Concetti Chiave
- I regolamenti sono fonti secondarie e vengono emanati dal Governo per attuare le leggi, necessitando di decreti attuativi per la loro applicazione.
- Esistono diverse tipologie di regolamenti, tra cui statali, regionali e comunali, con forza normativa inferiore rispetto alle leggi.
- La creazione di un regolamento del Governo richiede una serie di passaggi, tra cui la delibera del Consiglio dei Ministri e il controllo della Corte dei Conti.
- I regolamenti ministeriali, approvati da singoli ministri, si differenziano dai d.p.r. e sono utilizzati per stabilire standard tecnici specifici.
- Le circolari ministeriali offrono istruzioni agli uffici amministrativi su come interpretare leggi o regolamenti, avendo efficacia solo interna.
Quali sono le differenze tra fonti primarie e secondarie?
I regolamenti sono fonti secondarie. Si differenziano dalle fonti primarie per il fatto che vengono prodotte dal Governo, non da Parlamento o Consiglio Regionale. Infatti il Governo ha funzione esecutiva/amministrativa che serve ad attuare oppure a dare esecuzione alle fonti primarie. Se viene emanata una legge, ma non c'è un decreto attuativo da parte del Governo, la legge non si applica. I decreti attuativi (definizione atecnica) sono atti come decreti legislativi o decreti di attuazione. Infatti le leggi sono generali, quindi per essere applicate necessitano di disposizioni più specifiche.
Tipologie di regolamenti
Esistono vari tipi di regolamenti. I regolamenti sono Statali, come quelli di cui sopra: adottati dal Governo e dai Ministri. Esistono anche regolamenti adottati a livello regionale o comunale (soprattutto questi ultimi). Hanno una forza normativa inferiore a quelle della legge, quindi devono essere conformi ad essa. Nella forma il regolamento si chiama d.p.r (decreto del Presidente della Repubblica, dato che esso gli emana), anche se è solo una dizione formale. Nella sostanza è però un regolamento approvato dal Governo, il Consiglio dei Ministri. Sempre nella sostanza, guardandone il testo, sono più specifici delle leggi, ma ne condividono generalità ed astrattezza. Una categoria speciale di regolamenti sono i regolamenti parlamentari, perchè si applicano solo all'interno di esso e sono subordinati soltanto alla Costituzione. Nei confronti dei regolamenti vale il principio di irretroattività (come stabilito dalla Preleggi del codice civile, che è fonte primaria). Il regolamento può essere emanato dal Governo se lo prevede la legge (principio di legalità), con alcune materie in cui non è possibile emanarli, c'è riserva di legge assoluta:solo la legge può regolare tale materia (esempio materia penale). In alcuni casi il regolamento può integrare i principi generali forniti dalla legge (riserva di legge relativa). Lo Stato può sempre emanare dei regolamenti quando ha competenza esclusiva sulle materie (immigrazione, cittadinanza, difesa, affari esteri, concorrenza...), quindi in caso di materie di legislazione esclusiva. Invece in caso di materie di legislazione concorrente e residuale, la potestà regolamentare spetta alle Regioni.
Procedura di creazione dei regolamenti
Il procedimento di creazione di un regolamento del Governo prevede: delibera del Consiglio dei Ministri; parere (giuridico) del Consiglio di Stato; emanazione del Presidente della Repubblica (questione formale); controllo (contabile: le spese del regolamento sono coperte) di legittimità da parte della Corte dei Conti. Se il regolamento sfora il bilancio, la Corte dei Conti non lo registra. Il Governo però può riapprovarlo, esplicando i suoi effetti. Ma la Corte va in Parlamento facendo presente che sono stati approvati regolamenti senza copertura. Può capitare che un regolamento risponda a necessità di carattere superiore, quindi, anche se non rientra in bilancio, la Corte lo approva con riserva. Ci sono regolamenti di
a) esecuzione,
b) attuativi di norme di principio,
c) indipendenti,
d) di organizzazione,
e) di delegificazione (disposizioni trasferite da leggi in regolamenti, la disciplina delle materie trasferita per semplificare).
Regolamenti ministeriali e circolari
Esistono anche regolamenti ministeriali, approvati da un singolo ministro, che dispone di poteri regolamentari. Non si parla di d.p.r. ma di d.m. (decreto ministeriale). La procedura è simile: parere del Consiglio di Stato, comunicazione al Presidente del Consiglio, controllo della Corte dei Conti. Vengono adottati per stabilire degli standard tecnici. Diverse sono le circolari ministeriali, emanate dai ministeri che hanno molta attività sul territorio. Sono istruzioni per gli uffici amministrativi periferici o centrali, indicazioni su come una legge o un regolamento devono essere interpretati e su come devono essere esercitati i poteri discrezionali. Hanno efficacia solamente interna.
Domande da interrogazione
- Qual è la principale differenza tra fonti primarie e secondarie?
- Quali sono le tipologie di regolamenti esistenti?
- Qual è la procedura di creazione di un regolamento del Governo?
- Cosa sono i regolamenti ministeriali e come si differenziano dai regolamenti del Governo?
- Qual è la funzione delle circolari ministeriali?
I regolamenti sono fonti secondarie, prodotte dal Governo per attuare le leggi, che sono fonti primarie. Senza un decreto attuativo, una legge non può essere applicata.
I regolamenti possono essere statali, regionali o comunali, e devono sempre essere conformi alle leggi. Esistono anche regolamenti parlamentari, che si applicano solo all'interno del Parlamento.
La creazione di un regolamento prevede la delibera del Consiglio dei Ministri, il parere del Consiglio di Stato, l'emanazione del Presidente della Repubblica e il controllo della Corte dei Conti.
I regolamenti ministeriali, o d.m., sono approvati da singoli ministri e seguono una procedura simile a quella dei regolamenti del Governo, ma sono specifici per stabilire standard tecnici.
Le circolari ministeriali forniscono istruzioni agli uffici amministrativi su come interpretare leggi o regolamenti e su come esercitare poteri discrezionali, ma hanno efficacia solo interna.