Concetti Chiave
- Il bicameralismo italiano si basa sul principio di continuità, permettendo alle camere di riunirsi in qualsiasi momento senza interruzioni tra la vecchia e la nuova camera.
- Le camere godono di autonomia normativa, regolando i propri lavori attraverso regolamenti interni e non subendo condizionamenti esterni nel loro funzionamento.
- Ciascuna camera è responsabile della verifica dei poteri, accertando la regolarità delle elezioni e gestendo questioni di ineleggibilità e incompatibilità senza rimedi giurisdizionali.
- I parlamentari hanno diritto all'insindacabilità delle opinioni espresse e dei voti dati, proteggendo la loro libertà di espressione nell'esercizio delle funzioni.
- L'immunità parlamentare richiede l'autorizzazione della camera per qualsiasi intervento sulla libertà di un parlamentare, garantendo così una protezione contro eventuali abusi.
Che cos'è il bicameralismo e la continuità?
Il primo principio che caratterizza il parlamento è il bicameralismo. Ne esistono molti altri:
1. Principio di continuità: entrambe le camere possono riunirsi in qualunque momento, senza limitazioni. La Costituzione prevede due riunioni di diritto, cioè senza necessità di preventiva convocazione. La camera può essere convocata in via straordinaria dal suo presidente, dal Presidente della Repubblica o da un certo numero di componenti in qualsiasi momento. Generalmente però si lavora con il metodo della programmazione: quando si aggiorna la seduta si decide la convocazione della successiva. NON esiste interruzione tra nuova e vecchia camera: finchè le nuove camere non si sono riunite, continuano a funzionare le vecchie (principio della prorogatio). Esercitano un potere attenuato ad atti
di ordinaria amministrazione o atti d'emergenza non deferibili ad altri momenti. Questo per evitare un vuoto parlamentare. Gli atti legislativi eventualmente approvati in una legislatura da un solo ramo del parlamento, decadono nella successiva. Sono previsti però in questo caso delle procedure più veloci.
2.
Autonomia delle camere
Principio di autonomia: alle camere sono riconosciute forme di autonomia dal potere esecutivo e giudiziario, per evitare che il parlamento sia condizionato in qualche modo nell'esercizio delle sue funzioni.
a) autonomia normativa: la Costituzione disciplina i lavori delle camere in modo limitato, a grandi linee. L'integrazione della disciplina Costituzionale è lasciata ai regolamenti parlamentari, votati a maggioranza assoluta dalla camera in questione. In materia di organizzazione e funzionamento esiste quindi una riserva di regolamento (legge e regolamento monocamerale hanno in questo caso rapporto di competenza).
b) verifica dei poteri:spetta a ciascuna camera accertare la regolarità delle operazioni elettorali e l'inesistenza di cause di ineleggibilità e di incompatibilità. Non è quindi un giudizio giuridico ma politico. Contro queste decisioni non è previsto rimedio giurisdizionale.
c) autodichia: giustizia domestica. Rispetto alle controversie insorte con i propri dipendenti sono le stesse camere a decidere (questione retributiva, di ferie, pensionistica...)
d) autonomia contabile: ogni camera decide il proprio fabbisogno finanziario, soprattutto per quanto riguarda la gestione del proprio bilancio.
Prerogative dei parlamentari
Esistono delle prerogative (privilegi) che riguardano i singoli parlamentari e rispondono alla necessità che i parlamentari possano liberamente svolgere il proprio mandato, senza interferenze (Articolo 68):
1. Insindacabilità delle opinioni espresse e dei voti dati. Un parlamentare non può essere chiamato a risponderne in sede penale, civile, amministrativa, per ciò che ha dichiarato nell'esercizio delle sue funzioni. Non tutte le opinioni però sono coperte da questa insindacabilità, per esempio quelle espresse in diversa sede. Vale se esiste un nesso funzionale con l'esercizio delle funzioni, cioè opinioni che riproducono quanto già affermato in sede di lavori parlamentari.
2. Immunità: per qualsiasi intervento limitativo della libertà parlamentare è necessaria la preventiva decisione e autorizzazione della camera di appartenenza (arresto, perquisizione, divieto di espatrio...). Salvo il caso in cui ci sia sentenza penale irrevocabile di condanna oppure flagranza di reato per cui è previsto l'arresto obbligatorio. Per sottoporre membri del parlamento a qualsiasi forma di intercettazione ed utilizzare le prove in sede penale è necessaria la previa autorizzazione della camera di appartenenza.
Domande da interrogazione
- Qual è il principio di continuità nel bicameralismo italiano?
- In che modo le camere del parlamento italiano godono di autonomia?
- Quali sono le prerogative dei parlamentari italiani?
- Come viene gestita l'autonomia contabile delle camere?
- Qual è il ruolo delle camere nella verifica dei poteri?
Il principio di continuità stabilisce che entrambe le camere possono riunirsi in qualsiasi momento, senza limitazioni, e continuano a funzionare fino a quando le nuove camere non si sono riunite, evitando così un vuoto parlamentare.
Le camere hanno autonomia normativa, verifica dei poteri, autodichia e autonomia contabile, permettendo loro di esercitare le proprie funzioni senza condizionamenti esterni, come stabilito dalla Costituzione.
I parlamentari godono di insindacabilità delle opinioni espresse e dei voti dati, oltre a immunità che richiede l'autorizzazione della camera per qualsiasi intervento limitativo della loro libertà, garantendo così la libertà di svolgere il proprio mandato.
Ogni camera decide autonomamente il proprio fabbisogno finanziario e gestisce il proprio bilancio, garantendo così un controllo diretto sulle proprie risorse economiche.
Spetta a ciascuna camera accertare la regolarità delle operazioni elettorali e l'inesistenza di cause di ineleggibilità e incompatibilità, esercitando un giudizio politico senza possibilità di rimedio giurisdizionale.