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Concetti Chiave

  • L'attività sindacale si basa sul potere negoziale collettivo, consentendo ai sindacati di stipulare contratti collettivi tra datori di lavoro e lavoratori.
  • La contrattazione collettiva si articola su più livelli, con contratti nazionali di categoria e contratti aziendali stipulati da organismi sindacali come RSA e RSU.
  • Nel corso della storia, la struttura della contrattazione collettiva ha subito continui cambiamenti, influenzati dalle associazioni sindacali e dal contesto economico.
  • Il sistema di contrattazione ha oscillato tra centralizzazione e decentramento, con una tendenza alla centralizzazione in periodi di crisi economica.
  • I contratti collettivi sono specifici per diverse categorie, come il settore industriale, tessile e chimico, riflettendo la diversità del mercato del lavoro.

Definizione di attività sindacale

L’espressione «attività sindacale» attiene in primo luogo al potere negoziale collettivo, cioè al potere dei sindacati di stipulare contratti collettivi. Si definisce tale ogni accordo stipulato dalle associazioni sindacali rappresentative dei datori di lavoro e dei lavoratori al fine di favorire l’incontro fra queste due categorie. Il mondo del lavoro ha sempre preferito ricorrere alle fonti contrattuali piuttosto che a quelle collettive. Per molto tempo, infatti, il legislatore si è astenuto dal regolare la suddetta materia.La contrattazione collettiva non si limita a sottoscrivere i CCNL; essa si preoccupa, soprattutto, di gestirne l’effettiva applicazione. La contrattazione collettiva costituisce un sistema articolato su più livelli territoriali, di solito corrispondenti alla struttura organizzativa delle associazioni sindacali.

la contrattazione collettiva, in particolare, si divide in categorie: esistono dunque CCNL per il settore industriale, per quello tessile, chimico, ecc. A livello aziendale, i contratti collettivi sono stipulati dagli organismi rappresentativi dei sindacati: RSA e RSU. In sostanza, la contrattazione collettiva si articola in due livelli: uno nazionale di categoria; l’altro aziendale.

Evoluzione storica della contrattazione

La struttura della contrattazione collettiva è in continua variazione: dal secondo dopoguerra a oggi, essa è stata soggetta a numerose evoluzioni di carattere storiche. Tale struttura, infatti, è disegnata e ridefinita costantemente dalle associazioni sindacali, le quali sono legittimate dall’art. 39 Cost. a esercitare la propria libertà d’iniziativa.

Centralizzazione e decentramento

Dal dopoguerra a oggi, l’assetto della contrattazione collettiva ha oscillato fra una struttura ben organizzata a livello centrale a un altro caratterizzato, al contrario, da uno spiccato decentramento regionale, provinciale e locale. Nelle situazioni di crisi economica, l’assetto della contrattazione collettiva tende a centralizzarsi: si stipulano pochi contratti a livello aziendale, essendo preferita in questo contesto la contrattazione a livello nazionale.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo principale dell'attività sindacale nel contesto lavorativo?
  2. L'attività sindacale si riferisce principalmente al potere negoziale collettivo dei sindacati, che stipulano contratti collettivi per favorire l'incontro tra datori di lavoro e lavoratori, gestendo anche l'applicazione di tali contratti (testo).

  3. Come si articola la contrattazione collettiva in Italia?
  4. La contrattazione collettiva si divide in due livelli: uno nazionale di categoria, con contratti per vari settori, e uno aziendale, stipulato da organismi rappresentativi come RSA e RSU (testo).

  5. Quali sono le tendenze storiche nella struttura della contrattazione collettiva?
  6. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, la contrattazione collettiva ha oscillato tra centralizzazione e decentramento, con una tendenza alla centralizzazione in tempi di crisi economica, preferendo contratti a livello nazionale (testo).

Domande e risposte

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