Concetti Chiave

  • I normanni, guidati dagli Altavilla, conquistarono la Sicilia nel XI secolo, ponendo fine al dominio arabo e stabilendo il regno sotto Ruggero II nel 1130 con il supporto della Chiesa.
  • Il regno di Sicilia si caratterizzò per strutture amministrative ben organizzate, con l'emanazione delle "Assise" nel 1140, che integrarono diritto consuetudinario e giustinianeo.
  • La forte centralizzazione del potere monarchico limitò l'emergere di autonomie comunali, con poche città che riuscirono a ottenere patti giurati con la monarchia.
  • Federico II, a partire dal 1220, cercò di limitare le autonomie locali, subordinando le consuetudini alla normativa regia e modificando la struttura comunale in senso podestarile.
  • Nel 1224, Federico II fondò l'ateneo di Napoli come prima università pubblica, per competere con l'Alma mater bolognese e adottare un metodo didattico innovativo.

L'ascesa dei normanni in Sicilia

Nella prima metà del XI secolo, un gruppo di guerrieri normanni provenienti dal settentrione della Francia e guidati dagli Altavilla riuscì a superare le difese dei bizantini e dei longobardi rispettivamente nella parte settentrionale e meridionale della penisola italiana, insediandosi nel territorio e cacciando gli arabi dalla Sicilia. Nel 1130, Ruggero II venne incoronato a Palermo re della Sicilia da un legato papale: la legittimazione del pontefice consentì ai normanni di vantare un titolo giuridicamente incontestabile ma, allo stesso tempo, caratterizzò il regnum per la sua dipendenza feudale dalla Chiesa di Roma.

Strutture amministrative del regno di Sicilia

Sin dalla stagione normanna, il regno di Sicilia fu dotato di strutture amministrative efficienti e ben organizzate. Nel 1140 Ruggero II emanò una serie di norme legislative (note come «Assise») applicabili sull’intero territorio del Regno. Il codice, che constava di poche centinaia di norme tratte dalla commistione delle fonti consuetudinarie e del diritto giustinianeo, fu abrogato nel 1231 dal Liber Constitutionum (o Liber Augustalis) promulgato a Melfi per volontà di Federico II di Svevia.

Entrambe le normative regie presentavano una solida organizzazione degli apparati burocratici, dell’amministrazione della giustizia e dei rapporti con le comunità cittadine. Questa solida organizzazione rese il potere monarchico fortemente accentrato e ciò impedì, a differenza di quanto era avvenuto nel Regnum Italiae, l’evoluzione di forme di autogoverno e autonomie comunali. Alcune città rivendicarono il diritto di reggersi secondo le antiche proprie consuetudini, ottenendo solo in pochi casi la stipulazione di patti giurati con la monarchia: si trattava di patti formalizzati tramite atto notarile che dettagliavano i limiti delle concessioni e delle deleghe elargite da Ruggero II.

Federico II e le autonomie locali

A partire dal 1220, però, Federico II cercò di contenere il potere delle autonomie locali: la Costituzione Puritatem subordinò la vigenza delle consuetudini alla loro compatibilità con la normativa regia espressa dal Liber Augustalis.

Contestualmente, Federico II manifestò l’intenzione di ridefinire gli accordi siglati nel 1183 con le città del Regnum Italiae tramite la Pace di Costanza. Ciò indusse diversi comuni a schierarsi in una seconda lega lombarda (1226). Questo scontro determinò diverse conseguenze:

- il radicale mutamento della struttura comunale, non più consolare bensì podestarile, dunque monocratica: il podestà era un funzionario politico straniero con assodate competenze militari e amministrative;

- la sostituzione dei consoli con i magistrati, eleggibili per un anno con incarico non prorogabile;

- la fondazione nel 1224 da parte di Federico II dell’ateneo di Napoli, la prima università pubblica istituita per rivaleggiare con l’Alma mater bolognese, di cui per altro ripropose il metodo didattico basato sulla lectura ex catedra e sull’attività esegetica;

Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il ruolo dei normanni nella conquista della Sicilia?
  2. I normanni, guidati dagli Altavilla, superarono le difese bizantine e longobarde, insediandosi in Sicilia e cacciando gli arabi, culminando con l'incoronazione di Ruggero II a re della Sicilia nel 1130 (testo).

  3. Come erano strutturate le amministrazioni nel regno di Sicilia durante il periodo normanno?
  4. Il regno di Sicilia, sin dalla stagione normanna, aveva strutture amministrative efficienti, con il codice delle «Assise» emanato da Ruggero II nel 1140, che garantiva un forte accentramento del potere monarchico e limitava le autonomie comunali (testo).

  5. Quali cambiamenti apportò Federico II alle autonomie locali?
  6. Federico II, a partire dal 1220, cercò di contenere il potere delle autonomie locali con la Costituzione Puritatem, subordinando le consuetudini locali alla normativa regia, e ridefinendo gli accordi con le città del Regnum Italiae (testo).

  7. Quali furono le conseguenze della riforma comunale voluta da Federico II?
  8. La riforma portò a un cambiamento della struttura comunale da consolare a podestarile, con la sostituzione dei consoli e la fondazione dell'ateneo di Napoli nel 1224, per rivaleggiare con l'Alma mater bolognese (testo).

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