Il rendimento


Il rendimento di una macchina elettrica è dato dal rapporto fra la potenza elettrica in uscita e la potenza elettrica in ingresso (trasformatore). Pertanto il rendimento, essendo il rapporto fra due grandezze omogenee, cioè dello stesso tipo, non ha dimensione (o meglio non ha unità di misura) e pertanto si dice che il rendimento è una grandezza adimensionale.
Nelle macchine ideali, il rendimento assume valore pari a 1, in quanto all’interno di esse non si hanno perdite, ovvero tutto ciò che immettiamo all’ingresso, lo ritroviamo in uscita. Nelle macchine reali, invece, come realmente accade, si hanno vari tipi di perdite e quindi di conseguenza il rendimento è sempre minore di 1. Una macchina o un sistema che ha il rendimento che si approssima ad 1, è da ritenere una macchina che è stata costruita tenendo conto di vari accorgimenti tecnici; ovviamente questo comporta un costo maggiore della stessa macchina.
Però, una macchina con rendimento molto minore rispetto ad 1, costerebbe di meno, ma se si pensa che la potenza persa è un costo in più, si intuisce subito che il maggior costo di una macchina con rendimento molto prossimo a 1 viene ripagato ed ammortizzato in poco tempo. Si può anche ritenere che poi il minor costo della potenza persa costituisce un guadagno per l’azienda.

Perdite del motore asincrono:
-Ferro: correnti parassite, isteresi
-Rame: caduta di tensione, effetto Joule
-Attrito: ventilazione, cuscinetti

Formula per il calcolo del rendimento:

η:Pu/Pi
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