Erectus 1680 punti
Questo appunto contiene un allegato
Hitchcock, Alfred Il delitto perfetto scaricato 0 volte

Il delitto perfetto


Trama


Londra, 1954: Tony Wendice è un ex giocatore di tennis sulla cinquantina che ha abbandonato lo sport per dedicarsi alla moglie Margot e al suo lavoro in un negozio di articoli sportivi. Tony ha sposato Margot per interesse, dato che proviene da una famiglia ricca, per condurre una vita agiata. Scoperto il tradimento della moglie con Mark, uno scrittore di romanzi americano, Tony escogita un piano formidabile per ucciderla per poi intascarne l’eredità. Ricatta Charles Swann, un ex compagno di università con un passato losco, per convincerlo ad uccidere la moglie, promettendogli in cambio mille sterline. Ma qualcosa va storto e, durante il tentato omicidio, Margot riesce a difendersi e ad uccidere il suo aggressore. Tony tenta di inquinare le prove in modo da far accusare la moglie di omicidio. Sarà uno scaltro ispettore di polizia a risolvere l’ apparente “delitto perfetto” ed a incriminare Wendice.

Personaggi


Tony Wendice: Personaggio principale e protagonista della vicenda. Ex giocatore di tennis, ora gestore di un negozio di articoli sportivi, conduce una vita agiata grazie ad un matrimonio di interesse con la ricca Margot. Di stile impeccabile sia nell’ aspetto sia nel modo di parlare, è freddo e lucidissimo nei comportamenti e non muove un muscolo persino quando sta per essere arrestato. Dimostra un forte autocontrollo e una grande dose di ipocrisia durante tutto il film, mascherando la propria perversione e crudeltà.

Margot Wendice: Personaggio principale della vicenda. Margot è un’affascinante donna che ha sposato Tony e di cui inizialmente era innamorata. Non è fedele al marito in quanto ha un amante segreto. E’ piuttosto ricca (possiede circa 90.000 sterline in azioni) e conduce una vita lussuosa. Dimostra determinazione nel difendersi dalle accuse degli inquirenti e riesce a dimostrare la propria innocenza.

Mark Halliday: personaggio principale della vicenda. Mark è uno scrittore di romanzi gialli americano ed è l’ amante segreto di Margot, della quale è profondamente innamorato. E’ un uomo intelligente e scaltro, infatti è grazie ad una sia intuizione che il caso viene risolto.

Charles Swann: personaggio principale della vicenda. Swann è un ex compagno di università di Wendice che viene ricattato da quest’ultimo per uccidere la moglie. Lavora presso una agenzia immobiliare e vive mantenuto da aristocratiche signore. Rimase in prigione per un anno per furto e lasciò in giro parecchi debiti da pagare, riuscendo a scampare grazie ad una serie di nomi falsi. Cede al ricatto di Wendice per non rovinare la sua onorabilità ma è maldestro, e riesce a farsi uccidere da margot mentre tenta di strangolarla.

Ispettore Hubbard: personaggio principale della vicenda. L’ispettore Hubbard è un anziano ispettore di Scotland Yard che indaga sulla morte di Swann. Nonostante l’età è molto scaltro ed intuitivo e riesce in breve tempo a risolvere il caso, grazie alla sua caparbietà e la minuziosità nel considerare anche i particolari meno importanti.

Spazio e tempo:
La vicenda è ambientata in massima parte dell’ appartamento dei Wendice, e in particolare nel salotto, che si trova a Charrinton Garden a Londra. Le rare scene ambientate all’ esterno sono brevissime e per nulla significative, se non quella ambientata al ristorante in cui cena Wendice mentre avviene il tentato omicidio della moglie. Non vi sono riferimenti espliciti al periodo in cui il film è ambientato, tuttavia una serie di particolari (auto, abbigliamento, arredamenti, ecc…), tecniche di ripresa (effetti speciali datati, rappresentazioni in set) e colonne sonore, fanno dedurre che la vicenda si svolge negli anni ’50.

Scena del tentato omicidio 37:28 – 45:33


I° Sotto sequenza: l'arrivo dell'assassino

La sequenza viene inaugurata da una dissolvenza in apertura che ha funzione di narrare quello che accade (procedimento del montaggio con effetto ottico). E’ inquadrato l’assassino dalla testa ai piedi ( figura intera ) il quale si sta incamminando verso la casa della vittima. La fotografia è molto scura, dato che è notte, per accentuare maggiormente il mistero e sottolineare l’ombra dell’ assassino. Viene successivamente inquadrata la casa con un’inquadratura soggettiva, ovvero lo sguardo s’identifica con quello del assassino che sta osservando la casa. Il movimento di macchina che è presente in questo caso è quello della carrellata, in particolare camera car, ovvero la camera da presa è montata su un veicolo a pneumatici. Viene inquadrato di nuovo l’assassino, questa volta rappresentato in un piano medio, ovvero raffigurato dalla vita in su, dopodiché è inquadrato un dettaglio molto importante: l’orologio, infatti l’assassino e il marito della vittima si erano accordati per che ora il marito avrebbe dovuto telefonare a casa, dando così il segnale di inizio dell’ omicidio. Attraverso uno stacco netto è inquadrata la vittima Margot, ovvero la moglie di Tony Wendice, attraverso un campo totale, e tramite uno stacco netto l’inquadratura si sposta di nuovo sull’assassino, raffigurato come figura intera e la macchina da presa ruota fino a cambiare l’angolazione dal basso verso l’alto per inquadrare l’assassino (piano medio) che recupera la chiave sotto la moquette delle scale, utilizzando un movimento di macchina subordinato ai movimenti dell’ uomo. E’ inquadrato con uno stacco netto il dettaglio della porta che si apre e poi il viso di Margot che sta dormendo (primo piano). Campo totale sulla stanza in cui si svolge la scena con angolazione dall’alto verso il basso per creare vertigine. Successivamente vi è uno stacco netto con l’ inquadratura della porta con punto di vista soggettivo e poi è inquadrato l’ assassino mediante un’angolazione obliqua, il quale si nasconde dietro ad una tenda attendendo la chiamata del marito alla moglie e nel frattempo controlla l’orario e così viene nuovamente inquadrato l’ importante dettaglio dell’orologio, tramite stacco netto. Fino a qui la musica arbitraria ha funzione narrativa, poiché crea tensione, quasi fosse un presagio per quello che sta per accadere.

II° Sotto-sequenza: la telefonata

Tramite montaggio alternato, ovvero si alternano inquadrature che si svolgono in luoghi diversi ma che sono destinati a convergere in uno stesso spazio, viene inquadrato quello che accade al marito, che si trova al ristorante, e contemporaneamente quello che accade a casa sua, dove c’è l’ assassino. Inizialmente è raffigurata la stanza attraverso un campo totale e con il montaggio per stacco con raccordo sull’asse è fornito il primo piano del marito. In questa parte di sequenza sono presenti solo voci diegetiche in campo, presenti nel ristorante, che hanno la funzione di ambientare la scena. E’ inquadrato ancora una volta il dettaglio dell’orologio del marito e la scena si sposta di nuovo nella casa dove viene inquadrato l’assassino che aspetta impazientemente dietro la tenda (qui vi è angolazione obliqua e l’ uomo viene inquadrato con piano americano) la telefonata del marito; successivamente l’ inquadratura si sposta sul telefono: l’ assassino sta attendendo la chiamata del marito, che è in ritardo Il marito intanto al ristorante controlla di nuovo l’orologio (altro dettaglio) e si accorge che si è fermato; con stacco netto la scena si sposta e viene inquadrato mediante figura intera l’ assassino che, spazientito, si reca verso la porta di casa per uscire. Intanto il marito si reca al telefono del ristorante (la macchina da presa segue i suoi movimenti), ma è occupato da un'altra persona. Appena l’uomo esce, il marito entra nella cabina telefonica e l’entrata all’interno della cabina è segnalata da uno stacco con raccordo sull’asse. Il marito è inquadrato con un piano medio; dopodichè con degli stacchi netti sono inquadrati rispettivamente i dettagli del tasto del telefono e del sistema telefonico, durante il quale si percepisce il rumore motivato in campo degli ingranaggi del telefono. Egli telefona a casa sua, dove c’è la moglie per dare il via all’ assassinio. Dall’ inizio alla fine della seconda sotto-sequenza la musica arbitraria ha funzione narrativa ed è di sottofondo nelle parti in cui vi sono dialoghi; la motivetto in questione è ripetitivo e crea un atmosfera di massima tensione.

III° sottosequenza: l'omicidio

L’assassino ( piano medio ) che sta uscendo dalla porta sente il rumore (motivato in campo) dello squillare del telefono e vedendo, attraverso un’inquadratura soggettiva, la luce accesa nella stanza della moglie, si nasconde di nuovo dietro alla tenda. La moglie Margot è inquadrata mentre si alza dal letto e successivamente, mediante stacco netto, è inquadrata in un campo totale nel salotto buio con angolazione dall’alto verso il basso mentre si reca verso il telefono e, quando risponde al telefono con uno stacco netto viene inquadrata in un piano medio. Qui la macchina da presa ruota dietro Margot mediante movimento libero fino ad inquadrarne la schiena: compaiono così le mani dell’ assassino che sorreggono una calza per strangolarla. Con uno stacco netto sono inquadrati la moglie con dietro l’ assassino ripresi in un piano medio, facendo notare l’indecisione dell’assassino a strangolarla. Con stacco netto cambia la scena e viene inquadrato con un piano medio il marito (montaggio alternato) in ascolto al telefono. La moglie continua a ripetere “Pronto! Pronto!” con voce preoccupata, dato che dall’ altro capo del telefono nessuno parla. Appena sposta il telefono da sé, l’assassino le avvolge la calza intorno al collo, deciso a strangolarla. La musica arbitraria aumenta per creare maggior tensione. Si alternano le inquadrature del tentato omicidio a quelle del marito all’altro capo del telefono, mediante stacchi netti. In particolare è inquadrato il viso della moglie (primissimo piano) per mostrare le espressioni di dolore ed è presente inoltre il particolare delle gambe della moglie che tentano di divincolarsi alla presa dell’assassino. Ad un certo punto la moglie trova delle forbici sul tavolo e le usa come arma di difesa, infilzandole nella schiena del suo aggressore. L’ inquadratura cambia (stacco netto) e riprende l’ aggressore che, con le forbici conficcate, si accascia a terra morto. Mediante raccordo sull’ asse viene inquadrato il dettaglio sulle forbici che, quando l’uomo tocca terra, si conficcano ulteriormente nella schiena. Durante l’ aggressione i due sono ripresi prima come figure intere e poi sono inquadrati l’assassino ed il viso della moglie con un raccordo sullo sguardo. Ripresasi la moglie stravolta risponde di nuovo al telefono e ora sono alternate inquadrature del primo piano del marito con quelle del piano americano del retro della moglie. La moglie riattacca il telefono. La musica arbitraria accentua la tragicità della situazione. Dopodichè esce fuori in giardino ed è inquadrata con un’angolazione dall’ alto verso il basso. La moglie, inquadrata con un piano medio, rientra all’interno della casa e, attraverso il punto di vista soggettivo guarda l’uomo accasciato a terra morto che l’ha appena aggredita. Con uno stacco netto cambia l’ inquadratura e la macchina da presa segue il movimento della donna che, piangendo, si ritira nella sua camera, spostandosi all’ indietro, per riprendere con un campo totale l’intero salotto. Con uno stacco netto si passa alla sequenza successiva, ovvero il ritorno a casa del marito.

Hai bisogno di aiuto in Cinema?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email