Concetti Chiave

  • Il principio di coincidenza fra titolare del rapporto di lavoro e utilizzatore della prestazione ammette deroghe solo per lavoro somministrato e distacco del lavoratore.
  • Il distacco è regolato dal decreto Biagi e richiede l'interesse dell'imprenditore distaccante, soprattutto tra società collegate o in rete d'imprese.
  • La temporaneità del distacco è un requisito fondamentale, sebbene la giurisprudenza tolleri distacchi prolungati.
  • Il datore distaccatario esercita il potere direttivo, mentre il distaccante rimane responsabile del trattamento economico del lavoratore.
  • In assenza dei requisiti per il distacco, il lavoratore può costituire un rapporto di lavoro con il datore beneficiario e impugnare il licenziamento entro termini specifici.

Deroghe al principio di coincidenza

La legge ammette solo in due casi una deroga al principio della coincidenza fra il titolare del rapporto di lavoro e l’effettivo utilizzatore della prestazione: lavoro somministrato e distacco del lavoratore.
Quest’ultimo istituto, disciplinato dal decreto Biagi, si ha quando il datore di lavoro, per soddisfare un proprio interesse, pone temporaneamente uno o più lavoratori a disposizione di un altro soggetto per l’esecuzione di una determinata prestazione (art. 30).

Per evitare che il distacco costituisca una mera interposizione vietata, è richiesto il requisito costitutivo dell’interesse dell’imprenditore distaccante (ragioni produttive, organizzative, commerciali, ecc.). L’interesse sussiste con certezza fra società collegate: in questo caso si ricava utilità dallo sviluppo dei reciproci rapporti economici. Se, ad esempio, il distacco del personale avviene fra aziende che hanno sottoscritto un contratto di rete d’imprese, l’interesse della parte distaccante sorge automaticamente in forza dell'operare della rete. Inoltre, per le stesse imprese, è ammessa l'assunzione di un dipendente da parte di più datori di lavoro contemporaneamente (codatorialità).

Il secondo requisito costitutivo del distacco è la sua temporaneità, anche se la giurisprudenza tollera distacchi molto lunghi.

Una volta che il distacco è stato disposto, il potere direttivo è esercitato dal datore distaccatario, anche se il distaccante continua ad essere responsabile del trattamento economico e normativo spettante al lavoratore (anche se di fatto poi richiede il rimborso all’utilizzatore del dipendente). Infine, il distacco può dar luogo a mutamenti sostanziali delle mansioni svolte dal lavoratore solo previo suo consenso. Inoltre, il distacco in un’unità produttiva posta a più di 50 km da quella cui il dipendente è assegnato può avvenire soltanto per comprovate ragioni tecniche, organizzative o produttive.

Conseguenze del distacco irregolare

Qualora venga accertata l'assenza dei due requisiti richiesti, si ricade nell'ipotesi di distacco irregolare, che produce le medesime conseguenze della violazione del divieto di interposizione: il lavoratore distaccato può richiedere la costituzione giudiziale di un rapporto di lavoro alle dipendenze del datore beneficiario del distacco. L'azione è sottoposta ai termini previsti per l'impugnazione del licenziamento (60 + 180 giorni).

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono i casi in cui è ammessa una deroga al principio di coincidenza tra titolare del rapporto di lavoro e utilizzatore della prestazione?
  2. La legge prevede deroghe solo in due casi: il lavoro somministrato e il distacco del lavoratore, quest'ultimo disciplinato dal decreto Biagi, dove il datore di lavoro mette temporaneamente a disposizione un lavoratore per un'altra azienda (art. 30).

  3. Quali sono i requisiti necessari per un distacco regolare del lavoratore?
  4. Per un distacco regolare è necessario che ci sia un interesse dell'imprenditore distaccante e che il distacco sia temporaneo. L'interesse è automatico tra società collegate, mentre la giurisprudenza tollera distacchi anche molto lunghi.

  5. Cosa succede in caso di distacco irregolare?
  6. Se mancano i requisiti richiesti, si configura un distacco irregolare, con conseguenze simili a quelle della violazione del divieto di interposizione: il lavoratore può richiedere la costituzione di un rapporto di lavoro con il datore beneficiario del distacco, entro termini specifici per l'impugnazione del licenziamento.

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