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Concetti Chiave

  • Negli anni '70, il diritto sindacale ha visto una delegificazione, con un aumento della contrattazione collettiva che ha assunto poteri normativi significativi.
  • Le confederazioni sindacali hanno avviato la negoziazione triangolare tra governo e Confindustria, producendo accordi storici come il protocollo del 1983 e l'accordo di San Valentino del 1984.
  • Dopo un periodo di inattività, nel 1993 è stato firmato un protocollo che ha ridefinito il modello sindacale italiano e ha introdotto la rappresentanza sindacale unitaria.
  • Il protocollo del 1993 ha garantito l'accesso alla contrattazione generale solo ai sindacati con effettiva rappresentatività, cambiando le dinamiche delle relazioni industriali.
  • Critiche al modello di concertazione sono emerse nel 2001, suggerendo che limitasse la capacità decisionale del governo, a favore di un dialogo sociale più flessibile.

Evoluzione del diritto sindacale

A partire dagli anni settanta del XX secolo, nel diritto sindacale si è consolidata la tendenza alla delegificazione, realizzata mediante rinvio alla contrattazione collettiva: i sindacati più rappresentativi, infatti, cominciarono ad attribuire un grande valore alla contrattazione collettiva, dotata di poteri normativi di integrazione della legge e, talvolta, anche di deroga ad essa.

Concertazione e accordi storici

Parallelamente, le confederazioni sindacali maggiormente rappresentative contribuirono alla nascita delle prime esperienze di negoziazione triangolare tra governo, Confindustria e Cgil, Cisl e Uil. Questa forma di concertazione mirava ad adottare provvedimenti di politica economica e sociale rivolti ai lavoratori. Il primo fu il protocollo del 1983, noto come «accordo Scotti», finalizzato a gestire la dinamica salariale e il tasso di inflazione. Ancora più famoso è stato l’accordo stipulato il 14 febbraio 1984 (accordo di San Valentino), volto a favorire il congelamento degli aumenti salariali automatici (indennità di contingenza) legati alla scala mobile.

Inattività e ripresa della concertazione

Da allora, per quasi dieci anni la concertazione restò inattiva a causa delle divergenze sorte in ambito politico e sindacale. Nel 1993, però, fu siglato uno dei più importanti protocolli tutt’oggi vigente, da molti giuristi definito «la Carta costituzionale del sistema italiano delle relazioni industriali».

Riforma del modello sindacale

Il protocollo del 1993 ha ridisegnato il modello organizzativo sindacale e contrattuale. Da un lato esso ha dato vita alla rappresentanza sindacale unitaria (RSU), dall’altro, ha garantito l’accesso alla contrattazione con efficacia generale ai soli sindacati dotati di un’effettiva rappresentatività.

Critiche al modello di concertazione

Nonostante il successo del protocollo del 1993, nel Libro bianco sul mercato del lavoro (2001) il governo propose di sostituire al modello della concertazione il dialogo sociale, sostenendo che la negoziazione triangolare limitasse fortemente la capacità decisionale dell’esecutivo, subordinandola al consenso delle parti sociali.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la principale evoluzione del diritto sindacale dagli anni settanta?
  2. A partire dagli anni settanta, si è consolidata la tendenza alla delegificazione nel diritto sindacale, con un crescente valore attribuito alla contrattazione collettiva, che ha acquisito poteri normativi di integrazione e, talvolta, di deroga alla legge.

  3. Quali sono stati i principali accordi storici nella concertazione sindacale?
  4. Tra i principali accordi storici vi sono il protocollo del 1983, noto come «accordo Scotti», e l'accordo di San Valentino del 1984, che miravano a gestire la dinamica salariale e a congelare gli aumenti salariali automatici.

  5. Quali critiche sono state mosse al modello di concertazione sindacale?
  6. Nonostante il successo del protocollo del 1993, il governo ha criticato il modello di concertazione nel Libro bianco sul mercato del lavoro del 2001, sostenendo che limitasse la capacità decisionale dell'esecutivo, subordinandola al consenso delle parti sociali.

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