Concetti Chiave
- La bipartizione delle costituzioni in democratiche e autocratiche si basa su tre elementi chiave: titolarità del potere, modalità d'uso e finalità del potere.
- I criteri di qualificazione del potere politico sono fondamentali per classificare un ordinamento, influenzando la tipologia di governo adottata.
- Esempi storici evidenziano come regimi autoritari si affermino senza abrogare formalmente le costituzioni liberali, come nel caso del fascismo in Italia.
- Nei paesi post sovietici, pur aderendo formalmente a modelli liberali, spesso si sviluppano regimi con caratteristiche autoritarie.
- Regimi ibridi, come quelli dell'America centrale, combinano elementi democratici e autoritari, utilizzando principi liberali per sostenere governi autoritari.
Forme di costituzione
Sulla base del modello kelseniano, gli studiosi hanno individuato due diverse forme di costituzione: una democratica, l’altra autocratica. Questa bipartizione tiene conto di tre diversi elementi:
- la titolarità del potere all’interno dello stato;
- le modalità d’uso del potere;
- le finalità del potere utilizzato.
Criteri di qualificazione
In particolare, i criteri relativi alla titolarità del potere politico e alle modalità d’uso dello stesso assumono una rilevanza determinante al fine della qualificazione di un ordinamento.
Talvolta, le forme di governo presentano criteri solo parzialmente riconducibili a una forma di stato predefinita: lo stato fascista, ad esempio, non può essere propriamente definito uno stato autoritario perché si fondava su una scelta ideologica assestante e prevedeva l’uso del potere tramite forme guidate di consenso o forme di imposizione che limitavano ampiamente i diritti.
Esempi storici e moderni
Molto spesso, le soluzioni autoritarie non conducono alla adozione di apposite scelte formali e costituzionali: esse si affermano in seguito alla sospensione di costituzioni fondati sui principi dello stato liberale. Ciò è accaduto, ad esempio, proprio in Italia, dove il regime fascista si è posto come deroga momentanea dello statuto Albertino, senza di fatto disporne l’abrogazione e, tantomeno, senza dichiararne l’invalidità. Lo stesso è accaduto di recente nei paesi post sovietici, che formalmente hanno aderito al modello di stato liberale ma che, in realtà, sono governati da regimi di impronta autoritaria.
Regimi ibridi
Altri regimi, invece, sono definiti «ibridi» perché presentano caratteristiche sia democratiche sia autoritarie: questo è il caso dei Paesi dell’America centrale. Spesso, in tali regimi i fondamenti liberali sono adoperati in funzione della tutela di un modello di governo autoritario.
Domande da interrogazione
- Quali sono le due forme di costituzione identificate dagli studiosi secondo il modello kelseniano?
- Come si qualificano le forme di governo in relazione alla titolarità e all'uso del potere?
- Cosa caratterizza i regimi ibridi e quali esempi si possono fare?
Gli studiosi hanno individuato due forme di costituzione: una democratica e l’altra autocratica, basandosi sulla titolarità, le modalità d’uso e le finalità del potere all’interno dello stato.
I criteri relativi alla titolarità del potere politico e alle modalità d’uso sono determinanti per qualificare un ordinamento, poiché alcune forme di governo possono non rientrare perfettamente in categorie predefinite, come nel caso dello stato fascista.
I regimi ibridi presentano caratteristiche sia democratiche sia autoritarie, come nel caso dei Paesi dell’America centrale, dove i principi liberali sono spesso utilizzati per sostenere un governo autoritario.