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Concetti Chiave

  • La certificazione dei contratti di lavoro, secondo il decreto Biagi, assicura la stabilità delle relazioni lavorative e previene modifiche unilaterali da parte del contraente più forte.
  • Gli organi competenti per la certificazione includono enti bilaterali, sedi di lavoro, province, ministero del lavoro e università pubbliche e private.
  • L'istanza di certificazione deve essere firmata da entrambe le parti e la procedura deve concludersi entro trenta giorni dalla richiesta.
  • Le parti possono impugnare la certificazione tramite ricorso al giudice amministrativo o al giudice ordinario del lavoro, a seconda della natura del contestato.
  • La certificazione può fungere da strumento di assistenza all'autonomia individuale, consentendo deroghe alla disciplina legale come nel caso di clausole elastiche nei contratti di lavoro part-time.

Importanza della certificazione dei contratti

L’istituto della certificazione dei contratti di lavoro, disciplinato dal decreto Biagi, è fondamentale per garantire la certezza dei rapporti di lavoro. Tramite la certificazione, infatti, si impedisce che l’assetto negoziale inizialmente pattuito sia in seguito modificato dalle parti, in particolare dal contraente più forte. La certificazione garantisce che un contratto qualificato e certificato in termini di lavoro autonomo non possa essere travolto ex post da una sentenza che lo Ri qualifichi come subordinato, con conseguenti costi economici molto elevati.

Organi abilitati e procedura

Gli organi abilitati alla certificazione sono gli enti bilaterali, a livello territoriale o nazionale; le sedi territoriali del lavoro, le province, il ministero del lavoro e le università pubbliche e private.

L’istanza di avvio della procedura è sottoscritta da entrambe le parti; tramite quest’atto amministrativo, l’organo adito certifica la qualificazione del contratto stabilendo, ad esempio, che un determinato rapporto di lavoro è autonomo e non subordinato, o viceversa. L’atto di certificazione è efficace anche nei confronti dei terzi e i suoi effetti si producono:

- dal momento d’inizio del contratto, nel caso in cui esso sia ancora in corso;

- nel momento in cui le parti sottoscrivono il contratto, se non lo hanno ancora fatto.

La procedura di certificazione deve concludersi entro trenta giorni dal ricevimento dell’istanza.

Impugnazione e assistenza all'autonomia

Se una delle due parti ritiene che il procedimento sia stato illecito, può impugnare la certificazione ricorrendo a due tipologie di ricorso:

1) ricorso dinanzi al giudice amministrativo per violazione delle regole del procedimento di certificazione o per eccesso di potere;

2) ricorso davanti al giudice ordinario del lavoro, per dimostrare l’erroneità giuridica della qualificazione o la natura viziata del consenso di una delle parti, oppure per sostenere la difformità fra il contratto e l’esecuzione effettiva del rapporto di lavoro.

Infine, l’istituto della certificazione può essere impiegato come strumento di assistenza all’autonomia individuale a fini derogatori, anche in peius, della disciplina legale. Si pensi, ad esempio, alla disposizione che prevede la possibilità di stipulare clausole elastiche nel rapporto di lavoro a tempo parziale, però a patto che la stipulazione avvenga dinanzi a una commissione di certificazione.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza della certificazione dei contratti di lavoro?
  2. La certificazione dei contratti di lavoro, disciplinata dal decreto Biagi, è fondamentale per garantire la certezza dei rapporti di lavoro, impedendo modifiche unilaterali da parte del contraente più forte e proteggendo i lavoratori da possibili riqualificazioni sfavorevoli (testo).

  3. Chi sono gli organi abilitati alla certificazione dei contratti?
  4. Gli organi abilitati alla certificazione includono enti bilaterali, sedi territoriali del lavoro, province, ministero del lavoro e università pubbliche e private (testo).

  5. Quali sono le modalità di impugnazione della certificazione?
  6. La certificazione può essere impugnata tramite ricorso al giudice amministrativo per violazioni procedurali o al giudice ordinario del lavoro per contestare l'erroneità giuridica della qualificazione o la difformità tra contratto ed esecuzione (testo).

Domande e risposte

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