Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • La proroga del contratto a termine deve avvenire con consenso del lavoratore e in forma scritta, ed è acausale solo nei primi 12 mesi.
  • È possibile prorogare un contratto a termine fino a un massimo di quattro volte, a condizione che la durata iniziale sia inferiore a 24 mesi.
  • Il rinnovo del contratto a termine richiede giustificazioni specifiche e deve rispettare intervalli di 10 o 20 giorni tra contratti, a seconda della loro durata.
  • Alla scadenza del contratto, il lavoratore ha diritto a una maggiorazione contributiva, con trasformazione automatica del contratto a tempo indeterminato se si superano determinati limiti di tempo.
  • Il contratto a termine non si trasforma automaticamente in indeterminato, ma prevede tolleranze temporali per la continuazione del lavoro.

Indice

  1. Proroga del contratto
  2. Limiti e condizioni della proroga
  3. Rinnovo del contratto a termine
  4. Intervalli tra contratti e flessibilità
  5. Trasformazione e tolleranza del contratto

Proroga del contratto

Previo consenso del lavoratore, inoltre, il termine del contratto può essere prorogato prima della scadenza (mediante forma scritta). Anche in questo caso, entro i primi 12 mesi la proroga è acausale, cioè rimessa alla discrezionalità delle parti. Successivamente essa è ritenuta lecita soltanto in presenza delle esigenze oggettive sopraindicate.

Limiti e condizioni della proroga

La prorogabilità del contratto è possibile a condizione che la durata iniziale dello stesso fosse inferiore a 24 mesi. Sono ammesse non più di quattro proroghe: il superamento di tale termine implica la trasformazione del contratto a tempo indeterminato a partire dalla decorrenza della quinta proroga.

Rinnovo del contratto a termine

Mentre la proroga estende la validità del contratto originariamente stipulato, il rinnovo rappresenta un nuovo e distinto contratto.

Il rinnovo del contratto a termine deve essere giustificato da una delle esigenze indicate dall’art. 19 del d.lgs. 81/2015,. Diversamente dalla proroga, l'atto deve farne riferimento anche qualora la durata iniziale del contratto fosse inferiore a dodici mesi, a pena di trasformazione.

Intervalli tra contratti e flessibilità

Il datore di lavoro è inoltre tenuto a rispettare un determinato intervallo temporale tra un contratto e l'altro: il rinnovo è valido solo se dalla cessazione del precedente contratto a termine sono trascorsi 10 o 20 giorni, a seconda che la durata del contratto fosse inferiore o superiore a sei mesi.

Trasformazione e tolleranza del contratto

In generale, alla scadenza del termine contrattualmente previsto, il rapporto di lavoro a tempo determinato non si trasforma immediatamente in indeterminato: la legge ammette una certa flessibilità. Scaduto il termine inizialmente fissato o successivamente prorogato, il lavoratore ha diritto a una maggiorazione contributiva per ogni giorno di continuazione del lavoro, il cui importo è del 20% fino al decimo, e del 40% per ciascun giorno ulteriore.

Tuttavia, la tolleranza prevede un limite perentorio e invalicabile:

- nel caso di contratto inferiore a sei mesi, se il rapporto di lavoro si protrae oltre il trentesimo giorno, lo stesso si considera a tempo indeterminato alla scadenza del predetto termine;

- se il contratto è di durata superiore a sei mesi, la trasformazione scatta al cinquantesimo giorno.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le condizioni per la proroga di un contratto a termine?
  2. La proroga del contratto a termine è possibile previo consenso del lavoratore e deve essere effettuata per iscritto. Nei primi 12 mesi, è acausale, mentre dopo è lecita solo in presenza di esigenze oggettive. Inoltre, la durata iniziale deve essere inferiore a 24 mesi e sono ammesse al massimo quattro proroghe (testo).

  3. Qual è la differenza tra proroga e rinnovo di un contratto a termine?
  4. La proroga estende la validità del contratto originariamente stipulato, mentre il rinnovo rappresenta un nuovo e distinto contratto. Il rinnovo deve essere giustificato da esigenze specifiche e, se non rispettato, può portare alla trasformazione del contratto (testo).

  5. Quali sono i limiti temporali per il rinnovo di contratti a termine?
  6. Il datore di lavoro deve rispettare un intervallo di 10 o 20 giorni tra un contratto e l'altro, a seconda che la durata del contratto precedente fosse inferiore o superiore a sei mesi. Senza il rispetto di questi intervalli, il rinnovo non è valido (testo).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community