Concetti Chiave
- Lo Stato moderno rappresenta un'evoluzione dall'assolutismo, passando da un potere identificato con il Sovrano a un'entità astratta che promuove il bene pubblico.
- La transizione al potere astratto ha portato a una varietà di forme di governo, inclusi democrazia, oligarchia e dittatura, riflettendo la lotta per il potere all'interno della società.
- Nel XIX secolo, il potere era concentrato nella borghesia, mentre nel XX secolo è emerso il fenomeno dei regimi dittatoriali, specialmente durante i periodi di fascismo.
- Dopo la II guerra mondiale, le Costituzioni hanno promosso la democrazia, stabilendo diritti e libertà fondamentali all'interno della cornice dello Stato moderno.
- Lo Stato è visto come un ente sovrano astratto, con i vari poteri che operano come semplici organi al suo interno, evidenziando la sua natura collettiva e rappresentativa.
Evoluzione dello Stato
Lo Stato, come lo conosciamo, è un perfezionamento dell’idea assolutistica che consiste nella spersonalizzazione del potere. In origine, lo Stato si identificava con la persona del Sovrano. Si ricorderà la celebre esclamazione di Luigi XIV di Francia: “L’Etat c’est moi”. Così i beni e le persone che costituivano il regno erano, per così dire, proprietà del re, che ne poteva disporre a piacimento. Ma, con lo Stato nel significato attuale, il governo spetta a un ente astratto, lo Stato, appunto, che rappresenta il bene pubblico, non quello del re. Significativa l’espressione di Federico II di Prussia, principe “illuminato”, che si definiva “primo servitore dello Stato”.
Transizione al potere astratto
Così, con lo Stato inteso come forma astratta del potere, siamo ai giorni nostri. Questa forma può avere contenuti diversi. Chi eserciterà il potere di governo, entro questa forma? Le antiche distinzioni ritornano. Lo Stato moderno può essere democratico, oligarchico e democratico. Ciò perché, dentro lo Stato si svolge comunque una lotta per il potere, che può produrre risultati diversi. Nell’Ottocento, il potere era nelle mani della borghesia, un piccolo gruppo sociale, se paragonato alla società nel suo complesso; nel XX secolo, con i fascismi, il potere s’è concentrato nelle mani di dittatori; al crollo delle dittature, dopo la II guerra mondiale, la democrazia s’è affermata nelle Costituzioni di quel tempo, tra le quali la nostra. Tutto, entro la cornice dello Stato, come ente sovrano astratto, di cui i diversi poteri si presentano come semplici “organi”. Con ciò, siamo giunti alla soglia della nostra materia.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza principale tra lo Stato assolutistico e lo Stato moderno?
- Come si è evoluto il concetto di potere all'interno dello Stato nel corso della storia?
- Qual è il ruolo dello Stato come ente sovrano astratto nella governance moderna?
Lo Stato moderno si distingue dall'assolutismo per la spersonalizzazione del potere, dove il governo è rappresentato da un ente astratto che agisce per il bene pubblico, a differenza del Sovrano che deteneva il potere in modo personale, come evidenziato dalla celebre frase di Luigi XIV: “L’Etat c’est moi”.
Il potere all'interno dello Stato ha subito diverse trasformazioni: dall'assolutismo della borghesia nell'Ottocento, al potere concentrato nelle mani di dittatori durante il XX secolo, fino all'affermazione della democrazia dopo la II guerra mondiale, come indicato dalle Costituzioni di quel periodo.
Nella governance moderna, lo Stato è visto come un ente sovrano astratto, dove i diversi poteri si manifestano come semplici “organi”, e la lotta per il potere può portare a forme di governo democratiche, oligarchiche o autoritarie, riflettendo la complessità della società contemporanea.