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Concetti Chiave

  • Il contratto a termine ha una durata massima di 24 mesi, sia per singoli contratti che per una successione di essi tra lo stesso datore di lavoro e lavoratore.
  • Se il limite di 24 mesi viene superato, il contratto si trasforma automaticamente in contratto a tempo indeterminato.
  • I CCNL possono derogare alla regola dei 24 mesi, anche in peius, in determinate circostanze.
  • Esistono divieti assoluti di utilizzo del contratto a termine per specifiche situazioni, come la sostituzione di lavoratori in sciopero o in caso di licenziamenti collettivi.
  • La violazione dei divieti stabiliti dalla legge comporta la trasformazione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato.

Durata massima del contratto a termine

Il contratto a termine deve rispettare il limite massimo di durata, fissato a 24 mesi. Tale limite vale sia in relazione a un singolo contratto, sia per una successione di contratti a termine intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto e l'altro. Il computo tiene conto a fini cumulativi solo i contratti conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello di inquadramento e di pari categoria legale.

Deroghe e trasformazioni contrattuali

Se il limite dei 24 mesi viene superato, il contratto a termine si trasforma in contratto a tempo indeterminato a partire dalla data del superamento. La regola dei 24 mesi è derogabile, anche in peius, dai CCNL.
La legge prescrive inoltre il divieto assoluto e inderogabile di ricorrere al contratto di lavoro a termine in specifiche situazioni:

- per la sostituzione di lavoratori in sciopero;

- presso unità produttive interessate, nei sei mesi precedenti, da licenziamenti collettivi riguardanti lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto a termine (tranne nel caso in cui la stipulazione abbia provveduto alla sostituzione di lavoratori assenti);

- presso unità produttive in cui sussistono sospensioni o riduzioni dell’orario in regime di CIG, le quali interessano lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce il contratto a termine;

- da parte di datori di lavoro che non hanno effettuato la periodica valutazione dei rischi prevista dal TU sicurezza (d.lgs. 81/2008).

La violazione di tali divieti determina la trasformazione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la durata massima consentita per un contratto a termine?
  2. La durata massima del contratto a termine è fissata a 24 mesi, sia per un singolo contratto che per una successione di contratti tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore.

  3. Cosa succede se il limite di 24 mesi viene superato?
  4. Se il limite di 24 mesi viene superato, il contratto a termine si trasforma automaticamente in contratto a tempo indeterminato a partire dalla data del superamento.

  5. In quali situazioni è vietato ricorrere al contratto di lavoro a termine?
  6. È vietato utilizzare il contratto a termine per sostituire lavoratori in sciopero, in unità con licenziamenti collettivi recenti, in caso di sospensioni o riduzioni dell’orario in regime di CIG, e da datori di lavoro che non hanno effettuato la valutazione dei rischi prevista dalla legge.

Domande e risposte

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