Concetti Chiave
- Il primo processo della Corte Penale Internazionale si è concluso nel 2012 con la condanna di un signore della guerra congolese per il reclutamento di bambini soldato.
- La Corte può essere attivata su richiesta di uno stato contraente, dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite o su iniziativa del procuratore con informazioni da fonti affidabili.
- Nei procedimenti in corso, ci sono stati casi in cui gli stati hanno richiesto l'intervento della Corte e altri in cui il procuratore ha agito autonomamente.
- I casi di alto profilo includono i mandati di arresto per Omar al-Bashir e Muammar Gheddafi, evidenziando la mancanza di immunità per i funzionari di governo.
- Lo Statuto di Roma non prevede immunità per capi di stato o funzionari, garantendo che tutti possano essere perseguiti indipendentemente dalla loro carica.
Il primo processo della Corte
Nel 2012, dieci anni dopo l’entrata in vigore dello Statuto di Roma, è giunto a conclusione il primo processo instaurato davanti alla Corte (caso Lubanga, che ha portato alla condanna, confermata poi anche in appello, di un signore della guerra congolese per aver reclutato e impiegato bambini soldato). Questo era uno dei ventisei procedimenti fino ad oggi avviati, alcuni dei quali in fase processuale, coinvolgenti dieci diversi paesi, con accuse rivolte nei confronti di quarantadue individui. Si tratta di procedimenti attivati secondo modalità diverse.
Modalità di attivazione della Corte
Limitatamente comunque a crimini commessi successivamente all’entrata in vigore dello Statuto, e fermo restando il principio di complementarità, la Corte può essere attivata nei tre modi previsti dall’art. 13:
a) su richiesta di uno stato contraente il quale segnala al procuratore i fatti su cui indagare;
b) su richiesta del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nel quadro delle azioni previste dal capitolo VII della Carta Onu;
c) su iniziativa del procuratore sulla base di informazioni pervenute da «fonti affidabili», anche di organizzazioni non governative (ma il procuratore deve chiedere l’autorizzazione a procedere della Camera preliminare della Corte).
Richieste e iniziative della Corte
Nei procedimenti in corso, in quattro casi la richiesta era venuta dagli stessi stati (Uganda e Repubblica democratica del Congo nel 2004, Repubblica centrafricana nel 2005 e nel 2014, Mali nel 2012); in tre casi il procuratore aveva iniziato le indagini di propria iniziativa (Kenya nel 2010, Costa d’Avorio nel 2011, Georgia nel 2016, Burundi nel 2017); in due casi l’intervento della Corte era stato chiesto dal Consiglio di sicurezza (regione del Darfur in Sudan con la risoluzione 1593/2005 e Libia con la risoluzione 1970/2011).
Casi di alto profilo e immunità
Questi ultimi sono i casi che hanno fatto più notizia per i mandati di arresto nei confronti dei rispettivi capi di stato, il presidente del Sudan Omar alBashir, accusato di crimini contro l’umanità, crimini di guerra e genocidio, e il leader libico Muammar Gheddafi, prima di essere ucciso dai rivoluzionari. Ampio risalto ha anche avuto, nell’inchiesta su presunti crimini avvenuti in Kenya (paese che è parte contraente dello Statuto), il mandato di comparizione nei confronti del presidente Uhuru Kenyatta, il primo capo di stato a presentarsi davanti alla Corte nell’ottobre 2014 (ma le accuse contro di lui sono state poi ritirate). Va ricordato che lo Statuto non prevede alcuna immunità per nessuno, qualunque sia la carica ricoperta (capi di stato o di governo, membri del governo o del parlamento, agenti diplo matici) e indipendentemente dalle immunità riconosciute dagli ordinamenti interni o dal diritto internazionale (art. 27).
Domande da interrogazione
- Qual è stato il primo processo concluso dalla Corte e quali sono state le sue implicazioni?
- Come può essere attivata la Corte secondo lo Statuto di Roma?
- Quali stati hanno richiesto l'intervento della Corte nei procedimenti in corso?
- Qual è la posizione della Corte riguardo all'immunità dei capi di stato?
Il primo processo della Corte, concluso nel 2012, ha riguardato il caso Lubanga, un signore della guerra congolese condannato per aver reclutato e impiegato bambini soldato. Questo caso ha segnato un'importante pietra miliare per la Corte, che ha avviato fino ad oggi ventisei procedimenti.
La Corte può essere attivata in tre modi: su richiesta di uno stato contraente, su richiesta del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, o su iniziativa del procuratore basata su informazioni da fonti affidabili, previa autorizzazione della Camera preliminare.
Gli stati che hanno richiesto l'intervento della Corte includono Uganda, Repubblica democratica del Congo, Repubblica centrafricana e Mali. Inoltre, il procuratore ha avviato indagini in Kenya, Costa d’Avorio, Georgia e Burundi.
Lo Statuto della Corte non prevede alcuna immunità per nessuno, inclusi i capi di stato e membri del governo, indipendentemente dalle immunità riconosciute dai diritti interni o internazionali, come stabilito nell'articolo 27.