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Concetti Chiave

  • Le fonti regionali includono statuti, leggi e regolamenti, con le regioni speciali classificate come fonti statali di rango costituzionale.
  • Le regioni sono state create nel 1948 come enti intermedi tra stato e province, ispirate da una struttura autonomista medievale.
  • Esiste una notevole differenziazione territoriale tra le regioni, con alcune che hanno milioni di abitanti e altre poche centinaia di migliaia.
  • L'articolo 116 della Costituzione italiana riconosce forme particolari di autonomia per le regioni a statuto speciale, come Friuli Venezia Giulia e Sicilia.
  • Le modifiche agli statuti delle regioni speciali richiedono il parere delle assemblee regionali e non prevedono referendum se l'iniziativa è governativa o parlamentare.

Le fonti regionali

Le fonti regionali sono: gli statuti delle regioni ordinarie; le leggi regionali e i regolamenti regionali. Gli statuti delle regioni speciali sono invece definiti «fonti statali di rango costituzionale.
Nel 1948, l’assemblea costituente si propose di individuare un ente territoriale intermedio tra stato e provincie: così nacquero le regioni, sorte come enti frapposti tra la realtà comunale e lo stato. La struttura autonomista configurata dall’assemblea costituente trae le sue origini direttamente dall’assetto medievale. Mentre gli enti comunali e provinciali vantavano una storia risalente all’epoca medievale, il livello regionale non aveva alcun valore dal punto di vista storico poiché esso fu introdotto proprio dall’assemblea costituente, la quale si vide quindi costretta a definire ogni aspetto del concetto di «regione».

Differenziazione territoriale

Ciò determinò una grande differenziazione territoriale: tutt’oggi esistono regioni con diversi milioni di abitanti e altre con poche centinaia di migliaia. Nel corso degli ultimi decenni, pertanto, i confini regionali sono stati più volte messi in discussione. Tale processo è culminato nella creazione di una nuova regione nel 1973: il Molise, ottenuto dal frazionamento dell’Abruzzo.

Regioni a statuto speciale

Le regioni a statuto speciale furono quelle istituite per prime; gli statuti delle regioni speciali, pertanto, furono definiti direttamente dall’assemblea costituente. Tali regioni (Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta, Trentino Alto-Adige e Friuli Venezia Giulia) hanno sempre avuto margini di iniziativa legislativa più ampi rispetto alle altre regioni.

Articolo 116 della Costituzione

L’articolo 116 della Costituzione, revisionato nel 2001, evoca la specialità regionale: esso, infatti, sancisce che «il Friuli Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale».

Revisione degli statuti speciali

Le leggi costituzionali approvate per modificare gli statuti delle regioni speciali sono leggi costituzionali particolari adottate sulla base del procedimento definito dall’articolo 138, ma con due differenze introdotte dalla legge costituzionale 2 del 2001:

1. Quando la revisione dello statuto speciale è di iniziativa del governo o parlamentare, il progetto di legge costituzionale deve essere comunicato all’assemblea regionale, la quale ha due mesi di tempo per esprimere un proprio parere;

2. Nel suddetto caso in cui la revisione dello statuto speciale è di iniziativa del governo o del parlamento non si fa comunque luogo al referendum.

L’unico ente regionale capace di adottare fonti primarie è una regione a statuto ordinario o speciale, con l’eccezione di Trento e di Bolzano.

Sistema regionale ordinario

Il sistema regionale ordinario, invece, è scaturito da un’attuazione più lenta.

Sulla base del criterio di competenza, è possibile comprendere quali materie possono essere disciplinate dalla leggi delle regioni e quali dallo Stato.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali fonti regionali in Italia?
  2. Le fonti regionali comprendono gli statuti delle regioni ordinarie, le leggi regionali e i regolamenti regionali. Gli statuti delle regioni speciali, invece, sono considerati fonti statali di rango costituzionale.

  3. Come sono state create le regioni in Italia?
  4. Le regioni sono state istituite nel 1948 dall'assemblea costituente come enti territoriali intermedi tra stato e province, ispirandosi a un assetto autonomista che trae origine dalla storia medievale.

  5. Qual è la differenza tra regioni a statuto speciale e regioni ordinarie?
  6. Le regioni a statuto speciale, come Sicilia e Sardegna, hanno margini di iniziativa legislativa più ampi rispetto alle regioni ordinarie, e i loro statuti sono stati definiti direttamente dall'assemblea costituente.

  7. Cosa prevede l'articolo 116 della Costituzione riguardo alle regioni speciali?
  8. L'articolo 116, revisionato nel 2001, riconosce forme e condizioni particolari di autonomia per regioni come Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale.

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