Concetti Chiave

  • La Costituzione italiana afferma il principio della sovranità popolare, indicando che il popolo è la fonte di legittimazione di ogni potere costituito.
  • Il corpo elettorale, composto da coloro cui è riconosciuto il diritto di voto, ha la responsabilità di decidere su questioni politiche fondamentali.
  • La sovranità popolare è una risposta al regime fascista, sottolineando il superamento dell'impostazione statolatra e il ritorno alla volontà popolare.
  • Oltre allo Stato, anche enti locali, organizzazioni politiche e strumenti di democrazia diretta rappresentano forme di partecipazione popolare.
  • Il principio della sovranità popolare si distingue dalla teoria liberale ottocentesca, che parlava di sovranità nazionale e rappresentanza limitata.

Il principio della sovranità popolare

La Costituzione italiana sancisce, sin dal suo primo articolo, il principio della sovranità popolare. Una simile affermazione della sovranità popolare va letta, perciò, innanzitutto nel senso che l’ordinamento italiano si fonda sul principio che il popolo costituisce la fonte di legittimazione di ogni potere costituito. L’organizzazione dello Stato e degli altri enti politici deve basarsi su tale criterio di legittimazione. Inoltre, alcuni dei poteri disciplinati dalla Costituzione restano affidati al popolo o, più esattamente, a quella parte del popolo cui l’ordinamento riconosce il diritto di voto: il corpo elettorale. Ad esso è riservata l’effettiva capacità, votando, di decidere in prima persona o tramite rappresentanti eletti sulle questioni politiche di fondo: secondo la formula (sviluppata dal francese Burdeau) della democrazia governante, è il popolo stesso ad assumersi così la responsabilità del proprio destino.

Contesto storico e sovranità popolare

Nel contesto storico dell’Italia che aveva appena superato il fascismo, porre la sovranità del popolo alla base dell’ordinamento costituzionale significava voler sancire nel modo più solenne il rovesciamento dell’impostazione statolatra che si era affermata nel Ventennio. Ma significava anche prendere le distanze dalla teoria liberale ottocentesca che aveva parlato di sovranità nazionale, fondandosi sull’idea che i membri della camera elettiva, per quanto scelti a suffragio ristretto dalla sola borghesia, rappresentassero legittimamente la volontà della Nazione. Il principio della sovranità popolare non vuol dire che lo Stato come persona giuridica non mantenga la sua posizione di supremazia all’interno dell’ordinamento: lo Stato è uno degli strumenti (ma non il solo) della volontà popolare.

Strumenti di partecipazione popolare

Ci sono altri soggetti attraverso i quali il popolo fa valere la sua volontà: quelli dotati di autonomia riconosciuta dalla Costituzione (regioni ed enti locali); gli enti sovranazionali; il libero associarsi in partiti politici e in altre organizzazioni (ad es. i sindacati); e ci sono gli strumenti di partecipazione popolare, cioè gli istituti di democrazia diretta e altri istituti di partecipazione politica (da non confondersi con quella amministrativa.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del principio della sovranità popolare nella Costituzione italiana?
  2. Il principio della sovranità popolare, sancito dal primo articolo della Costituzione italiana, afferma che il popolo è la fonte di legittimazione di ogni potere costituito, e l'organizzazione dello Stato deve basarsi su questo criterio, con il corpo elettorale che ha la capacità di decidere sulle questioni politiche fondamentali.

  3. Come si colloca storicamente il principio della sovranità popolare in Italia?
  4. Dopo il fascismo, la sovranità popolare è stata posta alla base dell'ordinamento costituzionale per segnare un netto distacco dall'impostazione statolatra del Ventennio e dalla teoria liberale ottocentesca, affermando che il popolo, e non solo una ristretta élite, detiene il potere.

  5. Quali strumenti di partecipazione popolare sono previsti dalla Costituzione?
  6. La Costituzione riconosce diversi strumenti di partecipazione popolare, tra cui le autonomie regionali e locali, gli enti sovranazionali, la libertà di associarsi in partiti e sindacati, e gli istituti di democrazia diretta, che permettono al popolo di esprimere la propria volontà.

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