Concetti Chiave

  • La Corte internazionale di giustizia ha utilizzato fonti vincolanti e non vincolanti per risolvere la controversia tra Slovacchia e Ungheria riguardante un progetto sul Danubio.
  • È stata sostenuta la validità del trattato tra Slovacchia e Ungheria, con un invito a riconsiderare l'impatto ambientale del progetto congiunto.
  • Le norme giuridiche sul diritto ambientale, sviluppate dagli anni '70, devono essere rispettate anche se non vincolanti e includono obblighi come informazione e consultazione pubblica.
  • La Corte ha enfatizzato l'importanza di regole accessorie per garantire uno sviluppo sostenibile, come il principio "chi inquina paga".
  • La Dichiarazione universale dei diritti fondamentali del 1948 è oggi una delle principali fonti del diritto internazionale, nonostante la sua origine come risoluzione non vincolante.

La Corte internazionale di giustizia

Per risolvere la controversia, la Corte internazionale di giustizia si è servita di fonti vincolanti (consuetudini e accordi) e non vincolanti (fonti standard o volontarie).

Dopo aver sostenuto la validità del trattato stipulato da Slovacchia e Ungheria relativo alla realizzazione di un progetto congiunto sul Danubio, la Corte ha esortato le parti a riconsiderare l’impatto che l’attuazione del suddetto progetto avrebbe avuto sull’ambiente.

Norme ambientali e sviluppo sostenibile

Le norme giuridicamente vincolanti e le norme volontarie relative al diritto dell’ambiente sono state sviluppate a partire dagli anni 70 del XX secolo. Le norme standard devono essere sempre rispettate a dispetto della loro natura non vincolante. Nell’ambito della sentenza relativa al progetto sul Danubio, in particolare, la Corte ha fatto riferimento a una serie di regole accessorie che gli stati devono adottare al fine di garantire uno sviluppo sostenibile, come, ad esempio, gli obblighi di informazione e consultazione, il principio di partecipazione del pubblico alle decisioni nazionali in materia di diritto ambientale (principi 7 e 8 della Dichiarazione di Rio), il criterio secondo cui chi inquina paga (principio 16). Queste regole generali, adottate persino da alcuni stati non membri dell’Ue, hanno trovato riconoscimento in diversi accordi multilaterali

Dichiarazione universale dei diritti

Persino la Dichiarazione universale dei diritti fondamentali, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni unite il 10 dicembre del 1948, nacque sotto forma di fonte comoda (si trattava di una risoluzione): il documento, che consta di due parti (la prima inerente ai diritti civili e politici inalienabili; la seconda inerente ai diritti sociali, economici e culturali) è oggi considerato una delle principali fonti del diritto internazionale e, certamente, quello dotato della maggiore forza giuridica.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo della Corte internazionale di giustizia nella risoluzione delle controversie ambientali?
  2. La Corte internazionale di giustizia utilizza sia fonti vincolanti che non vincolanti per risolvere le controversie, come dimostrato nel caso del progetto congiunto sul Danubio tra Slovacchia e Ungheria, dove ha sottolineato l'importanza di considerare l'impatto ambientale del progetto.

  3. Quali norme ambientali sono state sviluppate per garantire uno sviluppo sostenibile?
  4. A partire dagli anni '70, sono state sviluppate norme giuridicamente vincolanti e volontarie, come gli obblighi di informazione e consultazione e il principio di partecipazione del pubblico, che sono essenziali per garantire uno sviluppo sostenibile, come evidenziato dalla Corte nel suo giudizio.

  5. Qual è l'importanza della Dichiarazione universale dei diritti fondamentali nel diritto internazionale?
  6. La Dichiarazione universale dei diritti fondamentali, approvata nel 1948, è oggi considerata una delle principali fonti del diritto internazionale, con una forte valenza giuridica, nonostante sia nata come una risoluzione non vincolante.

Domande e risposte

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