corrente
-Durata dell’ evento
-Percorso della corrente nel corpo

La soglia di percezione della corrente elettrica nell’ uomo e di circa 0,5 mA in corrente alternata e di 2 mA in corrente continua. Superati tali valori di intensità, si producono nel corpo umano i seguenti effetti:
-Tetanizzazione
-Fibrillazione ventricolare (fino all’ arresto cardiaco)
-Ustioni

La tetanizzazione consiste nella contrazione dei muscoli; questo stato è particolarmente pericoloso in quanto, nel caso si sia impugnato un conduttore in tensione, il soggetto colpito non sarà in grado di rilasciarlo. La tetanizzazione può riguardare i muscoli della respirazione, determinando così il blocco respiratorio che può portare quindi rapidamente alla morte.

La fibrillazione ventricolare si verifica quando la corrente elettrica interessa la zona cardiaca causando un pulsare rapido e disordinato del cuore con conseguente crollo della pressione sanguigna; se non si interviene subito, il fenomeno evolve rapidamente nell’ arresto cardiaco.

Le ustioni sono provocate dal passaggio della corrente elettrica nel corpo; esse sono molto pericolose in quanto riguardano spesso gli organi interni, mentre esternamente sono limitate ai punti di ingresso e uscita della corrente elettrica.

La corrente che attraversa una persona a seguito di un contatto diretto o contatto indiretto con elementi sotto tensione, si definisce elettrocuzione. Il contatto diretto avviene quando la persona entra in contatto con parti conduttrici dell’ impianto elettrico sotto tensione; per evitare che questo possa accadere vengono attuate specifiche misure di protezione, tra le quali:

-Isolamento: le parti in tensione devono essere appropriatamente isolate; deve presentare caratteristiche di resistenza a sollecitazioni meccaniche, ad agenti chimici, termici, atmosferici ed elettrici.

-Involucri e barriere: i primi assicurano la protezione in ogni direzione, le seconde invece solo nella direzione di accesso.

-Ostacoli e distanziamenti: questo tipo di protezione è realizzato solo nei locali accessibili a persone autorizzate e addestrate; consiste nel mettere ostacoli e distanziamenti in modo da impedire il contatto diretto involontario.


-Interruttore differenziale: tale tipo di protezione è composto da un dispositivo sensibile alla somma della correnti che percorrono i conduttori attivi (compreso il neutro) in grado di intervenire qualora si presenti una corrente di dispersione verso terra.

Viceversa, il contatto indiretto, si verifica quando la persona entra in contatto con parti dell’ impianto o di apparecchiature elettriche, che vanno in tensione a causa di guasto all’ isolamento. La protezione viene realizzata attraverso una corretta scelta dell’ interruttore differenziale e un corretto dimensionamento dell’ impianto di terra.
Quando un’ apparecchiatura elettrica va in “dispersione”, cioè l’ involucro va in contatto con una parte interna in tensione, il conduttore di terra chiude il circuito verso terra e fa scattare l’ interruttore differenziale; con ciò il circuito viene disalimentato, l’ incidente evitato e quindi nessun pericolo per le persone.

Affinché si verifichi il coordinamento tra impianto di terra e interruttore differenziale, è necessario soddisfare la seguente relazione:

Rt <= 50/Idn

dove:
•Rt è la resistenza di terra;
•Idn è la corrente differenziale nominale dell’interruttore;
•50 V è la tensione che in condizioni ordinarie può essere sopportata senza conseguenze.

Quindi per l’interruttore differenziale salvavita si avrà:

Rt <= 50/0.03°= 1666 ohm

Un altro metodo per la protezione contro i contatti indiretti, consiste nell’ usare componenti a doppio isolamento, detti anche componenti di classe II. Tale tipo di protezione è di tipo passivo e consiste nel dotare i componenti e gli apparecchi elettrici di un isolamento supplementare rispetto a quello previsto.

In conclusione, per la prevenzione dal rischio elettrico, bisogna senz’altro avere un impianto a norma, il che è garanzia di sicurezza e affidabilità. Lo stesso impianto però deve essere sottoposto a manutenzioni periodiche o ogni volta se ne verifichi la necessità. E’ bene ricordare in merito a ciò:

●Evitare di forzare l’ introduzione di spine con standard diversi dalla presa.

●Evitare il collegamento prolungato alle prese a muro di adattatori, prese multiple, prolunghe, che potrebbero aumentate il rischio di sovraccarico provocando scintille e incendi.

●Evitare di passare prolunghe sotto i tappeti.

Alcune buone norme comportamentali da tenere sempre presente sono:
-Accettarsi sempre che l ‘alimentazione elettrica sia scollegata ogni qualvolta si deve eseguire un’ operazione, anche la più semplice che esista, come quella di sostituire una lampadina.

-Richiedere sempre il controllo di apparecchi in cui siano entrati liquidi.

-Segnalare sempre l’ odore di gomma bruciata o il crepitio all’ interno di un apparecchio elettrico.

-Non esporre apparecchi a eccessive fonti di calore.

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