Concetti Chiave
- L'indipendenza dei giudici è fondamentale per garantire un sistema giuridico imparziale, ma è parzialmente limitata dalla necessità di rispettare la Costituzione e le leggi.
- I giudici non devono avere legami politici, poiché la loro legittimazione è di natura costituzionale, evitando un deficit democratico nell'esercizio della giurisdizione.
- Il ruolo della magistratura è contro-maggioritario, essenziale per mantenere l'equilibrio nel sistema democratico, giudicando le leggi emanate da un legislativo rappresentativo.
- Secondo Dworkin, la Corte Costituzionale deve fungere da custode della Costituzione, proteggendo valori di libertà ed eguaglianza al di sopra delle scelte delle maggioranze politiche.
- Alcuni studiosi sostengono che le Corti Supreme riflettono le opinioni prevalenti della società, contestando l'idea che il potere giudiziario debba rimanere completamente distaccato dalle dinamiche politiche.
Indipendenza e funzione giurisdizionale
L’indipendenza dei giudici dal potere politico
La funzione giurisdizionale coincide con l’attività svolta da un soggetto pubblico, terzo e imparziale, per accertare quale sia la norma da applicare in un caso concreto oggetto di controversia fra due o più parti, pubbliche o private, allo scopo di eliminare le incertezze sorte in sede di applicazione della legge o di irrogare le sanzioni previste per la commissione di illeciti, così da assicurare la certezza del diritto.
In realtà l’indipendenza dei giudici dal potere politico è, in fatto, solo parziale: anche tali soggetti sono, infatti, subordinati alla Costituzione e alle leggi da applicare e, inoltre, gli organi giudiziari concorrono alla formazione del diritto applicabile (non solo negli ordinamenti di Common Law).
Legittimazione e deficit democratico
La legittimazione dei giudici è direttamente costituzionale e non si deve ricercare una investitura politica: la magistratura è indipendente e imparziale; i giudici non devono avere legami con maggioranza e opposizione politiche. Si parla, a tal proposito, di deficit di democrazia nell’esercizio della funzione giurisdizionale. Se, infatti, si ammette che i giudici sono anche soggetti creatori di diritto e che sono chiamati a giudicare circa la costituzionalità di leggi adottate da un legislativo rappresentativo, si va contro il fondamento della democrazia liberale secondo cui appare impossibile che scelte legislative adottate dalle assemblee elettive, secondo maggioranza, siano sindacate da giudici non elettivi. La natura contro-maggioritaria della funzione della magistratura è mantenuta per garantire l’equilibrio del sistema.
Teorie costituzionaliste e opinioni divergenti
Secondo la teoria costituzionalista di Dworkin, la counter majoritarian difficulty (problema del deficit di democrazia e della funzione contro maggioritaria della magistratura) si risolve elevando la Corte Costituzionale (o Corte Suprema) a custode della Costituzione e garante di un nucleo essenziale di valori astratti di libertà ed eguaglianza intangibili e infungibili dalle maggioranze politiche.
Per altri autori, soprattutto statunitensi, è un errore non riconoscere la natura maggioritaria del potere giudiziario, dal momento che le Corti Supreme riflettono gli ordinamenti prevalenti della pubblica opinione nelle sentenze.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo dell'indipendenza dei giudici nella funzione giurisdizionale?
- Come si collega la legittimazione dei giudici al concetto di democrazia?
- Quali sono le diverse opinioni riguardo alla funzione contro-maggioritaria della magistratura?
L'indipendenza dei giudici è fondamentale per garantire un'attività giurisdizionale imparziale e terza, necessaria per risolvere le controversie e assicurare la certezza del diritto, anche se in realtà è solo parziale, poiché i giudici sono subordinati alla Costituzione e alle leggi (testo).
La legittimazione dei giudici è costituzionale e non politica, evitando legami con le forze politiche. Tuttavia, questo solleva un deficit di democrazia, poiché i giudici, non eletti, possono sindacare leggi adottate da assemblee rappresentative, creando una tensione con i principi della democrazia liberale (testo).
Secondo Dworkin, la funzione contro-maggioritaria è risolta elevando la Corte Costituzionale a custode dei valori fondamentali, mentre altri autori sostengono che le Corti Supreme riflettono la pubblica opinione, riconoscendo così una natura maggioritaria del potere giudiziario (testo).