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Concetti Chiave

  • Lo sport ha un'importanza storica che risale all'antichità, inizialmente legato a rituali religiosi e poi integrato nei sistemi educativi moderni.
  • Thomas Arnold ha sottolineato il valore dello sport nella formazione dei giovani, evidenziando come favorisca la fiducia in se stessi e la preparazione alle sfide della vita.
  • Ludwig Guttmann ha avviato il primo evento sportivo per atleti con disabilità con i giochi di Stoke Mandeville, contribuendo alla nascita delle paralimpiadi nel 1960 a Roma.
  • Il torball, sport per non vedenti, utilizza un pallone sonoro e si gioca in squadre di tre, con l'obiettivo di segnare nella porta avversaria.
  • Il goalball, anch'esso per non vedenti, si pratica in palestra per eliminare distrazioni sonore e prevede squadre di tre giocatori bendati, con l'obiettivo di far entrare la palla nella porta avversaria.

L'importanza storica dello sport

Fin dall’antichità lo sport ha avuto una grande importanza. Nel passato esso veniva però associato alla religione con simboli e riti, nell’epoca moderna esso ha perso questo significato ed è stato introdotto nelle scuole per insegnare nuovi valori educativi. Esso permette infatti di socializzare, creare un gioco di squadra e dare fiducia ai propri compagni, insegna il rispetto delle regole e abitua ad accettare la sconfitta. La sua pratica all’interno delle scuole fu valorizzata nella seconda metà del XIX secolo dal teologo ed educatore Thomas Arnold, il quale era convinto che la forza d’animo e la fiducia in se stessi, qualità favorite dai giochi di squadra, potessero fungere da elemento di preparazione adeguata alle future lotte della vita. Per questo motivo egli riteneva che la competizione sportiva rivestisse un ruolo fondamentale nel processo formativo ed educativo dei ragazzi.

L'inclusione nello sport

Nonostante Arnold avesse reso evidente l’importanza dello sport, fino al 1948 esso non fu usufruibile da tutti. Gli studenti con particolari patologie e disabilità erano infatti esclusi dalla partecipazione ufficiale alle gare e ai tornei.
Il primo a proporre un’attività che avesse come protagonisti atleti con disabilità fu il medico britannico Ludwig Guttmann, il quale organizzò una competizione sportiva, inizialmente conosciuta come giochi di Stoke Mandeville, per i reduci della seconda guerra mondiale con danni alla colonna vertebrale. Nel 1952 vi parteciparono anche atleti olandesi, dando a questa iniziativa un carattere internazionale. Nel 1958 il medico italiano Antonio Maglio, direttore del centro paraplegici dell’istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), propose a Guttmann di disputare l'edizione del 1960 a Roma, che nello stesso anno avrebbe ospitato la diciassettesima edizione dei giochi olimpici. I Giochi Internazionali per Paraplegici" di Roma 1960 vennero riconosciuti come primi giochi paralimpici.

Accordo tra comitati olimpici

Le paralimpiadi sono abbinate sistematicamente ai Giochi Olimpici dal 19 giugno 2001, data in cui fu siglato un accordo tra il Comitato Olimpico Internazionale ed il Comitato parolimpico internazionale, il quale garantisce che la città candidata ad ospitare le Olimpiadi debba organizzare sia i Giochi Olimpici sia i Giochi Paralimpici.

Torball: sport per non vedenti

I due sport più praticati dai non vedenti nelle paralimpiadi sono il torball ed il goalball.

Il torball o palla rotante è stato ideato negli anni 60 allo scopo di rieducare, sviluppando l'udito e gli altri organi di senso, persone divenute cieche in età adulta o reduci di guerra.

Esso è giocato da due squadre composte da 3 giocatori (con 3 riserve) ed è lo sport più praticato dai non vedenti in Italia.

Regole e struttura del torball

I giocatori utilizzano un pallone sferico di 500 grammi al cui interno sono presenti dei campanelli in modo che il suono - e quindi la traiettoria del pallone - sia percepita dai giocatori. Il campo da gioco, lungo 16 metri e largo 7, è diviso in due metà da tre cordicelle tese dotate di campanellini. La porta ha la stessa larghezza del campo e un'altezza di 1,30 metri.

Tutti i giocatori sono dotati di una benda oculare che impedisce completamente la vista e per l’orientamento essi utilizzano un particolare tappetino in rilievo che permette loro di muoversi con sicurezza all’interno del campo.

Lo scopo del gioco è tirare con le mani la palla verso la porta avversaria facendola passare sotto le cordicelle che dividono il campo, per segnare un goal. Se il pallone tocca le cordicelle si compie un fallo con conseguente uscita momentanea di chi ha effettuato il tiro per la durata dell'azione successiva; ogni tre falli si assegna un rigore agli avversari.

La partita dura 10 minuti effettivi di gioco ed è divisa in due tempi. È vincitrice la squadra che totalizza il maggior numero di reti.

Competizioni di torball in Italia

Il campionato italiano maschile del Torball è formato da tre divisioni: Serie A, Serie B e Serie C; quello femminile è invece composto solo dalla Serie A ed ogni anno si disputa la Coppa Italia, una competizione in più fasi tra tutte le squadre maschili delle 3 divisioni.
Un altro gioco di squadra molto diffuso per non vedenti e ipovedenti e il Goalball, ideato nel 1946 dall’austriaco Hanz Lorenzen e dal tedesco Sepp Reindle, come strumento di riabilitazione per i veterani della seconda guerra mondiale. Durante il successivo trentennio si sviluppò come sport agonistico e si diffuse in decine di paesi.

Il goalball viene praticato in palestra per non distrarre i giocatori con rumori esterni che potrebbero confondere il suono emesso dalla palla. Le squadre sono composte da 3 giocatori e due riserve.

Lo scopo dei giocatori è far entrare la palla nella porta della squadra avversaria. Tutti i partecipanti sono bendati con una maschera oscurata, in modo da garantire parità di condizione fra non vedenti assoluti ed ipovedenti. La partita dura venti minuti, divisi in due tempi da dieci minuti ciascuno.

Alle spalle di ogni squadra è posta una porta, alta 1,30 metri, simile a quella del calcio, che copre l'intera larghezza del campo. All'interno di ciascuna area, sono posti dei segnali tattili che aiutano gli atleti ad orientarsi. La palla pesa 1250 gr., ha otto fori corrispondenti ad altrettanti sonagli e ha una circonferenza di circa 76 cm.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo storico dello sport nell'educazione?
  2. Lo sport ha avuto un'importanza storica significativa, associato inizialmente alla religione, ma nella modernità è stato introdotto nelle scuole per insegnare valori educativi come socializzazione, rispetto delle regole e accettazione della sconfitta, come evidenziato dal teologo Thomas Arnold.

  3. Come è iniziata l'inclusione degli atleti con disabilità nello sport?
  4. L'inclusione degli atleti con disabilità nello sport è iniziata con Ludwig Guttmann, che nel 1948 organizzò i giochi di Stoke Mandeville per reduci di guerra, dando vita ai primi giochi paralimpici nel 1960 a Roma, come riportato nel testo.

  5. Qual è l'accordo tra i comitati olimpici riguardo alle paralimpiadi?
  6. Dal 19 giugno 2001, un accordo tra il Comitato Olimpico Internazionale e il Comitato Paralimpico Internazionale stabilisce che le città candidate ad ospitare le Olimpiadi devono anche organizzare i Giochi Paralimpici, garantendo così un'integrazione sistematica.

  7. Quali sono le caratteristiche del torball, sport per non vedenti?
  8. Il torball, ideato negli anni '60, è giocato da due squadre di tre giocatori ciascuna, utilizzando un pallone sonoro. I giocatori indossano una benda oculare e si muovono su un campo di 16 metri per 7, cercando di segnare nella porta avversaria.

  9. Come si svolgono le competizioni di torball in Italia?
  10. In Italia, il campionato di torball maschile è suddiviso in tre divisioni (Serie A, B e C), mentre quello femminile ha solo la Serie A. Ogni anno si disputa anche la Coppa Italia, coinvolgendo tutte le squadre maschili delle tre divisioni.

Domande e risposte

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