Concetti Chiave
- Il regime sanzionatorio per l'illegittimità del contratto a termine è cambiato nel tempo, passando dalla nullità alla trasformazione del rapporto di lavoro.
- Attualmente, con la reintroduzione delle causali, il lavoratore può richiedere nullità e conversione entro 180 giorni dalla scadenza del contratto, con un ulteriore termine di 180 giorni per azioni legali.
- La declaratoria di nullità del termine con conversione prevede un'indennità risarcitoria che varia tra 2,5 e 12 mensilità dell'ultima retribuzione del lavoratore.
- Il risarcimento è una determinazione forfettaria del danno, che cerca di compensare completamente il pregiudizio subito dal lavoratore.
- La legittimità della norma sul risarcimento è stata confermata dalla Corte costituzionale, che ha riconosciuto la discrezionalità del legislatore in materia.
Evoluzione del regime sanzionatorio
Dall’illegittimità del contratto a termine scaturisce un regime sanzionatorio, da sempre oggetto di innumerevoli modifiche:
- In passato, quando il contratto a termine richiedeva una causale giustificatrice, la sua assenza o non veridicità determinava la nullità della clausola del termine e la conversione del contratto;
- in seguito, con la decadenza delle causali giustificatrici, il regime sanzionatorio eliminò la conseguenza della nullità. Continuava tuttavia ad essere invocabile la trasformazione del rapporto, soprattutto per difetto di forma scritta e superamento del limite massimo di durata o di proroga;
- oggi, per via della reintroduzione delle causali, il regime sanzionatorio si è nuovamente accostato al modello iniziale. L’azione di nullità e conversione deve essere proposta dal lavoratore entro il termine stragiudiziale di decadenza di 180 giorni, che decorre dalla scadenza del contratto. A questo si affianca un secondo termine, anch’esso di 180 giorni, per la proposizione dell’azione in giudizio.
Conseguenze della nullità del termine
La declaratoria di nullità del termine con conversione riconosce al lavoratore anche un’indennità risarcitoria onnicomprensiva, oscillante fra un minimo di 2,5 e un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto percepita dal lavoratore.
Circa le conseguenze patrimoniali della declaratoria di nullità del termine con conversione, il giudice accorda al lavoratore un’indennità risarcitoria onnicomprensiva compresa tra un minimo di 2,5 e un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto percepita dal lavoratore. È prevista, in sostanza, una determinazione forfettaria del danno (o penale), che ristora per intero il pregiudizio subito dal lavoratore, anche se concedendogli meno di quanto (l’integrale risarcimento delle retribuzioni non percepite nei periodi di non lavoro, incluso quello del processo) egli potrebbe ottenere in applicazione dei principi comuni. In considerazione di ciò, la norma è stata sottoposta al vaglio della Corte costituzionale, che l’ha ritenuta legittima, in quanto espressione di una scelta discrezionale del legislatore.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali modifiche nel regime sanzionatorio del contratto a termine?
- Quali sono le conseguenze patrimoniali della nullità del termine con conversione?
- Come è stata valutata la norma riguardante l'indennità risarcitoria dalla Corte costituzionale?
Il regime sanzionatorio ha subito diverse modifiche nel tempo, passando dalla nullità della clausola del termine in assenza di causale, alla trasformazione del rapporto senza nullità, fino alla reintroduzione delle causali che richiede l'azione di nullità entro 180 giorni dalla scadenza del contratto.
La nullità del termine con conversione comporta per il lavoratore un'indennità risarcitoria onnicomprensiva, che varia tra un minimo di 2,5 e un massimo di 12 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto percepita, come stabilito dalla normativa vigente.
La Corte costituzionale ha ritenuto legittima la norma che prevede un'indennità risarcitoria forfettaria, considerandola una scelta discrezionale del legislatore, nonostante conceda meno di quanto il lavoratore potrebbe ottenere in base ai principi comuni.