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Analisi:
Questo canovaccio risulta di notevole semplicità di esecuzione- La -scena si svolge in un bar e i due personaggi, di supporto all'azione mimica del barista, devono impersonare negli atteggiamenti, nella tonalità e inflessioni della voce, dei veri duri. dei boss della mala americana. Utile, quindi, adoperare il tipico accento italo-americano.
Osservazioni:
Affinchè il testo risulti efficace, riscuota successo, è molto importante che il per¬sonaggio del barista adoperi una gestualità appropriata e suprattutto, i tre anima¬tori dovranno rispettare i tempi scenici. Questo lavoro rientra nei canoni della comicità di animazione, dove più che il dialogo nei suoi semplicissimi contenuti. fa scaturire il sorriso nel pubblico, la scena paradossale che si viene a creare. L'animatore non abbia fretta di terminare l'azione, faccia le dovute pause e soprattutto lasci alla platea la possibilità di assimilare ciò che sta avvenendo sul palco.

Accessori di scena: Tavoli e sedie, bancone da bar, bottiglie esposte, quadri appe¬si alla parete.
Scena prima: La scena si svolge in un bar- Un barista pulisce i tavoli entra un boss con atteggiamento autoritario
IL BOSS
Personaggi:
1-Barista
2-Boss
3- Jhonny Stecchino
Accessori di scena: Tavoli e sedie, bancone da bar, bottiglie esposte, quadri appe¬si alla parete.
Scena prima: La scena si svolge in un bar- Un barista pulisce i tavoli entra un boss con atteggiamento autoritario
Boss: (sedendosi al tavolo) Ehi barista portami subito un doppio whisky okay?
Barista: Certo certo amico.
Boss: (minaccioso ma molto pacato) Non sono tuo amico pezzo di scemo, sono il padrino Francis Ford Coppola... e il padrino non ha amici, ma solo nemici, chia¬ro?
Barista: (impaurilo) Ma... ma... allora lei è (agitando le mani) II mio boss prefe¬rito, ma non ci posso credere, il Padrino, qui nel mio bar. Mi fa un autografo?
Boss: (minaccioso) Senti pulce smettila di fare l'imbecille e portami da bere. Barista: (impaurilo) Ssssubito eccellenza (va via)
Scena: Entra Jhonny, con andatura da duro e uno stuzzicadenti tra le labbra.
Boss: (lo vede) Ehi"! ma guarda chi si rivede, Jhonny, Jhonny stecchino. Jhonny: In carne ed ossa, ciao Francis Ford Coppola, il più grande Padrino del mondo, come stai? (si siede di fronte al boss allo stesso tavolo).
Boss: (sconsolato) Bhè ci si trascina. Sai la vita è monotona, non ci sono più quelle belle sparatorie di un tempo, quelle stragi, allora sì che New York era una bella città.
Jhonny: (con tono commosso) Già... bei tempi, ti ricordi quel bulletto, come si chiamava?..- quello della strage di S.Valentino...
Boss: Me lo ricordo, era... Al
Jhonny: Già Al... e ti ricordi come lo chiamavamo? Al Capone... mai vista una capoccia così grande- Lo sai che è morto, se ne vanno sempre i migliori. Senti voglio dirti cosa mi è successo un paio di giorni fa
Boss: Barista, barista (scena viene il barista con il bicchiere di whisky)
Barista: (impaurito) Eccomi signore, scusi per il ritardo ma ho preso questo whi¬sky dalla cantina, è roba speciale (guarda con curiosità Jhonny) Ma... Ma... (agi¬tando le braccia) io non ci posso credere lei è... Jhonny stecchino, il mio boss preferito"!
Jhonny: (serio e minaccioso) Senti amico, portami un whisky anche a me e fai presto altrimenti finisci male.
Barista: (Impaurito) S.s-subito signore (esce)
Jhonny: Allora ti stavo dicendo che un paio di sere fa ero a casa di Molly la bat¬tona, ci stavamo facendo un poker, quando all'improvviso un tizio mai visto prima mi dice che sto barando. Allora io mi volto di scatto e gli dico, vaffanculo, spari¬sci amico.
Scena: Il barista che era arrivato in quel momento, sentendo che lo mandava a quel paese va via.
Boss: (spazientito) Barista me lo porti o no questo benedetto whisky? (poi rivolto all'amico)... e dimmi Jhonny lui che cosa ha fatto?
Jhonny: Quel cretino insisteva e allora io ho perso la pazienza e gli ho detto (pro¬prio in quel momento arrivava il barista) senti imbecille, ti ho già detto di sparire, coraggio ora balla, balla pulce maledetta altrimenti ti riempio di piombo (il barista ballando va via)
Boss: (arrabbiato) Insomma barista!! il mio amico vuol bere...
Jhonny: Lui tremava come una foglia, io incominciavo a divertirmi, così gli ho detto minaccioso (arriva il barista ballando), però balli bene- Ora balla e sculetta femminuccia, forza muovi il sedere e sparisci (barista ballando e sculettando va via)
Boss: (minaccioso) Barista ma allora ti devo strappare il collo? (rivolgendosi all'amico) e... lui se ne andato?
Jhonny: No, era come intontito, ballava e sculettava, e allora io gli ho detto (arri¬va il barista ballando e sculettando) ma allora sei de coccio, forza balla, sculetta e saltella, saltella e vai via se vuoi vivere (il barista va via ballando, saltellando e sculettando).
Boss: (urlando) Barista mi hai proprio stufato. Se non vieni con il whisky ti ammazzo.
Jhonny: E quindi lui era come rincretinito e allora io gli ho detto... (barista bal¬lando, sculettando, saltellando) ma non capisci? ti ho detto di andartene, forza fai di si con la testa, muovi la testa e vai a farti benedire (barista va via ballando, sal¬tellando, sculettando e con la testa su e giù)
Boss: E tu che hai fatto?
Jhonny: Io (cacciando la pistola) l'ho guardato, mi faceva pena era ridotto uno straccio, povero diavolo.
Boss: (al limite della sopportazione) Barista e ora basta mi hai proprio rotto, vieni subito qui altrimenti ti ammazzo come un cane (il barista si avvicina ballando, sculettando, saltellando e muovendo la testa)
Jhonny: TI dicevo... era in uno stato pietoso e allora mosso a compassione, gli ho sparato, non sopporto la gente che soffre
Scena: II barista poggia il bicchiere su tavolo sempre ballando, sculettando, sal¬tellando e facendo di si con la lesta.
Jhonny: Ma sei ridotto un vero straccio, (rivolto al barista) poverino, devi soffrire molto in quello stato vero?
Barista: (sempre agitato e balbettando) Certo non è piacevole.
Jhonny: Vorresti che ti facessi smettere di soffrire, che ti dicessi basta.
Barista: (impaurilo) Si, si grazie signore, la prego, non voglio più soffrire così,ora basta...
Jhonny: E va bene come desideri (lo spara)
Boss: Odio vedere la gente che soffre.
Jhonny: Già! è vero.
Boss: Vieni andiamo da Molly voglio farmi un bei pokerino
Jhonny: Perché non giochiamo a ruba mazzo? come ai vecchi tempi
Boss: Ok! ma chi perde paga pegno
Scena: II boss e Jhonny escono, poi rientrano e parte la base musicale per i saluti finali.

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