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Concetti Chiave

  • L'Esm è un'istituzione intergovernativa che fornisce prestiti e acquista titoli di debito pubblico a condizioni severe, come le riforme strutturali richieste ai paesi.
  • Il fondo Esm ha risorse fino a 700 miliardi di euro, provenienti da capitale degli stati dell'eurozona e obbligazioni emesse sul mercato.
  • Il governo della finanza pubblica nell'Ue è stato rafforzato, con parametri di disavanzo annuale introdotti dal Trattato di Maastricht e dal patto di stabilità e crescita.
  • Le misure legislative adottate tra il 2011 e il 2013 hanno migliorato la sorveglianza e le sanzioni per gli stati che non rispettano i vincoli dell'Unione, per garantire la stabilità finanziaria.
  • È stata istituita una procedura di valutazione ex ante per i bilanci nazionali, contribuendo all'adeguamento della disciplina del ciclo di bilancio in paesi come l'Italia.

Funzioni e risorse dell'Esm

L’Esm è un’istituzione intergovernativa che può concedere prestiti e anche acquistare titoli di debito pubblico, ma solo a condizioni severe (riforme strutturali del paese che ne fa richiesta). Le risorse del fondo (fino a 700 miliardi di euro) derivano in parte da capitale sottoscritto dagli stessi stati dell’eurozona, in parte da obbligazioni emesse sul mercato. Le sue decisioni sono assunte con voto ponderato in modo da assicurare il consenso dei maggiori finanziatori (l’Italia è il terzo dietro a Germania e Francia).

Stabilizzazione finanziaria e parametri Ue

Accanto alla predisposizione di strumenti di stabilizzazione finanziaria legati all’emergenza, si è riproposta l’esigenza di rafforzare il governo della finanza pubblica nell’Ue. In realtà, parametri relativi al disavanzo annuale di bilancio (rapporto deficit/Pil non superiore al 3%) sono presenti nell’ordinamento dell’Unione sin dal Trattato di Maastricht del 1992, fra i criteri di convergenza in vista dell’adozione della moneta unica, e sono stati ulteriormente disciplinati dal patto di stabilità e crescita (adottato ad Amsterdam nel 1997). Tuttavia, da un lato quest’ultimo è stato non poche volte disatteso (anche da Germania e Francia), dall’altro fra i parametri nulla di vincolante era in effetti previsto in ordine al debito pubblico complessivo (pur essendo richiesto un rapporto debito/Pil non superiore al 60%, anche paesi con un valore ben più alto, fra cui l’Italia, poterono essere ammessi nell’unione monetaria sulla base di un’interpretazione elastica di quel parametro). Con la tempesta finanziaria i nodi sono venuti al pettine per le ragioni che si sono dette.

Riforma della governance economica europea

Si è pertanto pervenuti a una complessiva riforma della governance economica europea. Questa è stata realizzata con un pacchetto di misure legislative entrate in vigore nel novembre 2011 e maggio 2013, allo scopo di assicurare maggiore sorveglianza, criteri più stringenti e sanzioni più rapide nei confronti degli stati che, non ottemperando ai vincoli dell’Unione, ne mettano a repentaglio la stabilità finanziaria. È stata anche istituita una procedura di valutazione ex ante in sede europea dei bilanci dei singoli paesi (e infatti l’Italia ha adeguato la disciplina del ciclo di bilancio.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali funzioni dell'Esm?
  2. L'Esm è un'istituzione intergovernativa che concede prestiti e acquista titoli di debito pubblico, ma solo a condizioni severe, richiedendo riforme strutturali dai paesi richiedenti. Le sue risorse ammontano fino a 700 miliardi di euro, provenienti da capitale degli stati dell'eurozona e obbligazioni emesse sul mercato.

  3. Quali parametri finanziari sono stati stabiliti dall'Unione Europea?
  4. L'Unione Europea ha stabilito parametri come il rapporto deficit/Pil non superiore al 3% e un rapporto debito/Pil non superiore al 60%. Tuttavia, questi parametri sono stati spesso disattesi, anche da paesi come Germania e Francia, e l'interpretazione elastica ha permesso l'ammissione di paesi con debito superiore.

  5. Qual è l'obiettivo della riforma della governance economica europea?
  6. La riforma della governance economica europea, attuata tramite misure legislative dal 2011 al 2013, mira a garantire maggiore sorveglianza, criteri più stringenti e sanzioni rapide per gli stati che non rispettano i vincoli dell'Unione, al fine di proteggere la stabilità finanziaria.

Domande e risposte

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