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Concetti Chiave

  • Lo statuto regionale, secondo l'articolo 123 della Costituzione italiana, definisce la forma di governo e i principi di organizzazione delle regioni, vincolando le leggi regionali al rispetto delle sue disposizioni.
  • La riforma del 1999 ha stabilito che il presidente regionale e la giunta siano eletti a suffragio universale, modificando il precedente sistema di individuazione da parte del consiglio regionale.
  • La sfiducia del presidente regionale da parte del consiglio comporta lo scioglimento dell'intero consiglio, un cambiamento significativo rispetto al sistema precedente.
  • L'adozione della riforma del 1999 è avvenuta in tempi diversi per le regioni italiane, con alcune che hanno approvato le modifiche solo nel 2006, 2007 o addirittura nel 2016.
  • Ogni regione ha la libertà di scegliere il proprio assetto interno, ma deve comunque rispettare le leggi fondamentali stabilite dallo Stato, come previsto dalla legge 165 del 2004.

Ruolo dello statuto regionale

Come sancito dall’articolo 123 della Costituzione italiana, lo statuto, in armonia con la Costituzione, determina la forma di governo e i principi fondamentali di organizzazione e funzionamento di ciascuna regione.

All’interno di ogni regione, la Costituzione dimanda allo statuto il compito di disciplinare specifiche materie. Ciò vuol dire che una legge ordinaria della regione non può abrogare o modificare una disposizione interna allo statuto. La legge regionale, dunque, deve rispettare lo statuto (il loro rapporto è analogo a quello esistente tra fonte primaria e fonte secondaria).

Riforma del 1999 e conseguenze

In seguito alla riforma del 1999, la Costituzione prevede che ogni regione, nel proprio statuto, scelga la propria forma di governo. Con l’espressione «forma di governo» si individua il rapporto che intercorre tra gli organi titolari dell’indirizzo politico a livello regionale e a livello statale. Essi sono l’assemblea popolare eletta, il governo (che esercita il potere esecutivo) e, a livello statale, il capo dello Stato.

Prima della riforma del 1999, la giunta e il presidente della regione erano individuati dai consigli regionali. Tra il presidente della regione e il consiglio si instaurava dunque un rapporto di fiducia: qualora subentrassero problematiche o divergenze, il consiglio regionale poteva sfiduciare il presidente e la giunta.

tale sistema, però, subì una radicale modifica in seguito alla riforma del 1999. In tal senso era già stata importante la riforma del 1993, la quale stabiliva che il sindaco e i consiglieri comunali non dovessero essere più eletti dal consiglio regionale, bensì tramite l’elezione diretta.

Elezione diretta e sfiducia

Seguendo il modello configurato nel 1993, la riforma del 1999 sancì che il presidente regionale e la giunta non dovessero essere più individuati dal consiglio regionale, bensì eletti a suffragio universale. L’articolo 126 della Costituzione, infatti, dispone che l’approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta eletto a suffragio universale e diretto, nonché la rimozione, l’impedimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie dello stesso comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio. In ogni caso i medesimi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti del Consiglio.

La sfiducia del presidente regionale da parte del consiglio, dunque, determina il contestuale scioglimento dell’intero consiglio regionale. Le stesse conseguenze, però, scaturiscono da altri fattori, quali la morte, le dimissioni, o il sopraggiungere di disagevoli condizioni di salute del presidente.

Tutti gli statuti regionali adottati a partire dal 1999, in sintesi, prevedono l’elezione diretta del presidente della regione e implicano le conseguenze sopra indicate per l’intero corpo regionale.

L’articolo 122, infine, stabilisce che il Presidente della Giunta regionale è eletto a suffragio universale e diretto, salvo che lo statuto regionale disponga diversamente.

Adozione e integrazione della riforma

La riforma del 1999 non è stata subito integrata da tutte le regioni. Molte l’hanno approvata nel 2006 o 2007 e, addirittura, la Basilicata lo ha fatto solo nel 2016. Prima dell’approvazione, dunque, nelle regioni non ancora conformi al nuovo statuto vigevano gli statuti precedenti.

Prima del 1999, la legge dello Stato prevedeva una modalità di elezione dei consiglieri regionali uguale per tutte le regioni. In seguito alla riforma, però, il primo comma dell’articolo 122 sancisce che ogni regione può scegliere autonomamente il proprio assetto interno.

Il sistema elettorale, però, non è rimesso esclusivamente alla potestà delle regioni: la legge 165 del 2004 ha stabilito che ogni statuto deve rispettare le leggi fondamentali sancite con legge dello Stato.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo dello statuto regionale secondo la Costituzione italiana?
  2. Lo statuto regionale, come stabilito dall'articolo 123 della Costituzione, determina la forma di governo e i principi fondamentali di organizzazione e funzionamento di ciascuna regione, disciplinando specifiche materie che non possono essere modificate da leggi ordinarie regionali.

  3. Come è cambiato il sistema di elezione del presidente della regione dopo la riforma del 1999?
  4. La riforma del 1999 ha introdotto l'elezione diretta del presidente della regione e della giunta a suffragio universale, modificando il precedente sistema in cui erano individuati dal consiglio regionale, creando un rapporto di fiducia tra i due.

  5. Quali sono le conseguenze della sfiducia del presidente regionale?
  6. L'approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del presidente della giunta comporta le dimissioni della giunta e lo scioglimento del consiglio regionale, come stabilito dall'articolo 126 della Costituzione.

  7. Quando è stata adottata la riforma del 1999 da tutte le regioni italiane?
  8. Non tutte le regioni hanno integrato immediatamente la riforma del 1999; molte l'hanno approvata solo nel 2006 o 2007, mentre la Basilicata ha attuato la riforma nel 2016.

  9. In che modo la riforma del 1999 ha influenzato l'assetto interno delle regioni?
  10. La riforma del 1999 ha permesso a ogni regione di scegliere autonomamente il proprio assetto interno, pur dovendo rispettare le leggi fondamentali stabilite dallo Stato, come indicato nell'articolo 122.

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