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Concetti Chiave

  • Il Jobs act, introdotto dal Governo Renzi nel 2014, ha innovato radicalmente la normativa sul lavoro in Italia.
  • È stata istituita la Naspi, una nuova assicurazione sociale per l'impiego, insieme a un nuovo regime sanzionatorio per il licenziamento illegittimo.
  • Tra le misure significative, spiccano la riforma degli ammortizzatori sociali e l'innovazione delle politiche attive del lavoro tramite l'Anpal.
  • Il Jobs act ha incentivato le assunzioni a tempo indeterminato, cercando di ridurre il dualismo del mercato lavorativo.
  • Il referendum costituzionale del 2016 ha limitato l'intervento del Jobs act, mantenendo la gestione dei servizi per l'impiego a carico delle regioni.

Innovazioni del Jobs act

La normativa sul lavoro è stata radicalmente innovata dal Governo Renzi tramite il cosiddetto «Jobs act», un insieme di provvedimenti legislativi emanati a partire dal 2014.

In primo luogo, il Jobs act è intervenuto in materia di disoccupazione, istituendo la Naspi (nuova assicurazione sociale per l’impiego). Una delle riforme più importanti ha riguardato il nuovo regime sanzionatorio del licenziamento illegittimo (contratto a tutele crescenti), applicabile ai lavoratori estromessi dopo il 7 marzo 2015.

Misure significative del Jobs act

Fra le altre misure introdotte dal Jobs act, le più significative sono:

- la nuova normativa sulle collaborazioni parasubordinate la riscrittura della disciplina relativa ai contratti di lavoro non standard;

- la riforma degli ammortizzatori sociali, con particolare riferimento ai contratti di solidarietà difensivi;

- l’istituzione dell’Anpal e l’innovazione delle politiche attive per il lavoro, la cui fruizione è stata condizionata ad un effettivo impegno del disoccupato a ricercare un nuovo impiego;

- la nuova disciplina sui controlli a distanza e sulle dimissioni.

Inoltre, il Jobs act ha consolidato la centralità delle assunzioni a tempo indeterminato, elargendo incentivi economici ai datori di lavoro avvezzi a tale modalità di assunzione.

Obiettivi e impatti del Jobs act

Lo scopo primario del Jobs act era ridurre il dualismo del mercato lavorativo, cioè le differenze fra lavoratori standard e non. Per raggiungere questo obiettivo, esso ha tentato di parificare la tutela offerta ai lavoratori subordinati e a quelli assunti tramite contratti atipici.

L’intervento del Jobs act sulle politiche attive del lavoro è stato ridimensionato dal referendum costituzionale del dicembre 2016: se la riforma fosse stata approvata, i servizi per l’impiego sarebbero stati demandati all’Anpal, mentre oggi vengono ancora gestiti dalle regioni.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali innovazioni introdotte dal Jobs act in materia di disoccupazione?
  2. Il Jobs act ha istituito la Naspi, una nuova assicurazione sociale per l’impiego, e ha riformato il regime sanzionatorio del licenziamento illegittimo, applicabile ai lavoratori estromessi dopo il 7 marzo 2015.

  3. Quali misure significative sono state incluse nel Jobs act per migliorare il mercato del lavoro?
  4. Tra le misure significative ci sono la nuova normativa sulle collaborazioni parasubordinate, la riforma degli ammortizzatori sociali, l'istituzione dell'Anpal e l'innovazione delle politiche attive per il lavoro, oltre a incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato.

  5. Qual era l'obiettivo principale del Jobs act e quali sono stati i suoi impatti?
  6. L'obiettivo principale del Jobs act era ridurre il dualismo del mercato lavorativo, cercando di parificare la tutela tra lavoratori standard e non. Tuttavia, il suo impatto è stato limitato dal referendum costituzionale del 2016, che ha mantenuto la gestione dei servizi per l’impiego a livello regionale.

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