Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Il conflitto tra diritti è risolvibile attraverso l'imposizione di limiti, sia espliciti che impliciti, come stabilito dalla Costituzione.
  • La Corte costituzionale ha evidenziato che i diritti devono limitarsi reciprocamente per garantire una convivenza civile ordinata.
  • Il bilanciamento dei diritti deve riguardare beni di pari rango costituzionale, come illustrato da sentenze significative.
  • È essenziale che il sacrificio di un diritto sia ragionevole e proporzionato, evitando eccessi nel bilanciamento.
  • Il legislatore e il giudice costituzionale sono responsabili del bilanciamento dei diritti e della disciplina giuridica relativa ai conflitti.

Conflitto tra diritti

Talvolta, fra due o più diritti può sorgere un conflitto, risolvibile tramite l’imposizione dei cosiddetti «limiti ai diritti». Questi non sussistono nei soli casi in cui la Costituzione provvede in maniera esplicita. Ciò perché l’esistenza stessa di una pluralità di diritti, richiamando una celebre affermazione di Kant, ha come conseguenza che il diritto di uno trova il proprio limite nel diritto dell’altro (limiti impliciti). Fu proprio la prima sentenza della Corte costituzionale (la 1/1956) ad affermare che «il concetto di limite è insito nel concetto di diritto... nell’ambito dell’ordinamento le varie sfere giuridiche devono di necessità limitarsi reciprocamente, perché possano coesistere nell’ordinata convivenza civile». Perciò, i diritti e i beni collettivi in conflitto devono essere bilanciati innanzitutto dal legislatore, nel dettare una determinata disciplina giuridica, nonché, nell’esercizio del controllo di costituzionalità sulle leggi, dal giudice costituzionale.

Bilanciamento dei diritti

Il bilanciamento dei diritti avviene nel rispetto di alcune regole miliari:

- esso deve riguardare conflitti fra diritti e beni aventi il medesimo rango costituzionale, vale a dire i beni tutelati devono possedere una rilevanza costituzionale (ad es. sent. 91/1964 che ritenne di pari rango l’interesse alla riscossione dei tributi e la libertà di domicilio);

- deve essere svolto in modo tale che il sacrificio subito da un diritto sia ragionevole e proporzionato, ossia non eccessivo (ad es. sent. 27/1975 che, nel bilanciamento fra tutela del concepito e salute della madre dichiarò illegittima la norma incriminatrice dell’aborto di donna consenziente anche nel caso di gravidanza nociva per l’integrità psico-fisica della madre);

- deve essere tale da preservare comunque il contenuto essenziale del diritto sacrificato come misura minima al di sotto della quale il diritto stesso risulterebbe violato (ad es. sent. 27/1998 che valutò la misura della protezione accordata dal legislatore al diritto all’indennizzo in caso di danno alla salute derivante da vaccinazioni obbligatorie o anche solo incentivate).

Domande da interrogazione

  1. Qual è il principio fondamentale che regola il conflitto tra diritti?
  2. Il principio fondamentale è che il diritto di uno trova il proprio limite nel diritto dell'altro, come affermato dalla Corte costituzionale nella sentenza 1/1956, evidenziando che i diritti devono limitarsi reciprocamente per garantire una convivenza civile ordinata.

  3. Quali sono le condizioni per un corretto bilanciamento dei diritti?
  4. Il bilanciamento deve riguardare diritti di pari rango costituzionale, deve essere ragionevole e proporzionato, e deve preservare il contenuto essenziale del diritto sacrificato, come indicato nelle sentenze 91/1964, 27/1975 e 27/1998.

  5. Chi ha il compito di bilanciare i diritti in conflitto?
  6. Il bilanciamento dei diritti in conflitto è compito del legislatore, che deve dettare una disciplina giuridica, e del giudice costituzionale, che esercita il controllo di costituzionalità sulle leggi.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community