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Concetti Chiave

  • L'Italia afferma con forza i principi democratici, rifiutando ogni forma di dittatura e monarchia dopo il ventennio fascista.
  • Il referendum popolare del 1946 ha portato alla proclamazione della Repubblica italiana e all'implementazione dell'assemblea costituente.
  • La Costituzione italiana, proclamata il 1 gennaio 1948, fonda la Repubblica sul valore centrale del lavoro individuale e collettivo.
  • Il lavoro è riconosciuto non solo come un diritto, ma anche come un dovere inderogabile di solidarietà tra i cittadini.
  • La Costituzione garantisce parità di trattamento tra lavoratori e lavoratrici e prevede sostegno per inabili e diversamente abili.

Fondamenti della repubblica italiana

Tutte le forme di governo parlamentari poggiano le proprie basi su una spiccata organizzazione democratica. Fra queste, l’Italia è lo Stato che afferma tale principio con più forza. La tragica esperienza sociale e politica vissuta durante il ventennio fascista ha indotto i giuristi, subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale, a rinnegare ogni forma di dittatura e monarchia: questo intento è stato concretamente raggiunto tramite il referendum popolare del 1946, per mezzo del quale i cittadini hanno scelto di proclamare l’Italia una Repubblica.

Subito dopo il referendum è stata implementata l’assemblea costituente, la quale è riuscita, tramite accesi e variegati dibattiti fra i suoi componenti, a incarnare compiutamente il volere del popolo: l’1 gennaio del 1948 è stata proclamata la Costituzione della Repubblica italiana.

Costituzione e lavoro

Già l’art. 1 sancisce che essa si fonda sul lavoro. Si tratta di un principio innovatore e fortemente criticato all’inizio degli anni ’50 del XX secolo. Tramite questa norma percettiva, i costituenti hanno voluto decretare la centralità e il valore del lavoro individuale e collettivo, concepito come elemento indispensabile per garantire la compiuta formazione di ogni cittadino e il suo inserimento all’interno della società.

Si tratta di un elemento ritenuto così essenziale da essere richiamato un numero elevato di volte anche dai successivi articoli del testo costituzionale. In particolare, l’art. 2 declina il suddetto valore come uno dei principali doveri inderogabili di solidarietà. Da ciò si evince che il lavoro si configura non solo come un diritto del quale nessuno può essere privato, bensì anche come dovere che il singolo è chiamato ad adempiere.

Diritto e dovere al lavoro

Tale statuizione è peraltro ribadita dall’articolo 4 del testo costituzionale, il quale considera il diritto e il dovere al lavoro come due facce della stessa medaglia. Sulla base di tale nozione, gli artt. 35-38 della Costituzione affermano il ruolo centrale della parità di trattamento fra lavoratori e lavoratrici, il valore dell’attività lavorativa svolta da minori e la necessità di prevedere forme di sostegno al reddito nei confronti degli inabili e dei diversamente abili.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il principio fondamentale su cui si basa la Costituzione della Repubblica italiana?
  2. La Costituzione si fonda sul lavoro, considerato un elemento indispensabile per la formazione del cittadino e il suo inserimento nella società, come sancito dall'art. 1.

  3. In che modo la Costituzione italiana riconosce il lavoro?
  4. La Costituzione riconosce il lavoro sia come un diritto inalienabile che come un dovere del cittadino, come evidenziato dall'art. 4, che sottolinea la dualità di queste due dimensioni.

  5. Quali sono le garanzie previste dalla Costituzione per i lavoratori?
  6. Gli articoli 35-38 della Costituzione affermano la parità di trattamento tra lavoratori e lavoratrici, il valore del lavoro minorile e la necessità di forme di sostegno per inabili e diversamente abili.

Domande e risposte

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