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Concetti Chiave

  • Ciascun eletto deve dichiarare il proprio gruppo parlamentare entro due giorni dalla prima seduta, altrimenti viene assegnato al gruppo misto.
  • Alla Camera, la formazione di un gruppo richiede almeno 20 deputati, mentre al Senato serve un minimo di 10 senatori, con regole rigorose sulla corrispondenza tra partito e gruppo.
  • Le deroghe sono previste per gruppi che rappresentano partiti nazionali, ma solo se autorizzati dall'ufficio di presidenza della Camera.
  • Negli anni Novanta, ogni partito tradizionale aveva un corrispondente gruppo parlamentare, mentre oggi si sono formati gruppi composti da eletti di partiti diversi nella stessa coalizione.
  • Il numero di gruppi parlamentari è aumentato nel tempo a causa di scissioni, passando da cinque a sette dopo le elezioni del 2008 e raggiungendo dieci alla Camera e undici al Senato nella XVII legislatura.

Dichiarazione di appartenenza

All’interno dei gruppi parlamentari, ciascun eletto, entro un paio di giorni dalla prima seduta della camera di appartenenza, «deve» dichiarare a quale gruppo appartiene; se non lo fa, viene assegnato al «gruppo misto». Il numero minimo prescritto è di 20 deputati e 10 senatori. Alla Camera il regolamento prevede deroghe per gruppi che rappresentino partiti organizzati su tutto il territorio nazionale (ma solo se autorizzati dall’ufficio di presidenza); è permessa anche la costituzione, all’interno del gruppo misto, di «componenti politiche».

Al Senato, invece, ogni gruppo deve rappresentare un partito o movimento politico che abbia presentato alle elezioni propri candidati con lo stesso contrassegno: la corrispondenza partito-gruppo è obbligata. Unica eccezione, in corso di legislatura, è la fusione di gruppi già costituiti. Inoltre, il requisito numerico (salvo il gruppo rappresentativo delle minoranze linguistiche) è inderogabile: il regolamento prevede che nel caso in cui, per qualsiasi ragione, un gruppo si riduca sotto i dieci iscritti, esso è dichiarato sciolto.

Evoluzione dei gruppi parlamentari

Fino agli inizi degli anni Novanta a ognuno dei partiti tradizionali del sistema politico italiano corrispondeva un omologo gruppo parlamentare; gruppi cui non corrispondeva un partito erano l’eccezione (ad esempio: i gruppi della Sinistra indipendente dalla II alla X legislatura, formati da personalità elette nelle liste del Partito comunista). Più recentemente si sono formati anche gruppi composti da eletti di partiti diversi, ma nell’ambito della stessa coalizione. Fintantoché i regolamenti prevedevano il requisito numerico come prevalente per la formazione di un gruppo parlamentare (alla Camera è ancora così), in alcune legislature si è registrata una moltiplicazione dei gruppi dovuta a scissioni. A seguito delle elezioni del 2008 la questione era parsa ridimensionarsi: i gruppi inizialmente costituitisi in ciascuna camera risultarono solo cinque (oltre al gruppo misto); poi però alcune scissioni fecero salire il numero a sette. Anche nel corso della XVII legislatura (2013-18) i gruppi sono lievitati: alla fine risultavano dieci alla Camera e undici al Senato, rispettivamente tre e quattro in più rispetto alla composizione iniziale.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'obbligo di dichiarazione di appartenenza per gli eletti nei gruppi parlamentari?
  2. Gli eletti devono dichiarare a quale gruppo appartengono entro un paio di giorni dalla prima seduta; in caso contrario, vengono assegnati al "gruppo misto" (testo).

  3. Quali sono i requisiti per la formazione di un gruppo parlamentare al Senato?
  4. Ogni gruppo deve rappresentare un partito o movimento politico con candidati alle elezioni con lo stesso contrassegno, e il numero minimo di iscritti è di dieci; se un gruppo scende sotto questa soglia, è dichiarato sciolto (testo).

  5. Come è cambiata la composizione dei gruppi parlamentari in Italia negli ultimi decenni?
  6. Fino agli anni Novanta, ogni partito tradizionale aveva un corrispondente gruppo parlamentare, ma successivamente si sono formati gruppi con eletti di partiti diversi; le scissioni hanno portato a un aumento del numero di gruppi, passando da cinque a sette dopo le elezioni del 2008 e a dieci alla Camera e undici al Senato nella XVII legislatura (testo).

Domande e risposte

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